Studio Legale - Avv. Maura Gualdi

Studio Legale - Avv. Maura Gualdi L'esperienza di uno studio legale prende avvio nell'anno 2008, dopo qualche anno dalla pratica foren

L'avvocato Maura Gualdi trasferisce lo studio legale da Cellatica (BS) a Verolanuova (BS) nell'anno 2017 in un locale di proprietà, ristrutturato ed allestito secondo un personalissimo gusto in chiave moderna (una curiosità: gli studi classici, che hanno rappresentato la base delle sue aspirazioni, l'amore per Dante e la fede in Dio si ritrovano all'interno dello studio in una frase tratta dal Par

adiso della Divina Commedia ed accoglie chi entra nella sala riunioni). L'avvocato Gualdi ha un'esperienza professionale nel settore penale, coltivata nel quotidiano per mezzo dello studio ed approfondimento delle pratiche a lei affidate, nonchè attraverso costanti corsi di aggiornamento e perfezionamento. Una passione, quella per il diritto penale, che risale ancora ai primi anni di università. Oggi, le sue competenze spaziano da reati minori (come, a titolo di esempio, la guida in stato di ebbrezza, le lesioni semplici) passando per lesioni stradali, omicidio stradale, stalking (offrendo assistenza ora alla vittima del reato, ora all'accusato), maltrattamenti in famiglia e violenza in genere, reati tributari e fallimentari, infortuni sul lavoro e reati ambientali. Ha nel tempo collaborato, e continua a collaborare, con colleghi esperti in altre diverse materie, così da assicurare alla propria clientela una completa assistenza in ambito legale, come lo studio GS Law Avvocati Associati Vesco - Kron Morelli, sito in Verolanuova (BS) e lo studio dell'avvocato Laura Gardenghi in Brescia, entrambi gli studi per la materia civilistica. Collabora altresì con l’avvocato Federica Reale, esperta in assistenza legale alle società, imprese ed operatori economici interessati a partecipare ad appalti pubblici e privati (lavori, servizi e forniture), nonché ad accedere a finanziamenti nazionali e comunitari. Il cliente verrà supportato sia in fase stragiudiziale (redazioni di pareri, assistenza nella disamina di bandi di gara, disciplinari di gara, preparazione documenti di gara, ecc.), che in fase giudiziale (assistenza nel contenzioso dinanzi al TAR). Nel quotidiano è affiancata da validi collaboratori: l'avvocato Elisa BERTORELLI e la dottoressa Giulia FERRETTI. L'avvocato Bertorelli si occupa nello specifico di diritto dell'immigrazione.

03/11/2021

Indizione bando assegni di studio A.S. 2020/2021 destinato agli alunni licenziati dalla Scuola Secondaria di primo grado e agli studenti diplomati della Scuola Secondaria di secondo grado

13/10/2021

📣 avviso alla cittadinanza: si cercano accompagnatori per il servizio Pedibus!

Nuova sistemazione spazi in studio post sanificazione.Nuova tela in sala riunioni. Grazie Claudia!
12/05/2020

Nuova sistemazione spazi in studio post sanificazione.
Nuova tela in sala riunioni. Grazie Claudia!

01/05/2020

Segnaliamo la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale n. 111 del 30 aprile 2020, del Decreto-Legge 30 aprile 2020, n. 28 recante

09/10/2019
19/09/2019
31/07/2019

ALLA PRESENZA DELL’AVVOCATO

“Ho analizzato ogni fase degli interrogatori avvenuti venerdì scorso e posso escludere che ci sia stata alcuna forma di costrizione”: così il Procuratore Generale di Roma Giovanni Salvi.
Si riferisce, ovviamente, agli interrogatori resi alla presenza degli avvocati dei due ragazzi fermati.
Ma quando sono stati chiamati i due avvocati? E quando sono giunti?
Per evitare che, durante il periodo di tempo di attesa degli arrestati o dei fermati, possano verificarsi situazioni illegittime (come quella del “bendaggio”), occorrerebbe introdurre una norma chiara che imponga alla polizia giudiziaria di attendere che sia presente l’avvocato difensore (di fiducia o d’ufficio) prima di svolgere alcun tipo di attività.
Non deve essere possibile parlare o porre alcuna domanda all’arrestato o al fermato e occorre in particolare modificare la norma che attualmente prevede le “dichiarazioni spontanee” rese senza la presenza del difensore.
È in quella fase che si possono verificare certe situazioni, che si potrebbero evitare ponendo un divieto di qualsiasi contatto e colloquio fra arrestato e polizia giudiziaria finché il soggetto non è assistito dal suo avvocato.
Attualmente, pur dovendosi ritenere implicito nella garanzia del diritto di difesa sancito dall’art. 24 della Costituzione che lo riconosce “in ogni stato e grado del procedimento”, manca una norma del codice che vieti espressamente qualunque contatto o colloquio fra polizia giudiziaria e arrestato senza la presenza del difensore.

