Studio legale Di Costanzo

Studio legale Di Costanzo Avvocato divorzista, specializzato in diritto di famiglia. Difensore d'ufficio presso il Tribunale dei Minori, specializzato in legislazione penale minorile.
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Avvocato del lavoro, dell'infortunistica.

📌 PILLOLE DI DIRITTO: Divorzio e TFR, quando spetta una quota all'ex coniuge?Il diritto a ricevere una parte del Trattam...
31/05/2026

📌 PILLOLE DI DIRITTO: Divorzio e TFR, quando spetta una quota all'ex coniuge?

Il diritto a ricevere una parte del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dell’ex coniuge non è automatico. La giurisprudenza, da ultimo con una recente pronuncia del Tribunale di Palermo (sentenza n. 2411/2026), ha ribadito con chiarezza i paletti rigidi fissati dall'art. 12-bis della legge sul divorzio.

Non basta essere stati sposati. Il diritto sorge solo nel momento in cui il TFR diventa esigibile dal lavoratore e solo se, in quel preciso momento, il richiedente soddisfa tre condizioni tassative:

1️⃣ Percepisce l'assegno divorzile: Deve esserci un provvedimento in vigore che riconosca l'assegno; se non si ha diritto all'assegno, non si ha diritto al TFR.
2️⃣ Non si è risposato: Il passaggio a nuove nozze fa decadere immediatamente il diritto.
3️⃣ Periodo di lavoro coincidente: Gli anni di lavoro del dipendente devono essersi svolti, almeno in parte, in costanza di matrimonio.

⚖️ Il senso della norma:
La legge mira a tutelare il coniuge economicamente più debole, collegando la quota di TFR alla funzione di sostegno assistenziale dell'assegno divorzile, valorizzando la solidarietà post-coniugale. Se manca l'assegno o ci si risposa, la solidarietà cessa e il diritto non nasce.

Hai dubbi sulla tua situazione personale o vuoi una consulenza specifica sul diritto di famiglia?

⚖️ Avvocato Alfredo Di Costanzo
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⚕️ ERRORE MEDICO: IL DANNO MORALE NON È UNA SEMPLICE "APPENDICE" DEL DANNO BIOLOGICOMolto spesso, quando si subisce un d...
26/05/2026

⚕️ ERRORE MEDICO: IL DANNO MORALE NON È UNA SEMPLICE "APPENDICE" DEL DANNO BIOLOGICO
Molto spesso, quando si subisce un danno a causa di un errore sanitario (una diagnosi tardiva, un intervento mal eseguito, terapie inadeguate), si pensa che il risarcimento dipenda esclusivamente dalla percentuale di invalidità stabilita dal medico-legale (il cosiddetto danno biologico).

Non è così. O, almeno, non lo è più secondo il consolidato orientamento della Corte di Cassazione (Terza Sezione Civile).

🔍 Qual è la differenza?
Il Danno Biologico riguarda la lesione fisica o psichica medicalmente accertabile (es. la perdita di funzionalità di un arto, una cicatrice permanente).

Il Danno Morale dà invece voce alla dimensione interiore della persona: la paura, lo smarrimento, la sofferenza psicologica, il senso di vulnerabilità e la perdita di fiducia nel sistema sanitario dopo aver subito un ingiusto aggravamento della propria salute.

Il principio chiave: La sofferenza interiore del paziente ha una sua dignità autonoma. Non può essere ignorata dal Giudice né "assorbita" passivamente nella sola percentuale biologica. Confonderli o dimenticarsene significa impoverire la tutela del malato.

📋 Come si dimostra la sofferenza morale?
Anche se non lascia "tracce" radiologiche, la Cassazione ha chiarito che il danno morale può essere dimostrato in giudizio attraverso presunzioni serie e precise, basate su:

La gravità e l'invasività delle cure subite;

La durata della malattia e la perdita di autonomia temporanea;

L'età del paziente e lo sconvolgimento della quotidianità familiare.

