Studio Legale Avv. Fabiola Grimaldi

Studio Legale Avv. Fabiola Grimaldi Diritto penale, penale minorile, famiglia e minori. Tutela donne vittime di violenza

16/05/2026

La sofferenza dei bambini che vivono in contesti di violenza domestica non è un danno collaterale indiretto, ma un trauma profondo che altera lo sviluppo neurobiologico, cognitivo ed emotivo del minore.

​I bambini che assistono alla violenza domestica vivono in uno stato di iperattivazione costante (iperarousal).
La casa, che dovrebbe rappresentare la base sicura, si trasforma in un ambiente imprevedibile e minaccioso.

Il cervello del bambino è costantemente sintonizzato sui segnali di pericolo (toni di voce, passi, rumori improvvisi), esaurendo le risorse cognitive destinate all'apprendimento e alla socializzazione

Il bambino si trova prigioniero di un conflitto irrisolvibile: la figura che dovrebbe proteggerlo (generalmente la madre) è vittima e impotente, mentre l'altra figura di riferimento (il padre o partner) è la fonte del terrore. Questo spezza il legame di attaccamento sicuro.

Molti bambini sviluppano precocemente un senso di responsabilità protettiva verso il genitore vittima. Tentano di fare da scudo, di mediare i conflitti o di comportarsi in modo "perfetto" per non provocare l'aggressore, rinunciando alla propria infanzia.

​La sofferenza si esprime in modi differenti a seconda dello stadio evolutivo del bambino, manifestandosi attraverso sintomi sia internalizzanti (ansia, depressione) sia esternalizzanti (aggressività, disturbi della condotta).

​Uno degli effetti più insidiosi della violenza assistita a lungo termine è la distorsione dei modelli relazionali. I bambini apprendono che la violenza è uno strumento legittimo per risolvere i conflitti o per gestire il potere all'interno delle relazioni affettive.

Ci sono luoghi che parlano anche quando restano in silenzio. 🕯️​A San Maurizio Canavese, le 'prigioni dei partigiani' ra...
19/04/2026

Ci sono luoghi che parlano anche quando restano in silenzio. 🕯️
​A San Maurizio Canavese, le 'prigioni dei partigiani' raccontano storie di coraggio che non devono essere dimenticate.

Sarò presente il 25 aprile per dare il mio contributo all'interno del programma delle manifestazioni organizzate dal Comune e dall'A.N.P.I.

​Sarà un momento per riflettere sul sacrificio di chi ci ha preceduto e sulla responsabilità che abbiamo verso il futuro. Unirsi a questo corteo significa dire, ancora una volta, che la democrazia è un bene prezioso 🇮🇹

Sulla formazione al Corpo di Polizia Locale del Comune di Nole, in programma per il mese di maggio, un pericoloso scivol...
13/04/2026

Sulla formazione al Corpo di Polizia Locale del Comune di Nole, in programma per il mese di maggio, un pericoloso scivolone da parte degli organizzatori sul titolo dell'evento, che recita così:“Principali reati espressione della c.d. violenza di genere. Nuovo reato di femminicidio”

Le forze di polizia sono il primo contatto per chi denuncia. Se l'istituzione stessa definisce il fenomeno come "cosiddetto", trasmette un messaggio di scetticismo.

​Suggerisce che il problema sia "gonfiato" o che sia solo un'etichetta ideologica.

E' un distacco che mina la fiducia della vittima: se chi deve proteggermi non crede nemmeno alla definizione del reato che sto subendo, come potrà accogliermi senza pregiudizi?

L'avvocata Fabiola Grimaldi interviene: “Sono parole che allontanano le vittime. Le forze dell’ordine devono essere presidio di fiducia, non di dubbio”

19/01/2026
Oggi la mia professione mi riporta quiUna città affascinante, con il suo stile medievale e rinascimentale. Una città che...
27/05/2025

Oggi la mia professione mi riporta qui
Una città affascinante, con il suo stile medievale e rinascimentale. Una città che mi incanta

"𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨"AREA METROPOLITANAA San Maurizio, 'Uomini al passo' dimostrano che i tempi per un cambiamento culturale...
22/11/2023

"𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨"
AREA METROPOLITANA
A San Maurizio, 'Uomini al passo' dimostrano che i tempi per un cambiamento culturale radicale sono maturi
21 Novembre 2023
𝐝𝐢 𝐍𝐚𝐝𝐢𝐚 𝐁𝐞𝐫𝐠𝐚𝐦𝐢𝐧𝐢

"La Rete delle Donne
Fabiola Grimaldi - Presidente de La Rete delle Donne

Sabato la manifestazione, una camminata, la prima del genere in Canavese, con gli uomini in prima linea contro il femminicidio

Mi ero ripromessa di fare un articolo sulla camminata degli uomini a San Maurizio Canavese contro la violenza sulle donne, con qualche dichiarazione, ma leggendo quanto mi è stato inviato dalla presidente de La Rete delle Donne, Fabiola Grimaldi, associazione organizzatrice della manifestazione "Uomini al Passo" ho pensato di lasciare completamente spazio alle sue profondissime riflessioni per cui la ringraziamo.

