23/06/2026
Ieri mattina siamo statə in presidio per denunciare la gestione disastrosa di ATC e l’abbandono in cui vengono lasciati il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e migliaia di inquilinə e famiglie in emergenza abitativa. Abbiamo atteso inutilmente per ore un incontro con la dirigenza che, ancora una volta, si è trincerata dietro un numero spropositato di agenti delle forze dell’ordine e, consapevole delle proprie gravi responsabilità, ha rifiutato un confronto con la cittadinanza.
Mentre oltre 5mila alloggi pubblici restano chiusi e si degradano giorno dopo giorno, migliaia di persone attendono per anni una casa popolare. Nel frattempo, chi vive nelle case ATC deve fare i conti con bollette del riscaldamento dagli importi assurdi, prive di dettagli chiari e verificabili, con edifici lasciati nel degrado e senza manutenzione, e con complessi residenziali che spesso non vengono nemmeno puliti perché le lavoratrici e i lavoratori delle ditte incaricate non vengono pagatə per mesi.
A tutto questo si aggiungono le testimonianze di assegnatari che, dopo oltre un anno di attesa, ricevono appartamenti in condizioni indegne: infiltrazioni, infestazioni di scarafaggi, crepe nei muri, balconi ricoperti di deiezioni. Una situazione vergognosa che racconta meglio di qualsiasi slogan lo stato in cui versa l’edilizia pubblica…
Di fronte a questa emergenza, da anni le amministrazioni di destra in Regione e di centrosinistra in Comune si rimpallano responsabilità senza affrontare davvero la crisi abitativa che colpisce Torino.
Da una parte ci sono bandi come quello dell'autorecupero dell'assessore di Fratelli d’Italia Marrone, che escludono proprio le famiglie più in difficoltà e che non hanno la disponibilità di anticipare le spese per il recupero degli alloggi; dall'altra le passerelle attorno a qualche progetto di social housing dell'assessore di Sinistra Ecologista Rosatelli, presentato come una soluzione mentre migliaia di famiglie affrontano sfratti, precarietà e liste d'attesa interminabili.
Sono due facce della stessa politica: una politica che usa la crisi abitativa per fare propaganda, annunci e inaugurazioni, ma che non mette in campo gli interventi necessari per garantire il diritto all'abitare.
Servono subito il recupero e la rimessa in disponibilità degli alloggi pubblici vuoti, investimenti strutturali per nuove case popolari a consumo di suolo zero, manutenzioni ordinarie e straordinarie adeguate, una gestione trasparente dei costi energetici e la regolarizzazione delle famiglie che occupano per necessità.
La casa non può essere un privilegio né un terreno di propaganda elettorale. Deve tornare a essere un diritto garantito per tutte e tutti.