30/09/2026
Nel saldo e stralcio non contano solo i numeri (che, in questo caso, sono stati comunque eclatanti), ma soprattutto la sostenibilità lato cliente esecutato.
In questo caso il successo si è basato su tre pilastri:
- trattativa con l’istituto che mostrasse il vero valore dell’asset (con foto, dati di assorbimento di mercato, percentuale di invenduto in zona), prescindendo dal valore nominale del credito;
- reperimento della provvista per consentire un versamento in un unica soluzione: il cliente non aveva soldi liquidi, ma aveva redditi disponibili e un’anzianità di servizio di 30 anni. Grazie a una proficua collaborazione con il datore di lavoro, siamo riusciti a stipulare un accordo individuale in sede sindacale che, prescindendo dai rigidi parametri normativi, ha consentito al cliente lavoratore di vedersi anticipato il TFR;
- intervento di un parente finanziatore, che ha fornito la somma residua, con impegno da parte del cliente alla restituzione (garantito da cambiali), dell’importo di 300 euro mese, inferiori ai 650 di mutuo precedentemente pagati.
In buona sostanza, per risolvere un’unica provvista debitoria, 3 accordi distinti. Ognuno funzionale all’altro.
Tutti funzionali al raggiungimento di un risultato concreto e sostenibile nel tempo.
Una vittoria per tutti.
Caso reale di saldo e stralcio a Bari: debito di 176.000 euro chiuso a 48.000 euro, casa sottratta all’asta e oltre 120.000 euro di debito risparmiati