11/02/2019

Le notizie del Quotidiano del Diritto

14/06/2018

Facebook LinkedIn Twitter Google+ Email Stampa Cassazione Penale, Sez. IV, 12 giugno 2018 (ud. 29 maggio 2018), n. 26857 Presidente Piccialli, Relatore Cenci Si segnala la pronuncia con cui la quarta sezione penale si è pronunciata sul rapporto tra le fattispecie di omicidio e lesioni stradali aggr...

03/05/2018
12/03/2018

LE FISIC DU ROLE

Indizio é già una parola problematica perché indizio non é prova; tanto poco é prova che la legge si preoccupa di avvertire che gli indizi per trasformarsi in prove devono essere “gravi, precisi e concordanti”.
L'indizio non é la dimostrazione di qualcosa, ma é la deduzione di qualcosa da qualcos'altro; é un fatto noto dal quale si deduce secondo una regola di giudizio un fatto ignoto.
Si parte da un dato di fatto - per esempio nel caso che commentiamo oggi il fatto che questo muratore, pochi giorni prima dell’omicidio, avesse avuto un diverbio con la vittima che lo aveva sorpreso nel suo cortile - e questo dato di fatto viene trasferito ad un fatto ignoto - quindi il muratore pochi giorni dopo, nuovamente sorpreso dalla vittima nella sua proprietà, l’ha aggredita.
Il terreno del processo indiziario é di per sé viscido perché é fatto più di ignoranza che di conoscenza; la conoscenza é un attributo che pone il Giudice attraverso l'utilizzo delle massime di esperienza: secondo una certa regola, per esempio, chi compra un certo tipo di veleno probabilmente sarà l'omicida del suo vicino di casa che é morto proprio per l'effetto di quel veleno.
Il terreno del processo indiziario è impervio perché destinato a rimanere privo di un dato di sostanza: una prova diretta della ricostruzione del delitto.

Questa è la ragione fondamentale per la quale, prima del fatto, è più importante ancora la descrizione del presunto autore del delitto, che deve essere presentato sotto una luce sinistra, in modo che chi legge si predisponga naturalmente a riconoscerlo come una persona malvagia.
L’articolo che commentiamo oggi è un lucido esempio di narrazione tendenziosa.
Ci si aspetterebbe, infatti, che il racconto inizi con la ricostruzione dell’omicidio e, invece, solo nella parte finale si giunge a spiegare come la coppia di anziani coniugi sarebbe stata uccisa.
L’articolo offre subito al lettore il curriculum del presunto assassino (“in paese lo descrivono come un balordo con un passato condito da problemi di droga e denunce per piccoli furti e scippi”), in modo che si sappia già chi c’è di fronte.
Il lettore viene così preparato psicologicamente a valutare in una ben precisa ottica alcuni pretesi indizi che, altrimenti, sarebbero delle circostanze neutre e prive di rilievo per la ricostruzione dell’omicidio.

Vediamole in sequenza:
- “conosceva i coniugi uccisi, in passato aveva svolto per loro dei lavoretti";
- “nei giorni antecedenti al delitto i vicini di casa lo hanno notato aggirarsi nella zona”;
- “qualche giorno prima di essere uccisa la signora lo aveva allontanato dopo averlo scoperto nella sua proprietà”;
- “Il suo telefonino è stato agganciato alle celle telefoniche della zona proprio il giorno dell’omicidio”.

A questo punto il lettore, già convinto che in effetti sia stato il muratore ad uccidere la coppia di anziani, attende solo di conoscere come li avrebbe ammazzati.
Adesso sì è giunto il momento di presentare la dinamica (qui il giornalista viene preso dallo scrupolo di definirla “ipotesi ancora da dimostrare”): “la donna lo avrebbe nuovamente scoperto nel suo cortile e lui per non finire nei guai la avrebbe aggredita colpendola con un coltello. Poi si sarebbe avventato sul marito accorso per difendere la moglie. Infine, sarebbe entrato nella casa mettendola a soqquadro, prima di andarsene senza rubare nulla”.

Tutto molto suggestivo. Ma le prove?

Indirizzo

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