Aequitas Adr - Fondazione per la mediazione nelle liti civili e commerciali

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Aequitas Adr - Fondazione per la mediazione nelle liti civili e commerciali Organismo di mediazione (n.5) ed Ente formatore riconosciuto dal Ministero della Giustizia

Promuoviamo la conoscenza e la diffusione di una nuova coscienza sociale nell'affrontare le liti, basata sul negoziato e la comunicazione, in modo da risolvere i conflitti in modo efficace mediante accordi. Riteniamo superato e non proficuo l'attuale approccio di definire ogni lite in tribunale, poiché definire un rapporto con un vincitore ed un vinto è un risultato che spesso non giova a nessuno.

Vogliamo contrastare la disinformazione sulla MEDIAZIONE, condotta oggi in Italia a solo discapito dei cittadini e delle imprese. Riteniamo che il ricorso ai tribunali rappresenti l'extrema ratio, da usare solo quando è fallito un negoziato serio fra chi litiga.

⚖️ L'ARTE DELL'ACCORDO — Mediazione e PMI tra prevenzione e soluzione📅 Giovedì 28 maggio 2026, ore 9.30📍 Palazzo Ducale ...
03/05/2026

⚖️ L'ARTE DELL'ACCORDO — Mediazione e PMI tra prevenzione e soluzione

📅 Giovedì 28 maggio 2026, ore 9.30
📍 Palazzo Ducale del Giardino, Parma

Una giornata di confronto operativo su quattro nodi cruciali per le piccole e medie imprese e per chi le assiste come professionisti:

🔹 Passaggio generazionale e continuità aziendale
🔹 Rapporti bancari e gestione del credito
🔹 Contratti di rete, consorzi e ATI
🔹 Locazioni commerciali e patrimonio immobiliare

Ogni sessione mette a confronto avvocati, commercialisti e notai, con lectiones magistralis di taglio pratico e ampio spazio al dibattito. A chiudere, la tavola rotonda "La mediazione come investimento: costi, tempi e ritorni per le PMI".

✅ 7 crediti formativi ANF
✅ In corso di accreditamento presso ODCEC e Consiglio Notarile di Parma
✅ Light lunch offerto
✅ A seguire, Cena di Gala "In Villa" a Fontanellato (ore 20:00)

L'evento è organizzato dalla Fondazione Aequitas ADR con Associazione Forense Parma ed AIGA , ed in collaborazione con ODCEC Parma, UGDCEC Parma, , Consiglio Notarile di Parma, Gruppo Giovani Industria di Parma e Fondazione ADR Commercialisti.

Posti limitati. Registrazione obbligatoria al link in commento ⬇️

Un'occasione concreta per parlare di mediazione come strumento di lavoro, non come adempimento.

Sei avvocato e vuoi conseguire il titolo di Mediatore Civile e Commerciale?AEQUITAS ADR organizza a Torino una nuova edi...
30/04/2026

Sei avvocato e vuoi conseguire il titolo di Mediatore Civile e Commerciale?

AEQUITAS ADR organizza a Torino una nuova edizione del Corso di 84 ore, in formula mista online + in presenza, pensato per chi vuole aggiungere al proprio profilo una competenza concreta nella gestione delle controversie.

📍 Sede in presenza: Torino, Corso Re Umberto 77 📅 Inizio corso: 6 maggio 2026 💻 Formula: online + in presenza 🎓 84 ore abilitanti 📚 20 crediti formativi CNF

👉 Guarda date, programma e modalità del corso: https://www.aequitasformazioneadr.it/site/dettaglio_corso.php?id_corso=5

Per informazioni e supporto all’iscrizione: 📞 +39 011 4546634

La Fondazione Aequitas ADR nasce con lo scopo di promuovere un nuovo metodo di risoluzione dei conflitti che parte da una osservazione della controversia tra le parti da tutti i punti di vista, senza cercare di semplificare il contesto ma utilizzando un approccio unificatore.

Quando incontri qualcuno per la prima volta, cosa noti subito? E cosa ti fa dire: “ok, qui possiamo lavorare bene insiem...
18/02/2026

Quando incontri qualcuno per la prima volta, cosa noti subito? E cosa ti fa dire: “ok, qui possiamo lavorare bene insieme”?

