Avvocato Maria Rosaria Scicchitano - Studio Legale

Avvocato Maria Rosaria Scicchitano - Studio Legale Avvocato - Foro di Torino -
patrocinante davanti alla Suprema Corte di Cassazione
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05/04/2026

📌 La Corte Costituzionale interviene sull'art. 131-bis c.p.

Con la sentenza n. 172 del 2025, la Consulta ha dichiarato l'illegittimità parziale della clausola che escludeva la particolare tenuità del fatto per i reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale (artt. 336 e 337 c.p.) commessi in danno di ufficiali o agenti di pubblica sicurezza.

Il fulcro della decisione? La manifesta irragionevolezza di un sistema in cui l'esimente era preclusa per reati meno gravi, ma ammessa per il più grave delitto ex art. 338 c.p., dopo la riforma Cartabia del 2022.

Costantemente pronti -nonostante sia sabato e prefestivo - ad adempiere al nostro dovere difensivo per un interrogatorio...
04/04/2026

Costantemente pronti -nonostante sia sabato e prefestivo - ad adempiere al nostro dovere difensivo per un interrogatorio presso la Caserma di Oulx.

Penso che sia importante mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze, per le finalità perseguite dal...
01/04/2026

Penso che sia importante mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze, per le finalità perseguite dal nostro Ordine.
Lo sportello di ascolto e informazione per le vittime di reato, istituito presso l'Ordine degli Avvocati di Torino, fornisce chiarimenti ed eventualmente il nominativo di un difensore, per la propria tutela.

La toga custodisce la determinazione incrollabile di chi persevera nella tutela dei diritti altrui. ⚖️👩🏻‍⚖️
04/03/2026

La toga custodisce la determinazione incrollabile di chi persevera nella tutela dei diritti altrui. ⚖️👩🏻‍⚖️

Facciamo un po' di chiarezza, aldilà delle prese di posizione legate alle ideologie politiche.Il referendum giustizia 20...
14/02/2026

Facciamo un po' di chiarezza, aldilà delle prese di posizione legate alle ideologie politiche.

Il referendum giustizia 2026 chiamerà i cittadini il 22 e 23 marzo a esprimersi su una riforma costituzionale che incide sull’organizzazione della magistratura, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.
In particolare, il testo approvato dal Parlamento prevede la creazione di due Consigli Superiori distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Entrambi gli organi mantengono una composizione a prevalenza togata, analoga a quella attuale, ma operano separatamente, affidando ai pubblici ministeri un autonomo organo di autogoverno distinto da quello della magistratura giudicante.
La riforma introduce inoltre una Corte disciplinare di rango costituzionale, alla quale viene attribuita la competenza sui procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati. Anche questo organo è composto in prevalenza da magistrati, ma si distingue dagli attuali Consigli Superiori, che non svolgeranno più funzioni disciplinari, concentrandosi sul governo delle carriere.
Un profilo rilevante riguarda le modalità di selezione dei componenti degli organi di autogoverno. La riforma prevede il ricorso al sorteggio, in luogo del tradizionale sistema fondato sul voto, con l’obiettivo dichiarato di incidere sulle dinamiche associative e sul ruolo delle correnti all’interno della magistratura.
È importante chiarire che la riforma non incide sull’autonomia esterna dell’ordine giudiziario, che resta garantita dalla Costituzione. Giudici e pubblici ministeri continuano a essere soggetti soltanto alla legge e non vengono posti in alcun rapporto di dipendenza dall’esecutivo o da altri poteri dello Stato.
La novità riguarda invece l’organizzazione interna dell’autogoverno. Con la riforma, ciascuna carriera dispone di un proprio Consiglio Superiore, competente a gestire gli aspetti fondamentali della vita professionale dei magistrati. Questa scelta mira a rendere più netta la distinzione dei percorsi e a rafforzare l’autonomia reciproca tra funzione giudicante e funzione requirente. Il Presidente della Repubblica mantiene un ruolo di garanzia, assicurando continuità e equilibrio istituzionale nel nuovo assetto.
Nel dibattito pubblico sulla riforma, il tema del sorteggio è considerato da molti osservatori il profilo più innovativo e, allo stesso tempo, più controverso dell’intero intervento costituzionale. Il ricorso al sorteggio è considerato un passaggio particolarmente significativo perché incide su un sistema di autogoverno tradizionalmente fondato sul voto e sulla rappresentanza organizzata, mettendo in discussione il ruolo svolto dalle correnti nella selezione degli organi di governo della magistratura.
È utile precisare che la riforma non modifica la composizione complessiva degli organi di autogoverno sotto il profilo del peso della magistratura: la componente togata resta largamente prevalente, secondo percentuali analoghe a quelle già previste dall’assetto attuale. La discussione riguarda quindi non l’autonomia o la composizione dell'organo, ma le modalità di selezione dei suoi componenti.
L’obiettivo dichiarato del legislatore con il sorteggio dei componenti è quello di ridurre il peso delle dinamiche associative e delle appartenenze organizzate, che nel tempo hanno assunto un ruolo significativo nella gestione delle carriere e delle nomine.
Il sorteggio viene presentato come uno strumento idoneo a spezzare assetti consolidati e a favorire una maggiore neutralità degli organi di governo interno. In questa prospettiva, la selezione casuale dei componenti dovrebbe limitare la formazione di equilibri stabili e ridurre il rischio che le decisioni siano influenzate da logiche di appartenenza. È una scelta che non riguarda soltanto il rapporto tra giudici e pubblici ministeri, ma il modello complessivo di autogoverno che si intende adottare per il futuro.
Un ulteriore elemento centrale della riforma sottoposta a referendum riguarda il sistema dei procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati. Il testo approvato dal Parlamento prevede l’istituzione di una Corte disciplinare di rango costituzionale, chiamata a esercitare la giurisdizione disciplinare sia nei confronti dei magistrati giudicanti sia di quelli requirenti.
Con questa scelta, la funzione disciplinare viene sottratta agli organi di autogoverno e affidata a un organo distinto, dotato di una propria composizione e di specifiche garanzie di indipendenza. L’obiettivo dichiarato è quello di separare in modo più netto il governo delle carriere dalla valutazione delle responsabilità disciplinari, evitando sovrapposizioni tra funzioni amministrative e funzioni giurisdizionali.
La Corte disciplinare è composta in parte da magistrati e in parte da giuristi esterni, secondo criteri stabiliti dalla legge costituzionale, e opera come giudice specializzato in materia disciplinare. Anche in questo caso, la riforma non incide sull’autonomia della magistratura nel suo complesso, ma introduce un modello organizzativo diverso, nel quale la responsabilità disciplinare è affidata a un organo separato rispetto a quelli deputati alla gestione delle carriere.
Il referendum giustizia 2026 è, a tutti gli effetti, un referendum costituzionale confermativo. Il quesito sottoposto agli elettori è formulato nei seguenti termini: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?»
In termini pratici, votare SÌ significa approvare il testo della legge costituzionale e consentirne l’entrata in vigore definitiva.

