22/11/2023
"𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨"
AREA METROPOLITANA
A San Maurizio, 'Uomini al passo' dimostrano che i tempi per un cambiamento culturale radicale sono maturi
21 Novembre 2023
𝐝𝐢 𝐍𝐚𝐝𝐢𝐚 𝐁𝐞𝐫𝐠𝐚𝐦𝐢𝐧𝐢
"La Rete delle Donne
Fabiola Grimaldi - Presidente de La Rete delle Donne
Sabato la manifestazione, una camminata, la prima del genere in Canavese, con gli uomini in prima linea contro il femminicidio
Mi ero ripromessa di fare un articolo sulla camminata degli uomini a San Maurizio Canavese contro la violenza sulle donne, con qualche dichiarazione, ma leggendo quanto mi è stato inviato dalla presidente de La Rete delle Donne, Fabiola Grimaldi, associazione organizzatrice della manifestazione "Uomini al Passo" ho pensato di lasciare completamente spazio alle sue profondissime riflessioni per cui la ringraziamo.
Ecco il testo
Il 18 novembre 2023, poco prima di mezzogiorno, mentre la nostra camminata volgeva al termine, dopo le ultime letture, si diffondeva sul web la notizia del ritrovamento del ca****re di Giulia Cecchetin.
Noi de La Rete delle Donne, intente a riordinare e tornare a casa, l'abbiamo appresa un'ora dopo, attorno al tavolo da pranzo. Tanta la rabbia e il sentimento di impotenza per l'ennesima giovane donna strappata alla vita per l'insicurezza e la fragilità di un fidanzato incapace di gestire la fine del loro rapporto.
Un uomo, come tanti, possessivo, controllante, intrusivo e manipolatore, che non è riuscito ad accettare l'idea che potesse ve**re meno l'oggetto del suo controllo; che potesse ve**re meno quel rapporto sul quale si fondava la sua affermazione sociale.
Questo non è amore, è possesso. Lo abbiamo gridato a gran voce nella camminata di sabato 18 novembre.
L'amore non umilia, non denigra. L'amore non ti picchia, non ti accoltella. L'amore non ti uccide. Con la nostra iniziativa "Uomini al passo" - la prima nel Canavese ad aver chiamato in causa direttamente gli uomini - abbiamo voluto accendere un faro sul fatto che il contrasto alla violenza sulle donne non è un questione da donne. È un problema sociale e culturale che ha radici molto profonde. È un problema che ci riguarda tutti, uomini e donne. Anzi, direi che riguarda soprattutto gli uomini. Ecco perché abbiamo voluto che fossero proprio loro a scendere in piazza; che la sensibilizzazione e il cambiamento culturale partissero proprio da una loro assunzione di responsabilità.
Spesso leggiamo sui social, soprattutto dopo un femminicidio, che è compito delle madri educare i figli maschi al rispetto delle donne. La Ministra Roccella lo ha ribadito ancora oggi. È invece tempo di affermare a gran voce che i carichi di cura (fra i quali rientra l'educazione dei figli) siano da distribuirsi equamente fra le figure genitoriali, e che tuttalpiù sia compito dei padri, attraverso il loro stesso comportamento, mostrare ai figli maschi un diverso maschile possibile.
Perché si sa, nell'educazione ciò che passa non sono le parole ma il buon esempio. In questi giorni di dolore in cui su tutti i social non si parla d'altro che di Giulia, di Filippo e della sua mascolinità tossica, ho molto apprezzato due figure maschili positive che stanno occupando la scena: la prima è quella del papà di Giulia, che pur nel suo grande dolore riesce con lucidità e pacatezza a rivolgersi alle ragazze invitandole a denunciare le violenze subite, anche quelle più sottili e apparentemente invisibili. L' altra è quella del papà di Filippo, che a differenza di altri padri anche famosi come Grillo e La Russa - per citarne due - non ha cercato di giustificare le azioni del figlio, ma ha mantenuto, pur nella sofferenza, compostezza e dignità, manifestando il proprio dolore e la propria vicinanza alla famiglia colpita.
Non smetteremo di lottare, di esserci, di formare ed informare. Le adesioni maschili alla nostra camminata e le parole che uomini consapevoli stanno cominciando a divulgare sul web dimostrano che i tempi per un cambiamento culturale radicale siano maturi.
Naturalmente sarà dovere delle istituzioni, se vorranno superare la prova di adeguatezza, raccogliere le istanze che provengono dai movimenti femministi: prime fra tutte la formazione obbligatoria per Forze dell'Ordine, magistrati, giornalisti e servizi sociali territoriali e l'educazione sessuo-affettiva obbligatoria nelle scuole (a partire dalla primaria)".
Sabato la manifestazione, una camminata, la prima del genere in Canavese, con gli uomini in prima linea contro il femminicidio Mi ero ripromessa di fare un articolo sulla camminata degli uomini a San Maurizio Canavese contro la violenza sulle donne, con qualche dichiarazione, ma leggendo quanto ...