In uno dei nostri ultimi corsi di aggiornamento, noi ci siamo fermati su questo tema, perché vale in ogni professione e ancora di più in mediazione:
Il primo incontro.
È lì che spesso si decide tutto: se le persone si sentiranno ascoltate o giudicate. Se avranno voglia di parlare o solo di difendersi.
Abbiamo fatto simulazioni e ci siamo divisi in gruppi mescolando mediatori di diverse zone d’Italia. È stato utilissimo, perché ognuno porta un modo diverso di impostare l’inizio: tempi, parole, ritmo, stile di domande.
E quando ti confronti, impari.
Poi ci siamo alternati nei ruoli: parte, avvocato, mediatore, osservatore.
E lì capisci una cosa che nessun manuale ti insegna fino in fondo: come ci si sente dall’altra parte del tavolo.
Alla fine ci è rimasta addosso una convinzione semplice: il primo incontro non si “sbriga”. Si costruisce.
E tu? Nei tuoi primi incontri (di lavoro o di vita), che cosa ti sembra fondamentale perché l’altro si apra?

Una giornata intensa e ricca di spunti: abbiamo approvato il bilancio annuale, che riflette una crescita economica solid...
02/07/2025

Una giornata intensa e ricca di spunti: abbiamo approvato il bilancio annuale, che riflette una crescita economica solida e costante, ulteriore stimolo a perseguire standard sempre più elevati.
Abbiamo inoltre approfondito aspetti cruciali della nostra attività, con particolare attenzione alle problematiche connesse alla verbalizzazione.

Ritrovarci di persona ci ricorda quanto sia preziosa la contaminazione di idee fra professionisti che condividono la stessa visione: garantire procedure rapide, eque e, soprattutto, sicure per i nostri assistiti.

La foto di gruppo che accompagna questo post racconta più di mille parole: collaborazione, specializzazione e un impegno concreto nel far crescere la cultura della Mediazione in Italia.

Se anche tu credi in un modello di mediazione alternativa al processo civile, orientata alla soluzione concreta dei problemi che sorgono nel conflitto, potremmo avere molto da dirci

La Fondazione Aequitas ADR è partner di un progetto di formazione rivolto agli studenti universitari in materia di media...
24/06/2025

La Fondazione Aequitas ADR è partner di un progetto di formazione rivolto agli studenti universitari in materia di mediazione e ADR.
Il progetto è promosso dall’Università di Bari con la partecipazione dell’Ordine degli Avvocati di Bari e della Camera di Commercio di Bari.
Vi invitiamo a partecipare alla prima iniziativa prevista dal progetto di formazione, che si terrà a Bari il 26 e 27 giugno e comprenderà una simulazione e un convegno.
Per maggiori informazioni, consultate la locandina.
Aequitas Adr - Sede di Bari

📌 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐒𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐎𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐆𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐓𝐚𝐫𝐢𝐟𝐟𝐞La scelta dell’organismo di mediazione viene s...
10/06/2025

📌 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐒𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐎𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐆𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐓𝐚𝐫𝐢𝐟𝐟𝐞
La scelta dell’organismo di mediazione viene spesso fatta con leggerezza: si guarda il listino, si cerca quello più economico, si opta per quello “che capita”. Ma scegliere bene l’organismo può fare la differenza tra una mediazione efficace e un tentativo inutile. Non basta che sia autorizzato: deve essere organizzato, efficiente, competente. E soprattutto, deve ispirare fiducia. Vediamo quali elementi considerare davvero quando si deve scegliere.

👩‍⚖️ 𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢
Il primo elemento da valutare è la qualità dei professionisti. Chi sono i mediatori dell’organismo? Hanno esperienza nelle materie trattate? Sanno gestire il conflitto o si limitano a fare i verbalizzatori? Un buon mediatore fa la differenza: ascolta, sintetizza, suggerisce strade, scioglie nodi. Un mediatore impreparato può, al contrario, irrigidire le parti e sprecare l’occasione.

