Avvocato Livio Mandara'

Avvocato Livio Mandara' Avvocato libero professionista
Sito: www.avvocatoliviomandara.it

18/01/2024

Sostituite le Tabelle del tribunale di Milano e di Roma: ora arriva un unico criterio per la quantificazione del danno biologico e morale.

12/08/2023
05/08/2023

Avvocato civilista a Trapani. Studio Legale Sugamele. Ampia rassegna di sentenze di diritto civile con gli ultimi orientamenti della Corte Suprema.

27/06/2023

Il Tribunale dell’Unione Europea si è espresso di recente sul tema della distinzione fra dati anonimi e pseudonimi. Il significato e l'impatto della sentenza sulla ricerca in ambito medico-scientifico

15/05/2023

La Corte di Cassazione, con ordinanza del 13.5.2021, conferma l’orientamento dominante secondo cui il tradimento può essere anche solo virtuale. Non è indispensabile il tradimento carnale tra i due amanti. Una chat amorosa con un tradimento virtuale su whatsapp può giustificare pertanto la dichiarazione di responsabilità in caso di separazione, venendo dichiarato l’addebito nei confronti del coniuge fedifrago, colpevole di infedeltà coniugale. Non è, dunque, necessario che gli incontri extraconiugali siano avvenuti nella realtà. Il tradimento online si concretizza via chat, via web, via email, via social, etc.

22/04/2022

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|17 febbraio 2022| n. 5236.

L’azione di divorzio è un’azione con natura personalissima, non trasmissibile agli eredi. Una volta intervenuto il decesso del coniuge che abbia proposto azione di divorzio gli eredi sono legittimati a subentrare nel procedimento nella loro qualità solo per far valere diritti relativi alle questioni patrimoniali, diritti e obbligazioni che siano già entrate a far parte del patrimonio del de cuius prima del decesso; mentre non sono legittimati a coltivare l’azione di divorzio già promossa dal defunto. Non potendo tale subentro essere volto a comportare la cessazione degli effetti del matrimonio al divorzio e all’intervenuto decesso del genitore.

10/03/2022

Avvocati di altri tempi: Lidia Poet, la prima donna avvocato.
Ricordiamo la figura di Lidia Poet, una delle prime donne a laurearsi in Italia in Giurisprudenza, per la caparbietà e la straordinaria determinazione con le quali difese il diritto di esercitare la professione di avvocata.
Nel 1881, Lidia Poet si laurea col massimo dei voti a Torino. Dopo due anni di pratica legale, supera l’esame di abilitazione e presenta all’Ordine degli Avvocati la domanda per essere iscritta all’albo degli Avvocati e dei procuratori legali.
In assenza di norme che escludessero le donne dalla professione di Avvocato, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino iscrive la Poët, prima donna in Italia, all’albo degli Avvocati (con 8 voti favorevoli e 4 contrari).
La comparsa di alcuni articoli , di natura polemica e prettamente sessista, contro la presenza di una donna nell'albo professionale crearono le condizioni per impugnare il provvedimento di ammissione.
La Corte d’Appello di Torino, su ricorso del Procuratore Generale del Re annulla l’iscrizione sull’assunto che la professione forense fosse un pubblico ufficio e come tale vietato alle donne. Anche la Cassazione, successivamente adita dalla Poët, conferma l’esclusione delle donne dalla professione di avvocato.
“L’avvocheria è un ufficio esercitabile soltanto da maschi e nel quale non devono immischiarsi le femmine”.
L'estratto del pronunciamento della Corte d'Appello di Torino.
Dopo la sentenza Lidia Poet rilascia una intervista al Corriere della Sera il 4 dicembre 1883 dove esclama ironicamente: “I miei avversari hanno un concetto assai strano delle loro mogli, delle loro sorelle, delle loro madri. Essi parlano sempre della donna come di cosa essenzialmente fragile.
Lidia, di fronte ad una situazione di fatto giuridica e legislativa che escludeva le donne – in quanto donne – dall’avvocatura non si arrende e decise di presentare un ricorso alla Corte di Cassazione. Il ricorso fu poi rigettato e Lidia fu costretta a limitarsi a collaborare col fratello Enrico presso il suo studio. La sua attività, anche se non poteva essere esercitata a pieno titolo, si concentrò nella difesa dei diritti dei minori, degli emarginati e delle donne. Inoltre, si impegnò nel sostenere la causa del suffragio femminile.
Nonostante gli impedimenti che le sbarrarono la via, partecipò al primo Congresso Penitenziario Internazionale a Roma, nel 1883, e al quarto Congresso Penitenziario Internazionale a San Pietroburgo, nel 1890. Rappresentò l’Italia in diverse occasioni in qualità di vicepresidente della sezione di diritto del Segretariato del Congresso Penitenziario Internazionale. Fu anche nominata Officier d’Académie dal Governo francese, che per l’occasione la invitò a Parigi. Infine, ottenne una medaglia d’argento per l’opera prestata quale infermiera per la Croce Rossa durante la prima guerra mondiale.
Grazie al movimento delle donne, nel 1919 il Parlamento approva la legge Sacchi che ammette le donne ad accedere ai pubblici uffici, ad eccezione della magistratura, e Lidia Poét all’età di 65 anni, finalmente, diventa Avvocato. La prima, in Italia: “Le donne sono ammesse, a pari titolo degli uomini, ad esercitare tutte le professioni e a coprire tutti gli impieghi pubblici, esclusi quelli che implicano poteri pubblici giurisdizionali o l’esercizio di diritti e di potestà politiche, o che attengano alla difesa militare dello Stato”.

24/02/2022
04/02/2022

Tre imputati accusati di aver raggirato un modicano 45enne: il Tribunale di Napoli, competente per territorio, ha condannato 2 uomini di 62 e 58 anni e una donna 38 anni, tutti e 3 campani, per truffa in concorso, al pagamento di una pena pecuniaria di 4.500 euro ciascuno. I 3 avevano pubblicizzato....

Indirizzo

Via Palestro 309
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97019

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Lunedì 16:00 - 20:00
Martedì 16:00 - 20:00
Mercoledì 16:00 - 20:00
Giovedì 16:00 - 20:00
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