03/04/2026
Corruzione di pubblico ufficiale.
💰La Corte di Cassazione ha statuito che la corresponsione di somme di modico valore a un pubblico ufficiale non può essere considerata legittima qualora sia intrinsecamente connessa all'esercizio delle sue funzioni.
⚖️Tale principio è stato sancito dalla sentenza n. 1620, depositata il 14 gennaio 2026, con la quale è stato respinto il ricorso avverso la decisione della Corte d'Appello di Milano.
💴Nel caso in esame, i ricorrenti avevano erogato, in due distinte occasioni, un importo di 50 euro a un operatore obitoriale affinché questi adempisse a un atto rientrante nelle sue mansioni d'ufficio, ovvero la vestizione delle salme. La difesa aveva argomentato che tale somma, essendo di modico valore, non dovesse configurare un illecito penale.
📚La Suprema Corte ha tuttavia precisato che l'articolo 4, comma 2, del d.P.R. 62/2013 riveste una natura esclusivamente deontologica e non incide sulla rilevanza penale della condotta.
💼La norma consente al pubblico agente di accettare doni di modico valore unicamente qualora siano occasionali e non correlati all'esercizio delle funzioni. Al contrario, l'accettazione di liberalità legate all'attività d'ufficio mantiene un rilievo disciplinare e non esclude la configurabilità del reato di corruzione.
📌I giudici hanno pertanto ribadito che la distinzione non attiene all'entità del beneficio, bensì al nesso causale tra la dazione e l'atto compiuto o da compiere da parte del pubblico ufficiale. Nel caso specifico, tale collegamento è risultato inequivocabile, escludendo qualsiasi effetto scriminante della somma erogata.
✅️Questa decisione si allinea con precedenti conformi della giurisprudenza di legittimità e riafferma un principio rigoroso in materia di interazioni tra i cittadini e la pubblica amministrazione, finalizzato a salvaguardare l'imparzialità e la corretta esecuzione delle funzioni pubbliche.