📅 𝐋’𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐥’𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚
Un organismo serio risponde subito, dà appuntamenti in tempi brevi, offre supporto amministrativo adeguato. Se per fissare un incontro servono settimane, o se le comunicazioni sono vaghe e disorganizzate, è probabile che anche il procedimento sarà caotico. L’efficienza logistica è fondamentale per mantenere alto il livello di fiducia delle parti.

💻 𝐋𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐮𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐝𝐢 𝐨𝐧𝐥𝐢𝐧𝐞
Oggi molte mediazioni si svolgono da remoto. L’organismo è attrezzato per farlo? Ha un sistema informatico affidabile? Fornisce assistenza tecnica? Inoltre, è in grado di trattare casi urgenti con convocazioni rapide? In un mondo che richiede risposte immediate, la prontezza organizzativa è un punto di forza decisivo.

📃 𝐋𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢
Un organismo professionale pubblica online tutte le informazioni necessarie: tariffe, regolamento, moduli. Non ci devono essere sorprese, né costi nascosti. Anche nella comunicazione, la trasparenza è un segno di affidabilità. Diffidare di chi non chiarisce fin da subito le modalità operative o richiede documenti ambigui.

🤝 𝐈𝐥 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚: 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐚𝐫𝐢𝐟𝐟𝐞
Infine, il punto chiave: la fiducia. Anche se un organismo costa leggermente di più, se è efficiente, preparato e ben organizzato, vale l’investimento. Una mediazione ben condotta può chiudere una lite in un mese, evitando anni di processo. E questo risparmio vale molto più di qualche decina di euro in più sulla tariffa iniziale.

⚖️ 𝐋𝐢𝐭𝐢𝐠𝐚𝐫𝐞 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚: 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞 “𝐇𝐚𝐢 𝐑𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞”Spesso chi si sente nel giusto rifiuta la mediaz...
03/06/2025

⚖️ 𝐋𝐢𝐭𝐢𝐠𝐚𝐫𝐞 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚: 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞 “𝐇𝐚𝐢 𝐑𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞”

Spesso chi si sente nel giusto rifiuta la mediazione con fermezza, convinto che "non ha senso trattare se ho ragione".
È una reazione comprensibile ma rischiosa.

👉 𝐀𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨, 𝐧𝐞́ 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐨𝐭𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚.
Il processo comporta tempi lunghi, costi elevati, esiti incerti. Anche chi ha tutte le carte in regola può uscire da una causa deluso, economicamente provato e con relazioni compromesse.
💡 𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞, 𝐨𝐟𝐟𝐫𝐞 𝐮𝐧'𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚: 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐥𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐢, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢.

💸 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐢𝐭𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚?
Il costo di una causa non è solo quello delle parcelle legali.
📌 Contributo unificato
📌 Spese vive
📌 Perizie
📌 Tempi sottratti al lavoro
📌 Usura emotiva

Se la causa dura 3 o 4 anni, anche una vittoria può trasformarsi in una 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚.
E il rischio? Sempre presente: un testimone che cambia versione o un documento mal interpretato possono ribaltare tutto.

🤝 𝐈𝐧 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐮𝐨𝐢 𝐨𝐭𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐢, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞 𝐡𝐚𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞
La mediazione non è una rinuncia, ma uno strumento per un risultato:
✅ più veloce
✅ più sicuro
✅ spesso più vantaggioso

Chi ha ragione può ottenere 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐫𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 senza le strettoie del processo. A volte, evitare l’incertezza vale più della vittoria teorica.

🔗 𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢
Pensiamo a due soci, due aziende, due membri della stessa famiglia…
Andare in giudizio può significare 𝐫𝐨𝐦𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨.
Mediare, invece, permette di 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐥𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐧𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐦𝐞.

📜 𝐋’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐞̀ 𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞̀ 𝐫𝐢𝐠𝐢𝐝𝐚
⚖️ Il giudice può solo applicare la legge.
🤝 Le parti in mediazione possono costruire soluzioni personalizzate:
▪️ rateizzazioni
▪️ sconti
▪️ gesti simbolici
▪️ nuove collaborazioni

🧠 𝐈𝐧 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢: 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚. 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐞𝐧𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚.
La mediazione non ti chiede di rinunciare, ma di valutare 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚 “𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞”.
Anni di attesa e migliaia di euro… o un risultato concreto, subito?

