15/10/2026
Si può “mandare qualcun altro” in mediazione al posto nostro? 🤔
Immaginate un incontro di mediazione in videoconferenza. Da una parte, la controparte. Dall’altra, un solo rappresentante che parla a nome di ventisette persone. Ognuna ha il proprio contratto e la propria storia, ma nessuna di loro è collegata.
Il Tribunale di Firenze, con due sentenze di ottobre 2026, ha detto chiaramente che così non funziona: quella mediazione non vale, e le cause sono state dichiarate improcedibili.
Perché? Perché la mediazione non è una pratica da sbrigare per arrivare dal giudice. È l’occasione per sedersi allo stesso tavolo e dire ciò che in tribunale di solito non trova spazio: che cosa ci serve davvero, che cosa ci preoccupa, quale soluzione ci farebbe chiudere la vicenda. E questo nessuno può farlo al posto nostro.
📌 Cosa dice la legge
Alla mediazione si partecipa di persona. Ci si può far rappresentare solo se c’è un motivo serio, e chi ci rappresenta deve conoscere bene la nostra situazione e avere il potere di decidere.
📌 Cosa NON basta
Una giustificazione generica, uguale per tutti, o un delegato che si limita a “fare presenza”.
📌 Il consiglio
Se ricevete un invito in mediazione, partecipate. Si può fare anche da casa, in videoconferenza, accompagnati dal vostro avvocato. E partecipare non obbliga a firmare nulla: significa solo ascoltare e farsi ascoltare, prima che sia un giudice a decidere per voi.
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Due sentenze di ottobre 2026 dichiarano improcedibili le domande: senza giustificati motivi e senza verifiche a verbale la delega cumulativa non regge.