Studio legale Avv. Raffaele Natale

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Studio legale Avv. Raffaele Natale Avvocato civilista.

06/10/2026

Essere contrari alle vaccinazioni è diverso dal dimostrare che una determinata vaccinazione sia sconsigliata per quel bambino.
Quando il conflitto tra i genitori arriva davanti al giudice, infatti, assumono rilievo le condizioni di salute del minore, le indicazioni del pediatra e degli specialisti e l’esistenza di eventuali controindicazioni specifiche.
La giurisprudenza ha applicato questo criterio anche in altri conflitti riguardanti la salute dei figli: l’opposizione o l’inerzia di un genitore non può trasformarsi in un ostacolo a una cura ritenuta necessaria, quando ciò rischia di pregiudicare la salute del minore o la continuità delle cure.
Nei casi più gravi e persistenti, inoltre, il problema può andare oltre la singola decisione sanitaria: se l’impossibilità dei genitori di decidere insieme diventa pregiudizievole per il figlio, il giudice può adottare decisioni che limitano l’esercizio della responsabilità genitoriale.
Davanti al giudice non conta semplicemente chi è favorevole o contrario ai vaccini.
Contano le ragioni del dissenso, la situazione concreta del figlio e gli elementi medici sui quali quella scelta deve essere presa. 💉

03/10/2026

Quando un figlio viene allontanato dalla propria famiglia, le relazioni dei servizi sociali possono avere un peso importante nella decisione del giudice.
Ma il genitore ha diritto di conoscerle, esaminarle e contestarne il contenuto, presentando le proprie difese e chiedendo, quando necessario, ulteriori approfondimenti.
La Cassazione ha inoltre chiarito che non basta definire genericamente un genitore “inadeguato” o i suoi comportamenti “disfunzionali”.
Una decisione che limita la responsabilità genitoriale deve basarsi su fatti concreti. E quando viene disposto anche l’allontanamento, deve essere accertato un pericolo per la crescita del minore riconducibile ai genitori o all’ambiente familiare.
C’è poi un altro principio fondamentale: gli interventi devono essere graduali e proporzionati.
La tutela del minore richiede quindi di valutare, quando possibile, anche interventi di sostegno capaci di preservare o ricostruire il rapporto con il genitore.
Per questo conoscere i fatti contestati e gli elementi sui quali si fonda il provvedimento è essenziale per esercitare concretamente il proprio diritto di difesa.

29/09/2026

Il disconoscimento della paternità non è una semplice rinuncia personale: deve essere deciso dal giudice.
La causa coinvolge il marito, la madre e la figlia. Poiché la bambina è minorenne, il giudice può nominare un curatore speciale che ne tuteli gli interessi.
Attenzione a non confondere due situazioni diverse:
🔹 se la bambina è nata durante il matrimonio, si parla di disconoscimento della paternità;
🔹 se è nata fuori dal matrimonio ed è stata riconosciuta volontariamente da un uomo che non è il padre biologico, si parla di impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità.
Se il disconoscimento viene accolto, viene meno il rapporto giuridico con quell’uomo, ma la bambina non perde lo status di figlia in assoluto. Inoltre, il padre biologico non diventa automaticamente padre anche dal punto di vista giuridico: sarà necessario un ulteriore riconoscimento o un’apposita azione giudiziaria.
Ogni caso richiede una verifica specifica dei termini, delle prove e della situazione familiare della minore.
Se ti trovi in questa situazione, rivolgiti al mio studio legale: e-mail [email protected]; telefono: 3203807838.

23/09/2026

Quando una chat WhatsApp o un contenuto social viene prodotto in giudizio, l’altra parte può contestarne la conformità, la provenienza o l’attendibilità.
Uno screenshot, infatti, può mostrare soltanto una parte della conversazione e può essere contestato sostenendo, ad esempio, che il contenuto sia incompleto, alterato o non riconducibile alla persona indicata.
Per questo è importante conservare, quando possibile, la conversazione nella sua completezza e il supporto originale, evitando cancellazioni o modifiche.
Anche elementi come il numero di telefono, il profilo utilizzato, la continuità della conversazione, le date e il contesto dei messaggi possono assumere rilievo per verificarne provenienza e attendibilità.
Se la prova viene contestata, non significa necessariamente che diventi inutilizzabile: spetta al giudice valutarne l’affidabilità anche alla luce degli altri elementi acquisiti nel processo.
Quando un messaggio può diventare importante in una separazione il modo in cui viene conservato e documentato può fare la differenza.
Scrivimi all’indirizzo e-mail: [email protected] o telefonami al numero: 3203807838.

16/09/2026

TRADIMENTO, ADDEBITO E MANTENIMENTO: NON SONO LA STESSA COSA.
Il tradimento può determinare l’addebito della separazione, ma solo quando viene provato che ha causato la crisi coniugale. Se la crisi era già irreversibile, l’infedeltà potrebbe non essere sufficiente per ottenere l’addebito.
L’addebito, inoltre, non attribuisce automaticamente al coniuge che ha subito l’infedeltà il diritto al mantenimento: quest’ultimo viene valutato sulla base di diversi presupposti.
E attenzione a un’ulteriore distinzione: assegno di mantenimento e assegno divorzile non coincidono. Il passaggio dalla separazione al divorzio comporta una nuova valutazione, sulla base di presupposti ancora diversi.
In materia di separazione, quindi, il tradimento è solo uno degli elementi da valutare. Le conseguenze giuridiche ed economiche devono essere analizzate caso per caso.
Scrivici all’indirizzo e-mail: [email protected] o contattaci al numero: 3203807838.