Chi comprende il valore strategico della mediazione capisce che 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐭𝐭𝐚. 𝐄̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞.

📢 𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐃𝐈𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐍𝐄𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐀𝐓𝐓𝐈 𝐂𝐎𝐍 𝐋𝐀 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀 𝐀𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄: 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐄 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐔𝐑𝐄 𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐏𝐄𝐓𝐓𝐈𝐕𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐂𝐑𝐄𝐓𝐄Per molto tempo, la ...
29/05/2025

📢 𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐃𝐈𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐍𝐄𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐀𝐓𝐓𝐈 𝐂𝐎𝐍 𝐋𝐀 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀 𝐀𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄: 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐄 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐔𝐑𝐄 𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐏𝐄𝐓𝐓𝐈𝐕𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐂𝐑𝐄𝐓𝐄

Per molto tempo, la mediazione civile e commerciale è stata considerata un terreno riservato esclusivamente ai rapporti tra privati. La Pubblica Amministrazione (PA), con i suoi vincoli normativi, le rigidità burocratiche e la sua peculiare disciplina dei contratti, sembrava esclusa da questa forma di risoluzione alternativa delle controversie. Eppure, negli ultimi anni il quadro è cambiato: la riforma Cartabia, le linee guida dell’ANAC e una giurisprudenza più aperta hanno progressivamente delineato uno spazio operativo anche per la PA all’interno del sistema della mediazione. Un’apertura che, se ben gestita, può trasformarsi in un’opportunità preziosa per enti pubblici, imprese e cittadini.

🔍 𝐔𝐍’𝐄𝐕𝐎𝐋𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐍𝐎𝐑𝐌𝐀𝐓𝐈𝐕𝐀 𝐀𝐍𝐂𝐎𝐑𝐀 𝐏𝐎𝐂𝐎 𝐂𝐎𝐍𝐎𝐒𝐂𝐈𝐔𝐓𝐀
Il D.lgs. 28/2010 non esclude la partecipazione della PA alla mediazione. Tuttavia, solo recentemente si è affermata l’idea che anche l’Amministrazione possa — e in certi casi debba — parteciparvi attivamente. Con la legge delega n. 206/2021, la riforma della giustizia civile ha espressamente previsto l’estensione dell’ambito applicativo della mediazione ai contratti pubblici. L’art. 1, comma 17, lettera a), indica tra i principi e criteri direttivi il favor per l’utilizzo degli strumenti alternativi anche nei rapporti con le amministrazioni. Un segnale normativo importante, che apre nuove strade e impone un cambio di approccio.

🧭 𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐑𝐂𝐎𝐋𝐀𝐑𝐄 𝐀𝐍𝐀𝐂 𝐄 𝐈 𝐂𝐇𝐈𝐀𝐑𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐒𝐔𝐋 𝐑𝐈𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐃𝐈𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
Un momento chiave di svolta è stato il Parere ANAC n. 100 del 1° dicembre 2020, che ha chiarito la possibilità per le amministrazioni di aderire ad accordi transattivi anche in sede di mediazione, a condizione che siano rispettati i principi di legittimità, economicità, trasparenza e parità delle parti. L’Autorità ha ribadito che la transazione in sede di mediazione è uno strumento compatibile con l’ordinamento pubblico e può rappresentare un atto di buona amministrazione, purché sia adeguatamente motivata.
Questo ha consentito alle stazioni appaltanti di valutare concretamente la possibilità di mediare, soprattutto in ambito contrattuale, senza timore di incorrere in rilievi contabili o disciplinari. Il principio è chiaro: se la mediazione è vantaggiosa per l’ente e rispetta la legge, può (e deve) essere considerata

⚖️ 𝐐𝐔𝐀𝐋𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄𝐑𝐒𝐈𝐄 𝐏𝐎𝐒𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐄𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄 𝐌𝐄𝐃𝐈𝐀𝐓𝐄 𝐂𝐎𝐍 𝐋𝐀 𝐏𝐀
Le ipotesi sono numerose e riguardano spesso contratti pubblici: appalti, concessioni, somministrazioni, affidamenti. In questi casi, l’insorgere di contestazioni su inadempimenti, ritardi, penali, sospensioni o varianti può sfociare in un contenzioso lungo e costoso. In alternativa, le parti — anche se una di esse è un ente pubblico — possono tentare una mediazione per risolvere la lite in modo condiviso.

