12/08/2025
Cassazione n. 20415/2025: i patti prematrimoniali iniziano a trovare spazio anche in Italia
Fino a pochi anni fa, in Italia, parlare di patti prematrimoniali significava evocare un concetto quasi “esotico”, più vicino alle cronache hollywoodiane che alla realtà giuridica del nostro Paese. L’idea di regolare in anticipo, per iscritto, le conseguenze economiche di una eventuale separazione era considerata non solo rara, ma spesso anche giuridicamente inammissibile.
La recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 20415 depositata il 29 luglio 2025, introduce però un elemento di novità. I giudici hanno ritenuto valido l’accordo con cui un marito si impegnava a restituire alla moglie il denaro da lei speso per ristrutturare una casa di sua proprietà, nel caso in cui fosse intervenuta la separazione. La Corte ha qualificato questo impegno come un contratto atipico ai sensi dell’art. 1322 c.c., condizionato non alla volontà di separarsi, ma al verificarsi di un evento futuro e incerto – la separazione stessa – da cui far dipendere l’efficacia dell’obbligazione.
Questa impostazione segna una differenza rispetto al passato, quando – richiamando l’art. 160 c.c. – la Cassazione ribadiva che ogni patto patrimoniale stipulato “in vista” della crisi coniugale fosse nullo, per il timore che potesse influenzare la decisione di separarsi o divorziare. Basti ricordare decisioni come la n. 11012/2021 o, ancor prima, la n. 2224/2017, che confermavano una linea interpretativa molto restrittiva.
Con l’ordinanza del 2025, invece, si riconosce che un accordo patrimoniale tra coniugi può essere lecito quando tutela un interesse concreto e meritevole, senza incidere su obblighi inderogabili come il contributo ai bisogni della famiglia previsto dall’art. 143 c.c. Non si tratta ancora di una liberalizzazione totale: restano vietate le pattuizioni che stabiliscono in anticipo l’ammontare dell’assegno di separazione o di divorzio. Tuttavia, la possibilità di regolare altri aspetti economici comincia a trovare spazio.
Il contesto internazionale mostra come in molti Paesi, giuridicamente avanzati quanto il nostro, i patti prematrimoniali siano strumenti consolidati di pianificazione patrimoniale. È plausibile che l’Italia, sotto la spinta di un’evoluzione culturale e giuridica, stia gradualmente allineandosi a questa tendenza. La pronuncia n. 20415/2025, pur limitata al caso concreto, sembra indicare che il muro tradizionale di contrarietà assoluta stia iniziando a incrinarsi.
Per le coppie, ciò significa che potrebbe diventare più semplice – e giuridicamente sicuro – disciplinare in anticipo questioni delicate, come il rimborso di spese rilevanti sostenute per beni intestati a uno solo dei coniugi. Un passo che, se confermato da future decisioni, potrebbe trasformare il diritto di famiglia italiano in senso più moderno, offrendo nuove possibilità di tutela e prevenzione dei conflitti.