Ecco il testo

Il 18 novembre 2023, poco prima di mezzogiorno, mentre la nostra camminata volgeva al termine, dopo le ultime letture, si diffondeva sul web la notizia del ritrovamento del ca****re di Giulia Cecchetin.
Noi de La Rete delle Donne, intente a riordinare e tornare a casa, l'abbiamo appresa un'ora dopo, attorno al tavolo da pranzo. Tanta la rabbia e il sentimento di impotenza per l'ennesima giovane donna strappata alla vita per l'insicurezza e la fragilità di un fidanzato incapace di gestire la fine del loro rapporto.

Un uomo, come tanti, possessivo, controllante, intrusivo e manipolatore, che non è riuscito ad accettare l'idea che potesse ve**re meno l'oggetto del suo controllo; che potesse ve**re meno quel rapporto sul quale si fondava la sua affermazione sociale.

Questo non è amore, è possesso. Lo abbiamo gridato a gran voce nella camminata di sabato 18 novembre.

L'amore non umilia, non denigra. L'amore non ti picchia, non ti accoltella. L'amore non ti uccide. Con la nostra iniziativa "Uomini al passo" - la prima nel Canavese ad aver chiamato in causa direttamente gli uomini - abbiamo voluto accendere un faro sul fatto che il contrasto alla violenza sulle donne non è un questione da donne. È un problema sociale e culturale che ha radici molto profonde. È un problema che ci riguarda tutti, uomini e donne. Anzi, direi che riguarda soprattutto gli uomini. Ecco perché abbiamo voluto che fossero proprio loro a scendere in piazza; che la sensibilizzazione e il cambiamento culturale partissero proprio da una loro assunzione di responsabilità.

Spesso leggiamo sui social, soprattutto dopo un femminicidio, che è compito delle madri educare i figli maschi al rispetto delle donne. La Ministra Roccella lo ha ribadito ancora oggi. È invece tempo di affermare a gran voce che i carichi di cura (fra i quali rientra l'educazione dei figli) siano da distribuirsi equamente fra le figure genitoriali, e che tuttalpiù sia compito dei padri, attraverso il loro stesso comportamento, mostrare ai figli maschi un diverso maschile possibile.

Perché si sa, nell'educazione ciò che passa non sono le parole ma il buon esempio. In questi giorni di dolore in cui su tutti i social non si parla d'altro che di Giulia, di Filippo e della sua mascolinità tossica, ho molto apprezzato due figure maschili positive che stanno occupando la scena: la prima è quella del papà di Giulia, che pur nel suo grande dolore riesce con lucidità e pacatezza a rivolgersi alle ragazze invitandole a denunciare le violenze subite, anche quelle più sottili e apparentemente invisibili. L' altra è quella del papà di Filippo, che a differenza di altri padri anche famosi come Grillo e La Russa - per citarne due - non ha cercato di giustificare le azioni del figlio, ma ha mantenuto, pur nella sofferenza, compostezza e dignità, manifestando il proprio dolore e la propria vicinanza alla famiglia colpita.

Non smetteremo di lottare, di esserci, di formare ed informare. Le adesioni maschili alla nostra camminata e le parole che uomini consapevoli stanno cominciando a divulgare sul web dimostrano che i tempi per un cambiamento culturale radicale siano maturi.

Naturalmente sarà dovere delle istituzioni, se vorranno superare la prova di adeguatezza, raccogliere le istanze che provengono dai movimenti femministi: prime fra tutte la formazione obbligatoria per Forze dell'Ordine, magistrati, giornalisti e servizi sociali territoriali e l'educazione sessuo-affettiva obbligatoria nelle scuole (a partire dalla primaria)".

Sabato la manifestazione, una camminata, la prima del genere in Canavese, con gli uomini in prima linea contro il femminicidio Mi ero ripromessa di fare un articolo sulla camminata degli uomini a San Maurizio Canavese contro la violenza sulle donne, con qualche dichiarazione, ma leggendo quanto ...

01/09/2023

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