Anche nei rapporti con i cittadini o con le imprese in ambiti extracontrattuali (es. risarcimenti per danni da disservizi o responsabilità medica), la PA può essere chiamata a mediare. Non c’è un limite assoluto, purché si tratti di diritti disponibili e l’accordo persegua un interesse pubblico legittimo e documentabile.

📑 𝐋𝐀 𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐀𝐔𝐓𝐎𝐑𝐈𝐙𝐙𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐀 𝐓𝐑𝐀𝐍𝐒𝐈𝐆𝐄𝐑𝐄
Uno dei nodi principali nella partecipazione della PA alla mediazione è la necessità — in molti casi — di un provvedimento autorizzativo (della Giunta, del dirigente competente, dell’autorità di vigilanza). L’ente pubblico, infatti, non può impegnarsi validamente in un accordo se l’organo rappresentante non ha il potere di assumere quell’obbligo. Questo comporta che, spesso, l’accordo venga definito “salvo approvazione”, oppure che la seduta venga aggiornata per consentire il rilascio dell’autorizzazione.

🚀𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐃𝐈𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐒𝐓𝐑𝐔𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐁𝐔𝐎𝐍𝐀 𝐀𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
Se ben utilizzata, la mediazione può essere per la PA uno strumento di efficienza. Evitare un contenzioso significa risparmiare risorse pubbliche, tempi amministrativi, costi legali. Significa anche migliorare i rapporti con i cittadini e le imprese, mostrando un volto più dialogante e responsabile. Questo ha un valore anche reputazionale e può rafforzare la fiducia nelle istituzioni.

🏗 𝐄𝐒𝐄𝐌𝐏𝐈𝐎 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐎: 𝐋𝐀 𝐒𝐎𝐒𝐏𝐄𝐍𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐔𝐍 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐀𝐓𝐓𝐎 𝐃’𝐀𝐏𝐏𝐀𝐋𝐓𝐎
Un’impresa affidataria di un appalto pubblico ha subito una sospensione del cantiere per decisione unilaterale dell’ente. La ditta ha richiesto un indennizzo per i danni subiti, ma l’ente ha contestato la richiesta. Il contenzioso minacciava di sfociare in una causa amministrativa. Le parti hanno optato per una mediazione. Dopo due incontri, il Comune ha riconosciuto un indennizzo parziale, ritenendolo economicamente più vantaggioso rispetto ai costi e ai rischi del processo. Il responsabile dell’area tecnica ha presentato una relazione motivata e la Giunta ha approvato l’accordo. Il conflitto si è chiuso in tre mesi, senza danni per l’amministrazione né per l’impresa.

🧠 𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐃𝐀 𝐄̀ 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐀, 𝐌𝐀 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐅𝐎𝐑𝐌𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄 𝐂𝐔𝐋𝐓𝐔𝐑𝐀
Perché la mediazione con la PA diventi una prassi, serve un cambiamento culturale. È necessario che dirigenti, funzionari, responsabili del procedimento conoscano la mediazione, comprendano le sue potenzialità e sappiano come attivarla nel rispetto delle regole. Allo stesso tempo, i legali che assistono le imprese devono essere in grado di interloquire con l’amministrazione in modo costruttivo, senza pregiudizi o rigidità.

Il quadro normativo lo consente, le prassi si stanno consolidando, le esperienze positive aumentano. Ora è il momento di fare il salto di qualità: inserire stabilmente la mediazione tra gli strumenti ordinari di gestione dei conflitti anche nel settore pubblico.