03/09/2026

Il fatto che, durante la convivenza, uno dei conviventi abbia contribuito al pagamento del mutuo relativo a un immobile di proprietà esclusiva dell’altro non esclude automaticamente la possibilità di ottenere un indennizzo.
Nella convivenza di fatto, le attribuzioni patrimoniali effettuate spontaneamente per far fronte alle esigenze della vita comune possono costituire adempimento di una obbligazione naturale, quando risultino proporzionate e adeguate alle condizioni economiche e sociali del convivente che le esegue e alle circostanze concrete della convivenza. In tal caso, l’art. 2034 c.c. esclude la ripetizione di quanto spontaneamente prestato.
La situazione può però essere diversa quando le attribuzioni travalicano i limiti della proporzionalità e dell’adeguatezza e determinano un arricchimento di un convivente a danno dell’altro, senza una causa che lo giustifichi.
In presenza degli ulteriori presupposti previsti dall’art. 2041 c.c., può allora essere esercitata l’azione di arricchimento senza causa, che consente di ottenere un indennizzo nei limiti dell’arricchimento conseguito e dell’impoverimento subito.
Perciò, se durante la convivenza hai sostenuto per anni una parte del mutuo della casa appartenente esclusivamente alla tua ex compagna, non è detto che tu debba considerare definitivamente perdute quelle somme.
Bonifici, ricevute, documentazione bancaria e ogni elemento utile a ricostruire i pagamenti possono essere fondamentali per verificare se esistano i presupposti per ottenere un indennizzo. di fatto

27/08/2026

La casa è di proprietà dell’altro coniuge: dopo la separazione devo necessariamente lasciarla?
No, non sempre.
L’assegnazione della casa familiare è collegata all’interesse dei figli, non alla proprietà dell’immobile e neppure alla situazione economica del coniuge.
In particolare, occorre verificare che:
• vi siano figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti;
• la casa sia stata effettivamente la casa familiare, cioè il luogo nel quale si è svolta la vita della famiglia;
• l’assegnazione sia necessaria per tutelare l’interesse dei figli e consentire loro, per quanto possibile, di mantenere la continuità della propria vita familiare.
Un punto spesso frainteso riguarda la nuova vita del coniuge assegnatario: una nuova convivenza o un nuovo matrimonio non comportano automaticamente la perdita della casa. Occorre verificare se l’assegnazione continua a rispondere all’interesse dei figli.
In ogni caso, l’assegnazione non trasferisce la proprietà: il coniuge proprietario rimane proprietario dell’immobile e può anche venderlo, ragion per cui è opportuno che l’assegnazione venga trascritta nei registri immobiliari, affinché possa essere fatta valere anche nei confronti dell’acquirente, nei limiti stabiliti dalla legge.
Se stai affrontando una separazione e hai bisogna di una consulenza scrivici all’indirizzo: [email protected] o telefonaci al n.: 3203807838. famiglia

20/08/2026

Quando un correntista subisce una frode informatica, la risposta degli istituti di credito è quasi sempre una lettera ciclostilata: “Il bonifico risulta regolarmente eseguito con le tue credenziali e i sistemi di autenticazione forte (SCA) erano a norma. Pratica archiviata, nessun rimborso”.
Questo rifiuto viola la legge.
La normativa vigente pone una barriera invalicabile a tutela dei risparmiatori:
1️⃣ L’uso dei codici non è consenso: L’articolo 10 stabilisce in modo perentorio che la registrazione dell’uso delle credenziali (anche se avvenuta con autenticazione a due fattori) non è di per sé sufficiente a dimostrare che l’operazione sia stata autorizzata dall’utente. Il mero dato meccanico non prova la volontà del cliente.
2️⃣ Inversione dell’onere della prova: Davanti a un disconoscimento è la banca a dover provare in concreto il comportamento fraudolento, oppure il dolo o la colpa grave nella violazione di specifici doveri del correntista.
3️⃣ Rimborso immediato: Salvo il forte sospetto di frode da parte del cliente, l’intermediario deve riaccreditare l’importo dell’operazione non autorizzata immediatamente e, in ogni caso, entro il giorno lavorativo successivo alla segnalazione.
⚖️ L’orientamento della Giurisprudenza (Cassazione e ABF)
Il principio è ormai granitico. La Corte di Cassazione e i collegi dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) confermano che il rischio di utilizzo indebito delle credenziali rientra nel perimetro del rischio d’impresa della banca. Le tecniche di frode odierne (come lo spoofing o il vishing telefonico) alterano la percezione del rischio del cliente: cadere in un inganno digitale sofisticato non costituisce colpa grave.
Le banche respingono i rimborsi sperando che il cliente accetti passivamente il primo “No”. Non farlo.
💼 Hai ricevuto un diniego di rimborso dalla tua banca?
Non accettare questa decisione come definitiva. Puoi richiedere una valutazione specifica della tua pratica al nostro studio per analizzare il testo del diniego strutturare una contestazione formale inattaccabi e avviare la procedura di recupero forzoso.
informatica

Indirizzo

Via De Pinedo, 17
Villa Literno
81039

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Mercoledì 16:00 - 20:00
Venerdì 16:00 - 20:00

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