30/08/2021
Il tradimento comporta il risarcimento danni?
Depressione per infedeltà: il risarcimento spetta solo se la sofferenza è stata insopportabile.
Di regola, la separazione con colpa (il cosiddetto “addebito”) non implica anche il risarcimento del danno. Le uniche sanzioni per chi viola i doveri del matrimonio sono costituite dalla perdita di due diritti: quello all’assegno di mantenimento e quello a succedere all’ex coniuge in caso del suo decesso.
Più volte, è stato chiesto alla giurisprudenza se il tradimento comporta il risarcimento danni. E ciò per via dell’indubbio impatto psicologico ed emotivo che la scoperta di un adulterio può avere sul coniuge tradito.
La questione è stata riproposta proprio di recente alla Cassazione che, con una recente ordinanza [1], ha ribadito la linea interpretativa “tradizionale”.
Per sapere dunque se il tradimento comporta il risarcimento danni non resta che leggere il contenuto di tale pronuncia per come lo semplificheremo qui di seguito.
Indice
1 Separazione con colpa e risarcimento danni2 È possibile il risarcimento senza addebito3 Il principio del risarcimento danni da separazione4 Approfondimenti
Di regola, la depressione per il tradimento del coniuge non può condurre al risarcimento del danno morale, a meno che non vi sia la prova concreta di una sofferenza insopportabile con risvolti gravi sullo stato di salute o sull’onore o sulla dignità personale.
L’orientamento tradizionale della Corte è sempre stato quello di ritenere non risarcibile il tradimento a meno che non abbia leso uno dei diritti costituzionali della persona. Tra questi, c’è sicuramente l’onore. Per cui l’infedeltà avvenuta in pubblico e con modalità umilianti, tali da compromettere la dignità del coniuge tradito (si pensi a una relazione extraconiugale consumata dinanzi agli occhi di tutti, in società) dà diritto al risarcimento.
Un altro diritto costituzionale che potrebbe essere leso dall’infedeltà è anche la salute. Ma in questo caso, non basta il semplice turbamento per il fallimento del matrimonio e la depressione per la separazione. La condizione di afflizione indotta nel coniuge deve superare la soglia di tollerabilità e si traduca, per le sue modalità o per la gravità dello sconvolgimento che provoca, nella violazione di un diritto costituzionalmente protetto, quale, in ipotesi, quello alla salute o all’onore o alla dignità personale».