💼 Il ruolo dell'Avvocato: personalizzare la tutela
Il compito del difensore non è quello di chiedere un risarcimento "generico", ma quello di saper raccontare e documentare la storia individuale del danneggiato, fornendo al Giudice tutti gli elementi (testimonianze, perizie psicologiche, diari clinici) per quantificare adeguatamente il reale patimento subito.

Se pensi di essere stato vittima di un caso di malasanità, ricorda che la tutela del tuo diritto alla salute non si ferma ai soli numeri di una tabella medico-legale, ma deve comprendere l'integralità della tua persona.
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26/05/2026

Una questione giuridica sempre più frequente, chiarita dall'esperienza di uno dei professionisti più attivi nel diritto di famiglia tra Napoli, Rimini e Milano.

Cade dalla moto a causa di un cane randagio: quando paga il Comune?Un sinistro stradale causato dall'improvviso attraver...
26/05/2026

Cade dalla moto a causa di un cane randagio: quando paga il Comune?

Un sinistro stradale causato dall'improvviso attraversamento o dall'aggressione di animali randagi è un evento purtroppo non raro. Ma chi risarcisce il centauro o l'automobilista danneggiato? E, soprattutto, cosa si deve dimostrare in Tribunale per ottenere il risarcimento?

La Corte di Cassazione, con la recente ordinanza numero 2724 del 7 febbraio 2026, ha fatto chiarezza sulla responsabilità della Pubblica Amministrazione, fissando regole molto severe sul piano della prova.

La prima distinzione fondamentale riguarda la natura dell'animale. I cani randagi non rientrano nella fauna selvatica protetta (regolata da leggi speciali), pertanto non si applica la responsabilità oggettiva più gravosa prevista dall'articolo 2052 del Codice Civile. Al contrario, si applica la regola generale del danno aquiliano prevista dall'articolo 2043 del Codice Civile.

Cosa significa questo per il danneggiato? Significa che l'onere della prova è interamente a suo carico. Per ottenere il risarcimento non basta dimostrare la semplice presenza del cane randagio sulla carreggiata al momento del sinistro.

Se l'amministrazione comunale dimostra di aver organizzato formalmente il servizio di prevenzione (come la presenza dell'anagrafe canina, la mappatura del territorio o specifiche convenzioni con canili e associazioni), il cittadino deve fornire la prova di una specifica inefficienza dell'ente.

Come si dimostra l'inefficienza del Comune? La prova può essere fornita anche tramite presunzioni, documentando ad esempio la presenza di segnalazioni pregresse scritte da parte di residenti o forze dell'ordine, rimaste totalmente inevase dall'ente pubblico nei giorni o nelle settimane precedenti al sinistro. Solo dimostrando che il Comune era a conoscenza del pericolo e non è intervenuto, l'evento diventa imputabile all'amministrazione per colpa omissiva.

Una volta accertata la colpa omissiva dell'ente, il nesso di causalità tra la condotta inerte e l'incidente si considera provato, a meno che il Comune non riesca a dimostrare il caso fortuito, ovvero un evento del tutto imprevedibile e inevitabile (come un cane scappato un istante prima da una proprietà privata o abbandonato pochi minuti prima del fatto).

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Il reddito del figlio convivente con la madre riduce l’assegno di mantenimento a carico del marito?Una questione molto f...
25/05/2026

Il reddito del figlio convivente con la madre riduce l’assegno di mantenimento a carico del marito?

Una questione molto frequente nelle aule di tribunale riguarda l'impatto economico della convivenza tra la madre separata e un figlio maggiorenne che lavora e percepisce un proprio reddito. In questi casi, il marito può chiedere una riduzione dell'assegno di mantenimento?

La risposta è sì, ma l'impatto avviene in modo indiretto. Il reddito del figlio non si somma a quello della madre e non cancella il diritto al mantenimento, poiché il figlio non ha l'obbligo di mantenere il genitore. Tuttavia, la giurisprudenza e l'articolo 156 del Codice Civile considerano questa convivenza come una circostanza concreta capace di modificare il contesto economico della casa.