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📌 𝐋’𝐀𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐄𝐫𝐫𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚 𝐄𝐯𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐃𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐄𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐢Il ruolo dell’avvocato in mediazione è spesso s...
27/05/2025

📌 𝐋’𝐀𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐄𝐫𝐫𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚 𝐄𝐯𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐃𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐄𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐢

Il ruolo dell’avvocato in mediazione è spesso sottovalutato o, peggio, frainteso. Troppo spesso si ritiene che la mediazione sia una fase interlocutoria e che il vero “gioco” si giochi poi in giudizio. Questo approccio riduttivo è pericoloso, perché priva il cliente di una vera opportunità di risoluzione e rischia di compromettere il buon esito della procedura. L’avvocato, invece, può fare la differenza: può aiutare il cliente a costruire una soluzione, orientare il dialogo e proteggere i suoi interessi. Ma per farlo, è necessario evitare alcuni errori molto comuni.
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1️⃣ 𝐏𝐞𝐧𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀
Il primo errore è considerare la mediazione come una mera formalità da “sbrigare” per poi andare in giudizio. Questa convinzione porta a una partecipazione passiva, senza una vera strategia. L’avvocato si limita a presentare le posizioni già espresse negli atti e non si prepara al confronto. Ma la mediazione non è un’udienza preliminare: è un luogo dove si può realmente risolvere il conflitto. E chi arriva impreparato, o con l’idea di perdere solo tempo, rischia non solo di sprecare l’occasione, ma anche di danneggiare il proprio cliente.

2️⃣ 𝐀𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐨 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐨
In mediazione, l’avvocato deve tutelare il cliente, certo, ma con uno stile diverso da quello processuale. L’obiettivo non è convincere un giudice, ma trovare un terreno comune con l’altra parte. Un tono eccessivamente polemico, o una rigida elencazione delle ragioni proprie e dei torti altrui, può irrigidire la controparte e chiudere ogni possibilità di dialogo. Allo stesso modo, mostrarsi troppo remissivi per “chiuderla in fretta” può danneggiare gli interessi del cliente. La chiave è trovare un equilibrio tra fermezza e apertura, tra protezione e capacità di ascolto.

3️⃣ 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢
Altro errore tipico: insistere sulle posizioni espresse fin dall’inizio, senza considerare gli interessi sottostanti. La mediazione è il luogo dove si può andare oltre le richieste formali e cercare soluzioni che soddisfino i bisogni reali delle parti. Ma se l’avvocato si limita a ribadire “il mio cliente vuole 20.000 euro”, senza esplorare cosa c’è dietro quella richiesta, rischia di bloccare il negoziato. Spesso, dietro una somma pretesa c’è un’esigenza di sicurezza, di riconoscimento, di recupero di una relazione o di salvaguardia di una reputazione. Portare questi interessi nel dialogo, senza esporre il cliente a rischi inutili, è una competenza preziosa.

4️⃣ 𝐓𝐫𝐚𝐬𝐜𝐮𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞
La mediazione è uno spazio in cui il cliente ha un ruolo attivo. Non è un testimone, né un soggetto silente. Deve sapere cosa aspettarsi, come intervenire, quando parlare. L’avvocato che arriva in mediazione senza aver preparato il cliente – senza aver spiegato cos’è la riservatezza, quali scenari si possono aprire, quali margini di trattativa sono accettabili – rischia di lasciare il cliente spaesato e impreparato. Peggio ancora, il cliente potrebbe sabotare involontariamente la mediazione, con uscite impulsive o atteggiamenti che rendono impossibile qualsiasi accordo. La preparazione è parte della difesa, non un orpello.

5️⃣ 𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐚 𝐯𝐚𝐧𝐭𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞
Uno dei pilastri della mediazione è la riservatezza. Ciò che si dice nel corso dell’incontro non può essere riportato in giudizio. Questo consente all’avvocato – e al cliente – di “provare” soluzioni, fare ipotesi, esplorare vie d’uscita senza il timore che ciò venga usato contro di loro. Eppure, molti avvocati si muovono in mediazione come se fossero già in aula: non concedono nulla, non propongono nulla, temono che ogni parola sia un’arma. Così facendo, sprecano una delle opportunità più preziose del procedimento: la possibilità di ragionare senza vincoli, in un ambiente protetto.