Chiusa la fase istruttoria del processo penale - in cui si procede all'assunzione delle prove e alla produzione dei docu...
07/02/2026

Chiusa la fase istruttoria del processo penale - in cui si procede all'assunzione delle prove e alla produzione dei documenti - le parti discutono formulando ciascuna le proprie richieste (la cd. arringa dell'avvocato difensore). Dunque, il Giudice si ritira in camera di consiglio per la decisione e, quando rientra in aula, tutti si alzano in piedi e procede con la lettura del dispositivo. "In nome del popolo italiano..."

Cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. Una grande emozione esserci.
31/01/2026

Cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. Una grande emozione esserci.

Il 23 gennaio gli Avvocati dell'Ordine di Torino hanno partecipato alla passeggiata di solidarietà, per gli Avvocati che...
24/01/2026

Il 23 gennaio gli Avvocati dell'Ordine di Torino hanno partecipato alla passeggiata di solidarietà, per gli Avvocati che sono in pericolo, in tutto il mondo.
Difendere i diritti delle persone non deve comportare un pericolo per il difensore.
Qui sono insieme alla mia cara amica e Avvocato Laura Spadaro.

https://www.facebook.com/share/1bhJgMVERY/
23/01/2026

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Il testo della nuova proposta (cd. "emendamento Bongiorno") in tema di violenza sessuale: non più «consenso libero e attuale» ma «volontà contraria».

Essere Avvocato, per me, significa fare  parte integrante delle Istituzioni e della vita del proprio Foro. In questa occ...
20/01/2026

Essere Avvocato, per me, significa fare parte integrante delle Istituzioni e della vita del proprio Foro. In questa occasione , cristallizzata nella foto, partecipo a una riunione della Commissione Affari Penali, Presso l'Ordine degli Avvocati di Torino.
Qui si discute e si forniscono spunti e idee per segnalare e risolvere i problemi che l'avvocato penalista può riscontrare, sotto vari profili, nell'esercizio della professione.

https://www.facebook.com/share/p/17abuh9Y3s/
13/11/2025

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Segnaliamo ai lettori il testo dell’emendamento approvato ieri dalla Commissione Giustizia della Camera nell’ambito dell’esame, in sede referente, della proposta

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Turin
10147

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
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