04/09/2026
Ci sono vicende giudiziarie nelle quali la gravità del fatto contestato rischia di diventare, nel dibattito pubblico, la misura di ogni cosa.
È comprensibile. Quando una contestazione penale riguarda una persona di tredici anni e fatti di natura sessuale, la reazione emotiva è inevitabilmente forte. Ma proprio nei casi nei quali l'indignazione è più comprensibile, il diritto dovrebbe svolgere la sua funzione più difficile: ricondurre la discussione dalle emozioni alle regole.
La vicenda torinese è significativa non soltanto per la gravità dei fatti contestati, ma perché l'ordinanza del Giudice per le indagini preliminari offre un esempio concreto di una questione troppo spesso affrontata in termini giornalistici o politici: quali siano i presupposti per applicare una misura cautelare e, soprattutto, per scegliere la custodia in carcere.
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A cura di Dott.ssa Carlotta Braghin
Il caso di Torino riapre il dibattito sulle misure cautelari: quando può essere disposto il carcere, quali poteri ha il GIP e quali limiti incontra il processo mediatico.