18/07/2023
LA NUOVA MEDIAZIONE
Quali sono le modifiche che l’avvocato deve oggi considerare prima di iniziare una mediazione?
L’art. 3 c 1 ove è previsto che il procedimento è disciplinato dal regolamento dell’Organismo “nel rispetto di quanto previsto dall’art. 8”.
L'articolo 5 c 1 che indica le nuove materie: “condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, associazione in partecipazione, consorzio, franchising, opera, rete, somministrazione, società di persone e subfornitura”,
L’art. 8 c 4 prevede una nuova necessità di partecipazione delle parti, richiedendo l’esistenza di “giustificati motivi” per la delega.
L’art. 8 c 6 a mio parere norma fondamentale
In primo luogo, è previsto che il Mediatore ha una nuova veste e funzione in quanto dopo aver esposto “funzione e le modalità di svolgimento della mediazione” ora deve adoperarsi “affinché le parti raggiungano un accordo di conciliazione”.
Inoltre, nella seconda parte, la norma prevede testualmente che “Le parti e gli avvocati che le assistono cooperano in buona fede e lealmente al fine di realizzare un effettivo confronto sulle questioni controverse”.
Quale dovrà essere quindi l’approccio dell’avvocato alla mediazione?
A mio parere dovrà, dopo aver identificato la materia (art. 5) assumere un nuovo atteggiamento e partecipare al primo incontro con l’obbligo (forse solo morale o deontologico) di cooperare “in buona fede e lealmente al fine di realizzare un effettivo confronto sulle questioni controverse”.
Gli avvocati dovrebbero, a mio parere, affrontare in modo diverso la vertenza fin dall’incontro con il cliente.
Nel corso del nuovo primo incontro di mediazione l’avvocato non potrà esimersi dall’operare quel confronto, sulle questioni controverse, che, a mio parere, dovrebbe mettere anche il Mediatore nella condizione di aiutare non solo a cercare un accordo, ma anche a valutare quali questioni necessitino veramente di una decisione giudiziale.
Io spero (sogno), come ho sempre comunque cercato di fare, che gli avvocati e le parti escano dal primo incontro con le idee chiare di cosa sarà l’oggetto del futuro giudizio e delle questioni che un Giudice potrà decidere, salvo non riuscire, superando tali questioni, a trovare un accordo che, come in un tramonto visto da un foro in un sasso (metafora utile solo a collegarmi alla foto), sarà comunque positivo, a prescindere dal contenuto che, alle volte, potrebbe essere diverso dalle aspettative.