29/01/2017
Urgente E allarmante
i: Il 24 Gennaio il ministro Galletti deciderà se dare il via o meno agli abbattimenti del nostro prezioso lupo appenninico. Vi prego di scrivere una richiesta (con educazione e pacatezza...gli insulti riserviamoli al dopo decisione) sulla pagina del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio affinchè decidano di non applicare questa grave misura che non riuscirà a risolvere il problema con gli allevatori e darà solo una preda in più ai cacciatori. Gli allevatori risolveranno solo quando applicheranno le misure preventive (cani da guardiania e reti elettrificate per il ricovero notturno). Il lupo non ha colpe, svolge solo il compito che la natura gli ha imposto.i: Occorre intervenire subito
ATTENZIONE!
Dopo tanta attesa il 24 gennaio prossimo si terrà la Conferenza Stato Regioni per l'approvazione del Piano di Azione sul lupo. L'elemento che ha fatto più discutere del piano è sicuramente la possibilità di effettuare abbattimenti in deroga alla Direttiva Habitat, opzione in realtà già presente nel DPR 357/97 ma finora mai applicata in Italia. Questa novità viene avanzata in un momento in cui le forze dell'ordine che vigilano sul territorio sono ridotte ai minimi storici e le aree protette in uno stato di forte difficoltà. Per questo crediamo che questa novità, introdotta in un momento di evidente conflittualità, possa rivelarsi estremamente pericolosa ai fini della conservazione del lupo e legittimare uccisioni illegali che rimarrebbero quindi impunite. Temiamo, difatti, che il messaggio che passerà dalle novità introdotte si vada a risolvere nell’idea che “lo Stato italiano acconsente all’uccisione del lupo”. Il preludio di questi ultimi mesi dovrebbe far da monito, il numero di lupi uccisi in questo anno sembra sia sensibilmente aumentato.
A differenza di quanto accade in altri paesi, in Italia i Piani di Azione non hanno alcun valore prescrittivo, contravvenendo di fatto quanto previsto dalla Direttiva 92/43 CEE, per cui tutte le azioni virtuose che il Piano prevede, molte delle quali già presenti nel precedente documento e mai realizzate, rischiano di rimanere nuovamente sulla carta, vista la penuria di risorse e la manifesta mancanza di una volontà politica del Ministero e delle Regioni.
La posizione di CLI sul Piano, già espressa in precedenza https://www.facebook.com/canislupus.it/posts/1035912176465728
è di forte diffidenza, al di là del discussissimo punto 7 sugli abbattimenti. Il Piano, debole sotto il profilo scientifico, poco credibile dal punto di vista delle aspettative è, per quanto abbiamo modo di vedere, un difficile equilibrismo politico, molto pericoloso in questo passaggio storico dell’Italia. Non fornisce nessuna certezza ai portatori d’interesse e particolarmente a chi il danno lo subisce effettivamente; a costoro viene prospettato un “contentino”, rappresentato dagli abbattimenti in deroga che, oltre ad essere di difficile attuazione, sul piano gestionale non risolvono di fatto il problema, reale e diffuso aumentando anzi il rischio di veder tagliati i fondi per la prevenzione o per gli indennizzi.
Per questo motivo invitiamo tutti a fare pressione sui Governatori regionali e sugli Assessori regionali di riferimento (Ambiente, Agricoltura, Caccia) per chiedere una profonda revisione del Piano, impegni chiari e concreti su tutte le azioni finalizzate alla mitigazione dei conflitti e a promuovere studi sulla specie che permettano di impostare un modello gestionale conservativo in equilibrio con le componenti sociali.