Studio Legale De Blasio

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07/06/2026

Casa coniugale, diritto di abitazione ed accettazione tacita. Cosa prevale?

Marito e moglie si separano. La casa va alla moglie. Poi la moglie muore. Il marito entra in casa. E qui iniziano i problemi.

📌 Cosa è successo
La banca — creditrice della moglie — sostiene che entrare in quella casa equivale ad accettare l'eredità. E accettare l'eredità significa rispondere anche di tutti i debiti lasciati dalla moglie, senza limiti.

Due tribunali le danno ragione: il Tribunale di Vicenza prima, la Corte d'Appello di Venezia poi.

Il marito ricorre in Cassazione.

⚖️ Cosa dice la Cassazione (n. 18000/2026)
Prima di stabilire se il marito ha "accettato l'eredità" entrando in casa, bisogna rispondere a una domanda più importante: aveva il diritto di stare in quella casa?

La legge riconosce al coniuge superstite il diritto di abitare nella casa familiare, anche dopo una separazione senza colpa. Non basta la separazione per togliergli questo diritto: bisogna verificare se quella casa era ancora, concretamente, la casa della famiglia.

Solo se non aveva questo diritto, entrare in casa può essere considerato un atto che lo lega all'eredità — e ai debiti.

I giudici di merito hanno saltato questo passaggio. La Cassazione lo rimanda indietro.

⚠️ Ma c'è un nodo in più

C'è però una differenza importante rispetto ai casi simili già decisi in passato: il marito non abitava già lì quando la moglie è morta. Si è trasferito nell'immobile dopo.

Questo conta, perché chi ha diritto a ricevere un bene in eredità non può semplicemente andarselo a prendere da solo — deve chiederlo a chi gestisce l'eredità.

È una questione che i giudici dovranno affrontare nel nuovo processo. Aspettiamo per vedere come i fatti verranno interpretati...

Cass. Civ. Sez. II, n. 18000 del 4 giugno 2026

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31/05/2026

🏠 Comprare casa e scoprire un difetto visibile non significa automaticamente perdere tutela.

Ma soprattutto:
👉 se il contratto viene risolto, cosa deve davvero essere restituito?

Una recente pronuncia della Corte di Cassazione (sent. n. 16628/2026) chiarisce alcuni principi molto importanti in materia di compravendita immobiliare.

Il caso riguardava un immobile con pavimenti vistosamente inclinati.

La Cassazione ha precisato un concetto fondamentale:

📌 vedere un’anomalia non significa conoscere il vizio reale dell’immobile

In altre parole, percepire un “sintomo” (come una pendenza del pavimento) non equivale a comprendere la reale gravità del problema strutturale che lo determina.

Questo significa che:

✅ non basta un semplice sospetto per far scattare la decadenza dalla garanzia;
✅ all’acquirente non si può chiedere di svolgere indagini tecniche specialistiche;
✅ il difetto deve essere valutato nella sua concreta portata strutturale.

Ma la sentenza affronta anche un altro tema molto pratico: le restituzioni dopo la risoluzione del contratto.

La Corte ricorda che:

📌 le restituzioni devono avvenire in modo reciproco e contestuale

L’obiettivo è ristabilire l’equilibrio patrimoniale originario tra le parti.

E c’è un chiarimento molto interessante:

⚖️ non tutto ciò che l’acquirente ha speso può essere automaticamente richiesto

Sono rimborsabili solo gli esborsi direttamente e immediatamente collegati alla vendita.

Per questo, non rientrano automaticamente:

❌ gli interessi del mutuo acceso per acquistare l’immobile;
❌ i costi accessori legati alla cancellazione dell’ipoteca.

Una decisione che ricorda come, nel contenzioso immobiliare, ogni domanda restitutoria debba essere valutata con grande attenzione.

Perché nel diritto, come spesso accade, ciò che appare non sempre coincide con ciò che rileva davvero.

Facebook, la critica e l’offesa. Anche offendere un defunto può costare caro. Lo ricordino i “leoni da tastiera”.In un m...
15/03/2026

Facebook, la critica e l’offesa. Anche offendere un defunto può costare caro. Lo ricordino i “leoni da tastiera”.

