03/02/2026
Missione ISAF
Afghanistan, Khost
3 Febbraio 2005
nel disastro aereo del volo Kam Air 904, sulle montagne a sud-est di Kabul, perdono la vita 104 persone, tra le quali tre italiani, due civili e un militare:
Bruno Vianini
capitano di vascello del Comando subacquei e incursori di Porto Venere.
Nominato Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia.
Data del conferimento: 30/05/2005
motivazione:
Ufficiale incursore di Marina, Capo Cellula presso il Comando della Task Force Nibbio nell’operazione “Enduring Freedom” in Khost (Afghanistan) partecipava ripetutamente ad operazioni e ricognizioni speciali su tutta l’area giurisdizionale del Contingente distinguendosi per professionalità, senso di responsabilità, perizia, coraggio ed abnegazione, dando lustro al corpo di appartenenza ed a tutto il Contingente italiano. Afghanistan, 19 febbraio 2003 - 12 giugno 2003
Vianini era a bordo di un volo civile della compagnia afgana Kam Air, di rientro da Herat dopo un sopralluogo per la preparazione dell’invio di un contingente italiano per l’espansione della missione ISAF da Kabul a tutto il resto dell’Afghanistan. Il velivolo su cui viaggiava, un Boeing 737, sparì in una tempesta di neve sulle montagne vicino alla capitale a 4mila metri di quota, secondo quanto riportato dalle cronache dell’epoca.
L’ufficiale era un incursore della Marina Militare impegnato in Afghanistan per preparare lo sviluppo della presenza militare italiana nella regione ovest del Paese. A lui fu intitolata la base nel centro di Herat del Provincial Reconstruction Team italiano, l’unità che si occupa di ricostruzione e sviluppo successivamente trasferita a Camp Arena, in cui aveva sede il comando del contingente italiano.