26/11/2020
IL DECALOGO DEL CLIENTE DELL’AVVOCATO
1)Al tuo Avvocato si deve dire sempre la verità, non la versione dei fatti di tuo gradimento, in cui però mancano dei fatti essenziali. Omettere qualcosa di importante, che prima o poi comunque viene rivelato dalla controparte e dai documenti, mette in difficoltà il tuo legale ma soprattutto incrina la posizione processuale del cliente, con aggravio di figure di m***a davanti a giudici e colleghi;
2)Se vuoi un servizio come dici tu, paghi come dico io; se paghi come dici tu, avrai un servizio come dico io;
3)Le sentenze su Internet non esistono. O meglio, è vietato cercare su Internet delle sentenze che si ritengono perfette per il proprio caso e poi dare la propria soluzione all’avvocato. E’ come se l’avvocato andasse dal medico a fare la diagnosi dopo aver cercato sulla rete: offensivo, inutile e spesso dannoso. Se pensi di saperne più dell'avvocato fai da solo e non ve**re a rompere le p***e;
4)Quando si va dall’avvocato si deve essere consapevoli che questo si paga e subito, come qualunque altro servizio e senza trattare sul prezzo. Il “grazie” è gradito, ma non basta;
5)L’avvocato non è il tuo psicologo o il tuo parroco; se non è in studio non è detto che si sia fatto negare;
6)Se la prossima udienza è tra sei mesi, è inutile chiamare ogni giorno per sapere se ci sono novità;
7)Ricordati che, anche se la tua pratica è importante - come tutte le altre - non sei l’unico cliente dello studio;
8)Essere in possesso del numero di cellulare del tuo avvocato non significa affatto essere autorizzato a chiamarlo quando c***o ti pare;
9)Se il tuo avvocato ti suggerisce di fare una transazione, non devi pensare che si sia messo d’accordo con il collega di controparte contro i tuoi interessi. Spesso una transazione è molto meglio di una causa lunga e costosa;
10)Fondamentale: in un Tribunale italiano (e quindi in una sentenza) può accadere tutto e il contrario di tutto, quindi non chiedere che percentuale hai di vincere o di perdere.