Se il figlio lavora e contribuisce, o è nelle condizioni di poter contribuire, alle spese ordinarie dell'abitazione, come l'affitto, le utenze condominiali e la spesa alimentare, le esigenze economiche effettive della madre si riducono in proporzione. Di conseguenza, il giudice può quantificare l'assegno di mantenimento in misura inferiore rispetto a quanto stabilito in assenza di tale contributo.

Un aspect fondamentale introdotto dalla recente riforma Cartabia (articolo 473-bis.18 del Codice di Procedura Civile) riguarda l'obbligo di massima trasparenza nel processo. La madre che richiede il mantenimento ha l'obbligo formale di dichiarare al giudice se convive con un figlio che percepisce un reddito. Omettere questa informazione viola il dovere di leale collaborazione processuale e può compromettere l'esito della causa.

Per chi si trova nella posizione del marito obbligato al versamento, è possibile far valere questa circostanza in sede di separazione o di successiva revisione delle condizioni, fornendo prove concrete sulla convivenza effettiva e sull'entità del reddito percepito dal figlio.

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20/05/2026

***Estensione Rottamazione Quinquies***
La commissione Finanze del Senato, ha dato l’ok all’emendamento al decreto fiscale che estende la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali ai tributi comunali. Vi rientrano i crediti vantati dagli enti locali nei confronti dei contribuenti morosi maturati tra il 1º gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Il concordato non è automatico: ogni Comune dovrà decidere se aderire o meno. Termine ultimo, il prossimo 30 giugno.
I contribuenti devono allo Stato 435 miliardi di tasse e tributi non pagati: 393 miliardi di Irpef, Iva, contributi previdenziali e altre imposte erariali e 42 miliardi di tributi locali, 27 dei quali a carico dei comuni.
L’estensione della rottamazione quinquies ai comuni prevede la definizione agevolata dei pagamenti per Imu, Tari e tassa di soggiorno. Vi rientrano anche le entrate non tributarie come le rette per i servizi pubblici locali (come mense, trasporto scolastico e servizi cimiteriali) e i canoni patrimoniali (la tassa sull'occupazione del suolo pubblico, l'imposta sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni). Ok alla rottamazione anche per le multe stradali comminate dalla polizia locale.Per le imposte e per le entrate non tributarie si dovrà versare solo la somma dovuta, dunque senza sanzioni e senza interessi.
Dott.ssa Laura Di Costanzo

🚗 CORTILE CONDOMINIALE O PRIVATO INVASO DALLE AUTO ESTRANEE? ECCO PERCHÈ PUOI INSTALLARE UNA SBARRA AUTOMATICA SENZA PER...
19/05/2026

🚗 CORTILE CONDOMINIALE O PRIVATO INVASO DALLE AUTO ESTRANEE? ECCO PERCHÈ PUOI INSTALLARE UNA SBARRA AUTOMATICA SENZA PERMESSO.

Trovare parcheggio in città è ormai un incubo e la maleducazione di molti automobilisti non fa che peggiorare le cose: quanti di voi si ritrovano il cortile privato o lo spazio davanti al proprio negozio occupato abusivamente da estranei?

Spesso la soluzione più immediata è installare un dissuasore fisico (una sbarra automatica o una catena), ma il timore della burocrazia e di commettere un "abuso edilizio" frena molti proprietari.

La buona notizia? La giustizia amministrativa (tra cui il TAR Lombardia, sent. n. 1330/20) ha fatto chiarezza, tutelando i diritti dei proprietari.