6️⃣ 𝐌𝐚𝐧𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢
Il diritto fissa confini, ma la mediazione permette di superarli, nel rispetto della volontà delle parti. Un buon avvocato in mediazione non si limita a chiedere o negare, ma immagina. Se la controparte non può pagare subito, si può proporre una rateizzazione? Se il danno è in contestazione, si può pensare a un indennizzo parziale, accompagnato da un altro vantaggio (uno sconto commerciale, una proroga contrattuale, un nuovo incarico)? L’accordo può includere condizioni non strettamente giuridiche, ma preziose per il cliente? L’avvocato che sa usare la propria competenza per costruire soluzioni è un alleato strategico, non solo un rappresentante.

7️⃣ 𝐍𝐨𝐧 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨
Quando l’accordo si profila all’orizzonte, serve attenzione. Non bisogna avere fretta, né trattarlo come un atto secondario. È il momento in cui si consolidano gli equilibri trovati e si trasformano in obblighi chiari e rispettabili. L’avvocato deve assicurarsi che l’accordo sia:
• chiaro,
• completo,
• eseguibile,
• coerente con le volontà espresse.
Trascurare un dettaglio in questa fase può rendere l’accordo inutilizzabile o, peggio, dare origine a un nuovo contenzioso. È anche il momento per verificare se le parti vogliono dare efficacia esecutiva all’intesa o se occorre un passaggio ulteriore (come l’omologazione). L’avvocato deve vigilare e guidare.

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💡 𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢
Essere presenti in mediazione non significa semplicemente “esserci”, ma essere nel processo, ascoltare, proporre, adattarsi, proteggere senza irrigidire. È un ruolo complesso, che richiede competenze giuridiche, relazionali e strategiche. L’avvocato che considera la mediazione un’appendice del processo rischia di sprecarne il potenziale. Quello che la considera uno strumento autonomo e potente, invece, diventa una risorsa decisiva per il proprio cliente.

La mediazione non chiede all’avvocato di rinunciare alla propria funzione difensiva, ma di esercitarla in un modo più moderno, più aperto, più efficace. Chi lo capisce, vince due volte: in mediazione, e nel rapporto con il proprio assistito.

https://www.aequitasadr.it/
https://www.aequitasformazioneadr.it/

📌 𝐋𝐚 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐋𝐢𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐒𝐨𝐜𝐢: 𝐃𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨Le liti tra soci sono tra le controversie più insidiose ...
20/05/2025

📌 𝐋𝐚 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐋𝐢𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐒𝐨𝐜𝐢: 𝐃𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨

Le liti tra soci sono tra le controversie più insidiose nel panorama delle imprese.
Si sviluppano spesso sotto la superficie, covano per mesi o anni, e quando esplodono possono paralizzare l’attività aziendale, bloccare decisioni strategiche o portare alla completa rottura della società.
In questi casi, la mediazione non è solo un’alternativa al processo: è un’occasione per ristabilire un dialogo interrotto, per affrontare in modo costruttivo divergenze che, se lasciate irrisolte, rischiano di compromettere irrimediabilmente il destino dell’impresa.
Ecco perché è fondamentale conoscerne i meccanismi, i vantaggi e le potenzialità.

⚖️ 𝐋𝐢𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢: 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐚 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨

Quando due o più soci entrano in conflitto, raramente si tratta solo di una questione giuridica.
Spesso le divergenze riguardano la visione strategica dell’impresa, la gestione delle risorse, il ruolo nelle decisioni operative, oppure antichi squilibri mai realmente affrontati.
Il problema, quindi, non si esaurisce in una lite su una quota o su un’assemblea: è il rapporto umano ad essere in crisi.
Il processo giudiziario, per sua natura, tende a cristallizzare le posizioni e a trasformare il confronto in scontro.
La mediazione, invece, offre un’occasione per rinegoziare il patto sociale, a partire dalla relazione tra le persone.

🛠️ 𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Non tutte le liti societarie hanno le stesse caratteristiche, ma molte si prestano a un efficace intervento in mediazione.
Pensiamo alle impugnative di delibere assembleari, alle contestazioni sull’esclusione di un socio, ai disaccordi sull’uso dei fondi comuni o sulla distribuzione degli utili.
Anche le situazioni in cui un socio intende recedere dalla società – oppure cedere la propria partecipazione – possono generare frizioni risolvibili attraverso un accordo.
In mediazione si può discutere non solo dei diritti e doveri previsti dallo statuto, ma anche dei bisogni concreti delle parti, come il desiderio di uscire dall’impresa in modo dignitoso o di ridefinire i ruoli operativi.

