Avvocato Cristina Ceci

Avvocato Cristina Ceci Nella tutela legale, soprattutto nel diritto di famiglia, operiamo in sinergia con altre professioni Isabella Nacci (avv.

Lo studio legale multidisciplinare Ceci è stato fondato dall'Avv. Cristina Ceci, (avv.civilista) e si avvale della collaborazione interna dell'Avv. penalista), Dott.ssa Tiziana Restifo (dott.ssa abilitata al patrocinio legale), Dott.ssa Caterina Scavone (psicologa/psicoterapeuta). Lo studio opera su tutto il territorio nazionale.

05/05/2024

Paola, sei il nostro orgoglio ❤

Paola Cortellesi

Domani a La Spezia il Comune ci ospita per un interessante confronto sulle novità della riforma Cartabia e il ruolo del ...
23/03/2023

Domani a La Spezia il Comune ci ospita per un interessante confronto sulle novità della riforma Cartabia e il ruolo del Servizio socio-assistenziali e sanitari.

Sì al tribunale unico della famiglia, ma si valorizzi l’eredità di quello dei minoriUn’interessante lettura
18/09/2021

Sì al tribunale unico della famiglia, ma si valorizzi l’eredità di quello dei minori
Un’interessante lettura

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Minori, Famiglie, Servizio Socio-Sanitario:criticità condivise nel processo di famigliaIl Servizio Socio-Sanitario nell’...
26/06/2021

Minori, Famiglie, Servizio Socio-Sanitario:
criticità condivise nel processo di famiglia

Il Servizio Socio-Sanitario nell’odierno panorama giudiziario ha superato i compiti di aiuto e di sostegno e sempre più di sovente viene delegato dall’Autorità Giudiziaria a compiti di verifica e di valutazione.
L’Autorità Giudiziaria nel delegare al Servizio Socio-Sanitario compiti di diagnosi relativi a situazioni pregiudizievoli, delega anche compiti di prognosi cioè relativi a possibili interventi realizzabili.
Nei provvedimenti giudiziari di delega delle indagini sociali, o di incarico per la predisposizione di interventi a favore dei minori e delle famiglie, sovente non vengono i esplicitati i singoli aspetti oggetti di indagine, utilizzando un lessico ampio, che demanda all’autonoma valutazione del Servizio Sociale e Sanitario le aree da indagare, sottoponendo in tal modo ad un procedimento eccessivamente soggettivistico e privo di contradittorio l’analisi degli eventuali fattori di rischio presenti in un nucleo familiare. A quanto sopra si aggiunga la circostanza che sempre più spesso il Servizio Socio-Sanitario viene delegato dall’Autorità Giudiziaria ad esprimersi in merito alle capacità genitoriali su quelle stessi soggetti che nella maggior parte dei casi diventeranno gli utenti da sostenere in futuro.
Il Convegno mira, attraverso un confronto dei Professionisti che ruotano attorno al processo di famiglia ad evidenziare i punti di forza ed eventuali carenze della procedura, soffermandosi sulle peculiarità della procedura ordinaria e di quella minorile.




Avv. CRISTINA CECI

Nell’analizzare un problema non ci si può soffermare su di una parte del fenomeno, non si possono metter a fuoco solo alcuni elementi

26/06/2021
26/06/2021

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A Pasqua spostamenti consentiti per incontrare i figli minori
25/03/2021