Ecco i punti fondamentali da conoscere:

1️⃣ Nessun Permesso di Costruire: L'installazione di una sbarra metallica o di una catena non crea nuova volumetria, non cambia la sagoma dell'edificio e non impatta sul territorio come un muro in cemento. Viene classificata come manutenzione ordinaria (edilizia libera). È l'esercizio pratico di un diritto sacrosanto previsto dal Codice Civile: il diritto di recintare e proteggere la propria proprietà privata.
2️⃣ Il Comune non può ordinare la demolizione: Anche se l'ufficio tecnico comunale dovesse contestare la mancanza di una comunicazione minore (como CILA o SCIA), l'ordinanza di demolizione è illegittima per violazione del principio di proporzionalità. Trattandosi di un'opera minore, al massimo è applicabile una sanzione pecuniaria, ma il Comune non può obbligarvi a smontare la sbarra.
3️⃣ Lo spauracchio dell'Uso Pubblico: Spesso i Comuni tentano di bloccare le sbarre sostenendo che l'area sia ormai diventata di "uso pubblico" perché vi parcheggiano tutti. Attenzione: non basta dirlo! L'ente pubblico ha l'obbligo di provarlo rigorosamente. Devono esserci elementi oggettivi e visibili come strisce blu/bianche, cartelli di parcheggio pubblico, illuminazione o manutenzione a carico del Comune. Senza queste prove, l'area resta privata a tutti gli effetti.

Difendere i propri spazi e la propria serenità è un diritto, e la legge fornisce gli strumenti giusti per farlo senza dover temere la burocrazia.

⚖️ Il tuo Comune ti contesta l'installazione di un cancello, di una sbarra o di una recinzione? Oppure i vigili urbani hanno emesso un'ordinanza di rimozione ingiusta? Lo Studio Legale Di Costanzo offre assistenza legale specializzata per tutelare la tua proprietà privata contro i cavilli della pubblica amministrazione.

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🏍️ GUIDARE SENZA ASSICURAZIONE FA PERDERE IL DIRITTO AL RISARCIMENTO SE SI VIENE TAMPONATI? LA CASSAZIONE DICE NO.Una re...
18/05/2026

🏍️ GUIDARE SENZA ASSICURAZIONE FA PERDERE IL DIRITTO AL RISARCIMENTO SE SI VIENE TAMPONATI? LA CASSAZIONE DICE NO.

Una recente e importantissima ordinanza della Cassazione Civile (la n. 13863 del 13 maggio 2026) fa chiarezza su un punto spinoso della Responsabilità Civile automobilistica.

Il caso esaminato riguarda un motociclista che, pur viaggiando su un mezzo privo della regolare copertura R.C. Auto, è rimasto vittima di un sinistro causato dall'esclusiva responsabilità di un altro conducente.

La Suprema Corte ha stabilito un principio cristallino:

Il danneggiato ha sempre diritto al risarcimento, anche se il suo veicolo non è assicurato.

Qual è la logica dei Giudici di Legittimità?
Mettersi alla guida di un veicolo senza assicurazione è una grave violazione del Codice della Strada. Significa assumersi l'enorme rischio di dover pagare di tasca propria i danni eventualmente causati ai terzi.

Tuttavia, questo comportamento illecito NON significa affatto rinunciare al proprio diritto di essere risarciti se si patiscono danni a causa della condotta di guida colpevole di altri. La sanzione amministrativa per la mancanza di polizza segue la sua strada, ma il diritto al risarcimento del danno subito resta intatto.

Le regole della responsabilità civile non si annullano a causa di un'infrazione amministrativa, per quanto grave. Se la colpa del sinistro è dell'altro conducente, il danno va risarcito.

⚖️ Sei rimasto coinvolto in un sinistro stradale complesso o hai dubbi sulla ripartizione della responsabilità e sul calcolo dei danni? Lo Studio Legale Di Costanzo mette a disposizione la propria esperienza per tutelare i tuoi diritti e garantirti il giusto risarcimento.

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🚶‍♂️ BUCA IN STRADA E ATTRAVERSAMENTO FUORI DALLE STRISCE: NIENTE RISARCIMENTO SE IL PEDONE È INCAUTO!Se un pedone attra...
16/05/2026

🚶‍♂️ BUCA IN STRADA E ATTRAVERSAMENTO FUORI DALLE STRISCE: NIENTE RISARCIMENTO SE IL PEDONE È INCAUTO!

Se un pedone attraversa fuori dalle strisce pedonali e cade in una buca, il Comune deve sempre risarcire il danno?

