Lorenzo agnoloni

Lorenzo agnoloni Avvocato Lorenzo Agnoloni

Always a good time in Florida !!!!!
01/12/2023

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08/01/2022

Puglia
Mattinata - FG
La baia delle Zagare
📸 smaila41

Right one, I love it
07/20/2022

Right one, I love it

“Ricordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo: A che serve studiare? Chi sa rispondere?

Qualcuno osò rispostine educate: a crescer bene, a diventare brave persone…
Niente, scuoteva la testa.
Finché disse: Ad evadere dal carcere.
Ci guardammo stupiti.
L’ignoranza è un carcere. Perché là dentro non capisci e non sai che fare.
In questi cinque anni dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo. Non sarà facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta?

Mi è tornato in mente quell’episodio indelebile, leggendo che solo un ragazzo su venti capisce un testo. E penso agli altri diciannove, che faticano ad evadere e rischiano l’ergastolo dell’ignoranza.
Uno Stato democratico deve salvarli perché è giusto. E perché il rischio poi è immenso: le menti deboli chiedono l’uomo forte.”

Corrado Augias, La Repubblica, 6 dicembre 2019

03/06/2022

«Ho giocato a calcio per quarant’anni, di cui undici di fila, senza riposarmi mai, nemmeno per una domenica, nemmeno con la febbre e con gli acciacchi. Quarant’anni trascorsi con la faccia affondata nell’erba, o nel fango, o sulle righe di gesso dell’area di rigore, con gente pronta a staccarti la testa pur di arrivare un secondo prima di te su una palla.
Qualche volta ho perso, più spesso ho vinto, ma questo non è così importante.
Mi hanno chiamato mito, monumento, leggenda.
Le mie mani sono finite in un francobollo commemorativo firmato da Guttuso.
Ho giocato a scopone con Sandro Pertini, scherzato con Karol Wojtyła, viaggiato con Gheddafi, mi sono confidato con Gianni Agnelli.
Ho conosciuto ladri, poeti, eroi, capi di stato, bancarottieri, alcolisti. E oggi, dopo tutto questo, posso dire che aveva ragione nonna Adelaide, friulana dura come il mogano ma dolcissima: “È passato Napoleone che aveva gli speroni d’oro agli stivali, figurati se non passa anche il resto”.

Tutto cominciò proprio con lei, a pensarci bene.
In un pomeriggio qualunque di sessant’anni fa, a Mariano. Collezionavo foto sbiadite di portieri, strappate dai pochi giornali che arrivavano in paese, e sognavo di diventarlo anch’io. Ma ero mingherlino, crescevo poco, e per questo mi faceva mangiare uova ogni giorno.
Poi quel pomeriggio si mise a giocare con me: tirava le prugne in aria e io dovevo prenderle al volo. Era un gioco per modo di dire: nelle case dei contadini, il cibo non si spreca, mai. Quindi, se volevo continuare a giocare con lei, dovevo prenderle tutte.
Dopo un po’ il gioco diventò un rito: indossavo la canottierina di cotone su cui mia mamma aveva cucito un bel numero «1» e mi predisponevo a prendere le prugne.

Iniziò così. E arrivò tutto il resto. Il pallone vero, l’Udinese, il Mantova, il Napoli, la Juventus.
I momenti belli e i momenti brutti.
I campioni visti da vicino, gente geniale, dal talento divino, Sivori, Pelé, Altafini. E poi ancora la panchina da allenatore, la Nazionale in ogni sua forma.
Le coppe, i fischi, i record. Ma, soprattutto, sono arrivati gli uomini veri, quelli dritti e silenziosi come mio padre. Gaetano ed Enzo, Scirea e Bearzot, amici, fratelli, esempi.
Persone devote alla cultura del lavoro, della serietà, consapevoli anche loro che tutto passa, tranne la soddisfazione e la serenità di chi ha fatto il proprio dovere, fino in fondo.

È a quegli uomini e all’intelligenza dei loro silenzi che penso ancora oggi, settant’anni e cento mestieri dopo.
Succede ogni giorno, all’improvviso, quando al circolo, al golf, o al parco con i miei nipoti, mi capita di sentire il profumo dell’erba.
Allora non riesco a domare un brivido, una nostalgia bellissima, istintiva. E mi dico che sì, aveva ragione mia nonna, la gloria dura un attimo solo.
Ma certi attimi, se li sai coltivare, possono durare una vita intera.»

80 anni di leggenda, buon compleanno Dino Zoff! ❤

Fonte: autobiografia "Dura solo un attimo, la gloria".

Great project
01/20/2022

Great project

L’Accademia Musicale Chigiana nasce a Siena nel 1932 per volontà del Conte Chigi Saracini (1880-1965), il mecenate appassionato di musica che creò i corsi di alto perfezionamento musicale, ospitando nella propria casa prestigiosi docenti di fama internazionale e allievi provenienti da tutti i co...

Finally !!! Can’t wait to see it again
12/21/2021

Finally !!! Can’t wait to see it again

Non è un caso che Dario Argento abbia ambientato qui la sua "Sindrome di Stendhal" nel 1996, perché la sala delle carte geografiche delle Gallerie degli Uffizi di Firenze, al secondo piano del museo, è uno scrigno di autentica bellezza che quasi fa svenire e che riapre finalmente al pubblico dopo 20 anni tornando a integrarsi nel percorso di visita con una tappa tra arte, geografia e una veduta mozzafiato che si dispiega da Santa Croce al piazzale Michelangelo.

La sala, che in origine era una loggia aperta progettata da Giorgio Vasari per affacciarsi sul panorama sud della città, era chiusa al pubblico da decenni, prima per mancanza di personale e poi a causa dei sempre più ingenti problemi di conservazione. Adesso è di nuovo accessibile grazie a un restauro durato due anni e costato 700 mila euro. Sono così tornati a splendere il verde e l'azzurro delle mappe, e l'oro con cui sono vergati gli oltre 1200 nomi della toponomastica.

Su Repubblica Firenze l'articolo completo di Elisabetta Berti

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