A Pasqua spostamenti consentiti per incontrare i figli minori

13/10/2020

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04/09/2020

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LE NAZIONI UNITE: «IL GIUSTO PROCESSO È UN DIRITTO FONDAMENTALE»
Ankara cede, pena sospesa per Ünsal. L’Onu: «Indagare sulla morte di Ebru Timtik»
SIMONA MUSCO
Dopo 215 giorni di sciopero della fame, la 16a Camera penale della Corte Suprema ha deciso di sospendere l’esecuzione della sentenza a carico di Aytaç Ünsal, l’avvocato dissidente condannato a 10 anni e sei mesi di carcere con l’accusa di terrorismo, che ora potrà tornare in libertà a causa delle gravi condizioni di salute. Una vittoria dei diritti umani, arrivata poche ore dopo l’assurda decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di non intervenire in difesa dell’avvocato, che protesta da quasi un anno per ottenere un processo equo. Un no, quello pronunciato dalla Cedu, arrivato nonostante i rapporti medici indicassero un progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute, rischio aggravato dal suo ricovero in un ospedale Covid, in condizioni addirittura peggiori di quelle vissute in carcere. Nella lettera inviata dalla Corte Suprema all’ufficio del pubblico ministero di Bakirköy, è stato sottolineato come Ünsal non possa rimanere in stato di detenzione a causa del deterioramento dello stato di salute, secondo quanto testimoniato dal rapporto dell’Istituto di medicina legale di Istanbul, ordinando così l’immediato rilascio del condannato fino alla guarigione, salvo nuovo arresto o condanna per altra accusa. «La scarcerazione dell’avvocato Aytaç Ünsal è una vittoria della mobilitazione della società civile che non si è arresa, che ha combattuto per lui e per quanti soffrono sotto il regime di Erdogan. È la vittoria degli avvocati, dei magistrati, dei docenti universitari che in Turchia e in Europa hanno manifestato per chiedere la sua liberazione. La mobilitazione per la tutela dei diritti umani e dei diritti civili in Turchia non deve cessare malgrado l’assordante silenzio anche di diversi Paesi europei», ha dichiarato l’eurodeputato Giuliano Pisapia, che nei giorni scorsi aveva lanciato un appello all’Europa affinché non si dimostrasse complice della violazione dei diritti umani perpetrata in Turchia. Una notizia arrivata proprio mentre l’Onu ha chiesto un’indagine sulla morte della collega di Ünsal, Ebru Timtik, avvenuta dopo 238 giorni di sciopero della fame. Una morte «del tutto prevenibile», hanno evidenziato gli esperti dei diritti umani dell’Onu, che hanno invitato la Turchia a rilasciare gli avvocati attualmente in carcere, chiedendo un’indagine sul caso Timtik. «Nessuno dovrebbe morire per ottenere un giusto processo, è un diritto fondamentale hanno sottolineato -. Si tratta dello spreco totale di una vita umana e siamo sgomenti per la morte di questa coraggiosa donna, difensore dei diritti umani, così come per le circostanze che l'hanno portata alla morte».
Timtik è morta il 27 agosto 2020, dopo tre anni di detenzione. Insieme ai colleghi del People's Law Office, tra i quali anche Ünsal, è stata arrestata nel settembre 2017 e condannata a 13 anni e sei mesi di carcere con l'accusa di appartenenza a un'organizzazione terroristica. Una condanna arrivata dopo un processo che non ha rispettato le garanzie della difesa, basata sulle dichiarazioni di un unico teste tenuto segreto, che le difese non hanno di fatto potuto controinterrogare. Ed è per questo motivo che Timtik, a febbraio scorso, ha avviato lo sciopero della fame, rivendicando il diritto ad un processo equo. Protesta alla quale si è associato anche Ünsal, che ora versa in condizioni critiche, dopo aver abbracciato, come la collega, l’idea di un digiuno mortale per rivendicare diritti fondamentali. Poco dopo il loro arresto, l’Onu ha chiesto formalmente all’esecutivo di Recep Tayyip Erdogan di spiegare su quali basi giuridiche fossero state formulate le accuse a loro carico e se fossero compatibili con gli obblighi dello Stato ai sensi del diritto internazionale sui diritti umani. L’Onu ha quindi contestato la detenzione illegale, un processo ingiusto e restrizioni alla libertà di espressione e di associazione. «Ci rammarichiamo che poco sia stato fatto per prevenire questo tragico risultato», afferma l’Onu. Che ha, dunque, chiesto alle autorità di riaprire «i casi degli avvocati per i diritti umani arrestati» e intraprendere un'azione immediata «per rilasciare le persone detenute e condannate in violazione del diritto internazionale».

Indirizzo

Corso Guglielmo Marconi 4
Turin
10125

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30

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