11/10/2026
🟪 LA SINDROME DA ALIENAZIONE PARENTALE NON ESISTE.
[ NEPPURE SE VIENE CHIAMATA IN ALTRO MODO Ndr. ]
Nessuna diagnostica internazionale l’ha mai accolta: l’American Psychiatric Association l’ha lasciata fuori dal DSM-5 e dalla DSM-5-TR, l’Organizzazione mondiale della sanità dall’ICD-11.
La Corte di cassazione ne ha definito "pseudoscientifico" il fondamento (ordinanza 9691/2022).
"Per la italiana il punto è chiuso da tempo: in quarant’anni nessuna evidenza ha trasformato l’alienazione parentale in una diagnosi".
Lo scrive il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi in una lettera aperta al Ministro della Giustizia Carlo , ai presidenti dei per i minorenni, al Consiglio Nazionale Forense e al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del .
La lettera, promossa dal Comitato Pari Opportunità e firmata dalla presidente del CNOP Maria Antonietta Gulino e dalla coordinatrice CPO e nazionale Francesca Schir, conferma e sottolinea le parole pronunciate in dal Guardasigilli il 18 giugno scorso: "non vi è alcuno spazio per la cosiddetta alienazione parentale", teoria che il Ministro ha definito antiscientifica.
Gli condividono questa posizione e aggiungono la voce che compete loro, quella della comunitĂ scientifica.
Il nodo più grave è l’uso del costrutto nei procedimenti per l’ , dove opera contro le .
La letteratura ne ha misurato l’effetto: l’accusa di alienazione, quando viene accolta dal , quasi triplica la probabilità che una madre che ha denunciato violenza perda l’affido.
"Il meccanismo si ripete identico.
La della madre viene rovesciata in prova della sua ; il gesto di proteggere figlie e da un violento viene riletto come “ ”.
Ciò genera vittimizzazione secondaria, e ferisce due volte: la donna che ha denunciato e il minore che alla violenza ha assistito".
Stesso discorso per i trattamenti di forzata, che separano il minore dal protettivo, quasi sempre la .
"Di questi interventi non esiste prova di efficacia, e il consenso degli è che producano danno", scrive il CNOP.
Il CNOP chiede che si metta fine agli interventi di riunificazione coatta disposti in sede giudiziaria, che "i colloqui del consulente tecnico con i siano sempre videoregistrati e depositati agli atti, con la stessa garanzia già prevista per l’ascolto del giudice" e che "la paura verso un genitore violento non venga trattata come un sintomo da correggere o riparare".
Per la propria parte si impegna perché la formazione degli psicologi escluda la e ogni costrutto che vi si richiami, e perché nessuna tecnica o perizia lo sostenga.
"Raccogliamo l’apertura del a ricevere contributi. Il nostro, come psicologhe e psicologi, sta in una frase: la scienza che rappresentiamo non riconosce l’alienazione parentale", conclude il .