La risposta è NO. ❌

La Corte di Cassazione (Ordinanza n. 4335 del 26 febbraio 2026) ha appena ribadito un principio fondamentale in materia di responsabilità per danni da cose in custodia (art. 2051 c.c.), che cambia le regole del gioco per le richieste di risarcimento contro gli enti pubblici.

Il caso:
Un uomo aveva attraversato la strada nei pressi di un incrocio, senza utilizzare le strisce pedonali, inciampando in una buca vicino al marciapiede. Aveva quindi citato in giudizio il Comune chiedendo i danni.

La decisione degli Ermellini:
La Cassazione ha rigettato la richiesta del pedone, confermando che la sua condotta imprudente è stata la causa esclusiva dell'evento. I giudici hanno chiarito un concetto chiave che supera il vecchio orientamento:

1️⃣ Prevedibilità del pericolo: Non conta più se il Comune potesse prevedere la distrazione del pedone. Oggi conta se il pedone, usando l'ordinaria diligenza, potesse prevedere ed evitare il pericolo.
2️⃣ Ordinaria cautela: Se l'insidia stradale (la buca) è visibile e superabile adottando un comportamento minimamente attento, la responsabilità del Comune viene esclusa.
3️⃣ La cosa come "mera occasione": In questi casi, la buca non è la causa del danno, ma solo la mera occasione. La vera causa è la condotta disattenta del danneggiato, che integra il cosiddetto "caso fortuito", liberando l'ente pubblico da ogni obbligo risarcitorio.

⚠️ Il principio cardine:
Il cittadino non può fare affidamento su una "responsabilità oggettiva assoluta" del Comune. La strada richiede attenzione da parte di tutti: lo sforzo impresso dalla condotta incauta del pedone interrompe il nesso di causalità.

⚖️ Il commento dello Studio Legale Di Costanzo:
Ottenere il risarcimento per una caduta su suolo pubblico non è mai automatico. È sempre necessaria un'attenta analisi del contesto, dell'orario, della visibilità della buca e del comportamento del danneggiato per verificare se sussistano i presupposti legali per agire contro l'Amministrazione.

Hai subito un infortunio a causa di un'insidia stradale e vuoi verificare se hai diritto al risarcimento?

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🛑 LICENZIATO PERCHÉ FACEVA LA SPESA IN MALATTIA? LA CORTE D'APPELLO DICE NO!Hai un infortunio al ginocchio, sei in malat...
14/05/2026

🛑 LICENZIATO PERCHÉ FACEVA LA SPESA IN MALATTIA? LA CORTE D'APPELLO DICE NO!

Hai un infortunio al ginocchio, sei in malattia e un investigatore privato ti filma mentre carichi una busta della spesa o una bombola di gas in auto. Il datore di lavoro ti licenzia per "aver finto" o "ritardato la guarigione".

È legittimo? ASSOLUTAMENTE NO. ❌

L'ultimo caso risolto dalla Corte d’Appello di Lecce (Sentenza 7 aprile 2026) ristabilisce un principio di civiltà:

1️⃣ Nessun obbligo di immobilità: Essere in malattia non significa essere agli arresti domiciliari. Se l'attività che svolgi (fare la spesa, guidare) non peggiora la tua salute, il licenziamento è nullo.
2️⃣ La medicina batte il detective: Se il medico dice che muovere l'arto aiuta il recupero, i video dell'investigatore valgono zero.
3️⃣ La sanzione per l'azienda: Reintegro immediato del lavoratore e risarcimento danni (12 mensilità + contributi).

Il verdetto dello Studio Di Costanzo:
Il diritto al riposo serve a guarire, non a smettere di vivere. La tua vita privata non può essere usata come scusa per cacciarti.

👉 Ti senti controllato o hai ricevuto una contestazione disciplinare ingiusta?
Non aspettare. Difendi il tuo lavoro.

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Indirizzo

Via Pezzolo 3/a
Vico Equense
80069

Orario di apertura

Martedì 15:30 - 20:00
Venerdì 15:30 - 20:00

Telefono

+393285838164

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