07/05/2026
Ieri per caso ho guardato la consegna dei David di Donatello ai migliori film italiani dell'anno.
E finalmente ho visto uno spettacolo dove con forza tutti, attori, sceneggiatori, registi, ma anche cameramen, fotografi e i lavoratori dello spettacolo tutti, si sono schierati dalla stessa parte per ribadire esplicitamente che questo paese deve tornare ad occuparsi della cultura e dell'arte.
Perché un paese dove la cultura e l'arte non sono al centro dei progetti di chi ci governa non può essere un paese civilmente avanzato.
"Molto spesso dei grandi artisti ci accorgiamo quando sono morti, quando appartengono al passato e al futuro, ma non al presente. Mi dispiace che si debba arrivare a umiliare un'intera categoria per ricordarci che esiste". Il riferimento è ai lavoratori dello spettacolo, a cui fin dal red carpet l'attrice aveva espresso parole di vicinanza, definendola la propria "famiglia".
Tra l'emozione, De Angelis prosegue chiedendosi come mai nel nostro Paese "la cultura non sia al centro". "Il nostro Paese sta vivendo un impoverimento importante della cultura e mi spiace che si debba umiliare una categoria come quella dei lavoratori e le lavoratrici del cinema che sono la mia famiglia. Non capisco perché ci siamo fatti addomesticare". E ancora: "Ci siamo piegati a questo meccanismo anziché essere indomiti come Goliarda Sapienza. Riportiamo il cinema a essere politico e sociale. In questo momento anche l'amore mi sembra politico e sociale. Per favore non levateci questa speranza e questo futuro". A chiudere il discorso la commossa dedica "a mia madre e a mio padre, che mi hanno insegnato rispettivamente l'amore e l'arte".
"Matilda De Angelis"
"Stiamo vivendo un impoverimento culturale, non capisco perché ci siamo fatti addomesticare"