Camera Penale di Varese "Giuseppe Lozito - Lucio Paliaga"

Camera Penale di Varese "Giuseppe Lozito - Lucio Paliaga" organismo associativo degli avvocati penalisti di Varese

28/03/2026
28/03/2026

Durissimo attacco della magistrati ai vertici dell'associazione: «Il danno di immagine prodotta da questa campagna referendaria nella eterogenesi dei fini di questa riforma è ormai irreversibile e di esso pagheranno le spese le generazioni future di magistrati»

24/03/2026
24/03/2026

Stati generali per la riforma della giustizia
Occorre avviare una nuova fase di confronto e di elaborazione condivisa, che coinvolga tutte le realtà che hanno partecipato alla campagna referendaria: i comitati, i giuristi, il mondo accademico e i magistrati che hanno offerto il loro contributo. L’invito della Giunta

24/03/2026
Il battage massmediatico attuale risente grandemente di enfatizzazioni ed eccessi nei toni e nei contenuti che travalica...
26/02/2026

Il battage massmediatico attuale risente grandemente di enfatizzazioni ed eccessi nei toni e nei contenuti che travalicano il merito della riforma costituzionale di prossimo voto, per tale ragione, la nostra Camera Penale, in linea con l’impegno dell’Unione delle Camere Penali Italiane, intende riportare il tema al centro del dibattito pubblico e culturale, affinché ai cittadini siano chiaramente rappresentati gli argomenti favorevoli e contrari, così da consentire un convincimento autonomo e informato

Dopo aver ospitato lo scorso 30.01 esponenti prestigiosi dell’Accademia, dell’Avvocatura e della Giustizia sulle motivazioni a fondamento del voto del SI’, vogliamo invitarvi il giorno 6 marzo 2026, alle ore 20:30, presso la Sala Convegni di Villa Recalcati a proseguire l’analisi del voto con l’esame delle contrapposte ragioni referendarie in un nuovo e distinto momento di confronto e dibattito su un piano rigorosamente ordinamentale e processuale con gli illustri ed autorevoli professori e giuristi Oliviero Mazza professore ordinario di diritto processuale penale all’Università degli Studi di Milano- Bicocca, Componente di Commissione ministeriale per la riforma del codice di procedura penale, componente della direzione scientifica della rivista Diritto di Difesa, per le ragioni del SI’ e Gian Luigi Gatta, professore ordinario di diritto penale all’Università degli Studi di Milano, Consigliere dell’ex Ministro della Giustizia Cartabia, Direttore della rivista Sistema Penale e Diritto Penale Contemporaneo per le ragioni del NO. Modererà il dibattito aperto alla cittadinanza il giornalista Matteo Inzaghi.

31/01/2026

Le Istituzioni giudiziarie dovrebbero garantire neutralità e pluralità delle voci, non silenziare una parte accreditandone un'altra come unica legittimata.

Quanto verificatosi nel distretto di Corte d’appello di Torino, durante l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2026, solleva seri interrogativi sul rispetto dei principi di equilibrio, imparzialità e pluralismo che devono guidare ogni manifestazione istituzionale della giurisdizione.
L’esclusione dei rappresentanti della Camera Penale Vittorio Chiusano del Piemonte Occidentale e della Valle d’Aosta che avevano legittimamente chiesto di intervenire, a fronte dell’ammissione di posizioni espressive di una sola area culturale, contraddice il senso stesso di una cerimonia che dovrebbe essere inclusiva e rappresentativa dell’intero sistema giustizia. Non si tratta di una scelta organizzativa, ma di un principio sostanziale: un momento solenne nel Palazzo di Giustizia non può trasformarsi in una sede di esposizione unilaterale su temi costituzionali, senza confronto o bilanciamento.
Ciò è ancor più grave nel contesto attuale, segnato da un acceso dibattito pubblico e da una imminente consultazione referendaria sull’assetto della giustizia e sulla tutela dei cittadini. In questa fase le Istituzioni dovrebbero garantire neutralità e pluralità delle voci, non silenziare una parte accreditandone un’altra come unica legittimata.
La giurisdizione non è monopolio di alcuna componente: si esercita in nome del popolo e vive dell’equilibrio tra giudici, pubblici ministeri, avvocati e cittadini. L’avvocato, specie penalista, è presidio essenziale delle libertà e garante del diritto di difesa. Escluderlo da momenti simbolici di alto valore istituzionale indebolisce l’idea stessa di giustizia come spazio di confronto e garanzia.
Il Palazzo di Giustizia e le sue cerimonie appartengono alla collettività e non possono essere usati per affermare primati o ridurre il pluralismo, ricchezza del sistema costituzionale. Su questi principi, centrali per democrazia e Stato di diritto, non possono esservi ambiguità né silenzi.

Roma, 31 gennaio 2026

La Giunta

Indirizzo

Varese
21100

Sito Web

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