15/06/2026
🔴 ACCUSA DI STALKING E LITIGI: QUANDO LA SOLA PAROLA DELLA VITTIMA NON BASTA PER UNA CONDANNA.
Nella prassi quotidiana le denunce per atti persecutori (art. 612 bis, c.p.) derivanti da dissidi condominiali, rancori di paese o relazioni burrascose sono in costante aumento.
Tuttavia, la gravità dell'imputazione non può mai giustificare automatismi sanzionatori basati sul semplice sospetto.
Spesso ci si sente spacciati di fronte ad una denuncia, ma la legge esige che le condotte siano oggettivamente idonee a stravolgere la vita della vittima, e la sola parola della persona offesa non basta se il conflitto è reciproco.
Lo stalking è un reato di evento: richiede la prova certa di un profondo turbamento psicologico o di un cambio radicale delle abitudini di vita della vittima, direttamente causati dall'imputato.
Cosa succede se il conflitto è simmetrico e bilaterale?
O se il malessere della persona offesa dipende da cause esterne e preesistenti (come per esempio una fragilità clinica)?
Nel nostro ultimo articolo sul blog dello Studio analizziamo come abbiamo smontato accuse apparentemente insuperabili, facendo emergere la reciprocità delle liti o le macroscopiche lacune investigative della Procura attraverso casi reali seguiti in prima persona dal nostro Studio.
👇 Leggi l'approfondimento completo sul nostro blog: https://studiopalermomartini.it/accusa-di-stalking-e-liti-di-vicinato-come-difendersi/
⚖️ Studio Legale Palermo Martini
📍Udine 📞 0432.1745135
Sei indagato per stalking? Scopri perché la sola parola della vittima non basta per una condanna e come difendersi