23/03/2026
C'è una differenza tra avere un'opinione e ripetere quella degli altri.
Condividere slogan, pensare per appartenenza, indignarsi per riflesso: non è partecipazione democratica. È delega del pensiero travestita da convinzione.
L'onestà intellettuale richiede tempo, dubbio, fatica e la disponibilità ad assumersi le conseguenze di quello che si pensa - anche quando si vota.
Il mio lavoro mi ha abituato a stare in posti scomodi. A difendere chi molti preferiscono non vedere difeso. A dire cose che non portano consenso. A beccarsi denunce e richieste risarcitorie. A vincere da soli ma a perdere sotto gli occhi di tutti. Non per vocazione al martirio. Ma perché alcune battaglie non hanno alternative ragionevoli.
Il posto del difensore è spesso vuoto — non perché sia difficile da raggiungere, ma perché pochi vogliono occuparlo.
È lì che si misura l'indipendenza: non nei convegni, non nei post. Quando devi scegliere tra il consenso e i diritti. Tra la comodità e quello che la Costituzione dice davvero.
Darrow lo aveva capito prima di tutti:
"Per essere un avvocato penalista efficace, bisogna essere pronti a essere esigenti, oltraggiosi, irriverenti
— e soli: pochi amano chi dà voce ai disprezzati."
Nicola Canestrini