📈 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐜𝐚

Le società – soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni – non possono permettersi lunghe paralisi decisionali.
Una lite tra soci può avere conseguenze gravi: rallentare l’attività, ostacolare investimenti, compromettere rapporti con clienti e fornitori.
In questi casi, la mediazione offre una risposta rapida, riservata e gestibile, in grado di prevenire il tracollo operativo.
Inoltre, la mediazione può svolgersi anche mentre è in corso il tentativo di comporre la crisi interna, prima ancora di arrivare a un contenzioso.
Non è raro che un amministratore lungimirante o un consulente legale suggerisca di mediare per evitare che il conflitto diventi pubblico e dannoso.

🔐 𝐋𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨

Uno degli aspetti più rilevanti della mediazione è la sua riservatezza.
Nelle controversie tra soci, questo è un elemento decisivo.
Nessun imprenditore desidera che le liti interne diventino di dominio pubblico, né per una questione di immagine, né per ragioni economiche.
La mediazione permette di discutere anche i temi più delicati – come l’inadeguatezza gestionale di un socio, la sfiducia nei confronti dell’amministratore, le divergenze sull’orientamento strategico – senza che tali questioni escano dalle mura dell’impresa.
Questo contribuisce a creare un clima più disteso e favorevole al compromesso.

👥 𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐢

Nelle liti tra soci, il mediatore assume un ruolo delicato.
Deve saper riconoscere le dinamiche relazionali, comprendere i non detti, dare spazio all’espressione delle emozioni senza perdere il focus sugli obiettivi concreti.
La sua funzione non è solo quella di far dialogare le parti, ma anche di aiutare ciascuno a riconoscere i propri margini di manovra.
Gli avvocati, dal canto loro, devono accompagnare i clienti senza irrigidire le posizioni, guidandoli nella costruzione di un accordo che tuteli i loro interessi ma tenga conto delle esigenze dell’impresa.
Un buon accordo in mediazione può prevedere soluzioni articolate: la cessione di quote, la modifica dell’assetto societario, la ridefinizione dei ruoli, il riconoscimento di compensi o indennità di uscita.
Tutto ciò che è negoziabile – e che il giudice non potrebbe disporre – può essere discusso e costruito su misura.

📚 𝐄𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨: 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐭𝐫𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢

Un caso emblematico riguarda una società familiare formata da tre fratelli.
Dopo anni di collaborazione, due soci accusavano il terzo di non contribuire equamente alla gestione, chiedendone l’esclusione.
In tribunale, la causa si sarebbe concentrata su aspetti formali – convocazioni, verbali, prove documentali – e avrebbe richiesto anni.
In mediazione, invece, si è aperto un confronto più ampio.
È emerso che il terzo socio si sentiva escluso dalle decisioni e, pur avendo meno tempo da dedicare all’impresa, desiderava uscire senza essere danneggiato.
L’accordo ha previsto la sua uscita con pagamento rateizzato della quota, la rinuncia ad azioni legali e la possibilità di una futura consulenza esterna.
La società ha evitato la paralisi e ha mantenuto intatti i rapporti familiari.

💡 𝐃𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐨𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐚𝐥 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨: 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐢𝐧𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚

Non tutte le liti tra soci portano a una separazione.
Talvolta, la mediazione serve a ridefinire i termini della convivenza societaria.
I soci possono decidere di modificare lo statuto, introdurre regole nuove sulla gestione, rafforzare il ruolo dell’organo di controllo o fissare criteri più trasparenti per la distribuzione degli utili.
In questo senso, la mediazione non è solo uno strumento per evitare il fallimento del rapporto, ma può essere un mezzo per rilanciare l’impresa con basi più solide.
La capacità di affrontare i conflitti in modo maturo e cooperativo è, oggi più che mai, una risorsa strategica.


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Corso Re Umberto 77
Turin
10128

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Martedì 09:00 - 17:00
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Giovedì 09:00 - 17:00
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