In un momento particolarmente acceso del dibattito politico, questa sentenza – per quanto peculiare – offre alcuni spunti di grande interesse: Cass., 10 marzo 2026, n. 5382.

La Corte di Cassazione ribadisce alcuni principi rilevanti:

📍 L’offesa alla memoria di un defunto può riflettersi sulla reputazione dei familiari più stretti, i quali sono quindi legittimati ad agire per il risarcimento del danno.

📍 Il diritto di critica storica e politica (art. 21 Cost.) non legittima l’uso di epiteti ingiuriosi o dileggiatori, che travalicano il giudizio sull’operato storico della persona, anche quando tali espressioni provengano da un esponente politico.

📍 Per l’applicazione della scriminante dell’esercizio del diritto (art. 51 c.p.), devono ricorrere alcuni presupposti:

🔤 interesse alla comunicazione, che può riguardare anche una categoria determinata di destinatari e non necessariamente la generalità dei cittadini;
🔤 continenza, ossia correttezza formale e sostanziale dell’esposizione;
🔤 verità dei fatti narrati;
🔤 concreto interesse pubblico alla divulgazione.

📍 Tuttavia, la Corte ricorda anche un principio spesso trascurato:
il danno non patrimoniale non è “in re ipsa”.

Deve essere allegato e provato, e il giudice è tenuto a motivare concretamente gli elementi che giustificano la liquidazione equitativa.

Una decisione che ribadisce un punto essenziale:
la libertà di espressione non coincide con la libertà di offendere.

Dopo il recesso da una società, occorre la trascrizione presso il Registro Imprese per l'opponibilità ai terzi. Ma se l'...
01/02/2026

Dopo il recesso da una società, occorre la trascrizione presso il Registro Imprese per l'opponibilità ai terzi. Ma se l'amministratore non adempie?

Il Tribunale di Vercelli chiarisce che non può essere chiesta l’iscrizione automatica, serve necessariamente una decisione del giudice, in quanto il Conservatore controlla la forma, non la “giusta causa”.

Recedere non basta, occorre verificare anche gli adempimenti successivi

Esdebitazione: quando la legge offre davvero una seconda possibilitàUna recente decisione del Tribunale di Torino (1° no...
18/01/2026

Esdebitazione: quando la legge offre davvero una seconda possibilità

Una recente decisione del Tribunale di Torino (1° novembre 2025) ribadisce un principio fondamentale: chi si trova in difficoltà economica può avere una seconda chance, se la situazione viene valutata con equilibrio e buon senso.

🔹 La condotta del debitore va valutata nel suo insieme, tenendo conto della storia personale, familiare e lavorativa.
Anche quando una colpa esiste – come accade nella maggior parte dei casi – non è automaticamente “grave”.

🔹 Gli errori del professionista non ricadono sempre sul debitore che non è in gradi di percepirli

🔹 Colpa grave e frode vanno sempre valutate dal Giudice

📌 Una decisione che conferma lo spirito del Codice della crisi: non punire chi è in difficoltà, ma distinguere tra errore, colpa grave e frode, tutelando chi ha agito senza mala fede.

possibilità

Chi troppe deleghe vuole nulla stringe. Anzi, erra...📍 Fideiussione, opposizione a decreto ingiuntivo e conflitto di int...
14/12/2025

Chi troppe deleghe vuole nulla stringe. Anzi, erra...

📍 Fideiussione, opposizione a decreto ingiuntivo e conflitto di interessi (Cass 10 dicembre 2025 n 32206).

La sentenza è particolarmente interessante per alcune riflessioni correlate al cuore della decisione, oramai pacifico:

🔴 per la domanda di accertamento di una nullità Antitrust vi è competenza inderogabile ex art 4 d. lgs 168/03;

🔴 nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo, se la nullità non è opposta in via di eccezione, ma viene proposta quale domanda riconvenzionale, la competenza non può essere del Tribunale che ha pronunciato il decreto ingiuntivo. Quindi occorre prestare attenzione a come viene formulata la domanda e, soprattutto, alla necessità di introdurre su questo punto una domanda riconvenzionale;

‼️ l’avvocato che tutela garante e debitore opera in conflitto di interessi;

‼️ il conflitto di interessi genera una responsabilità deontologica e la nullità della procura

L'importanza di redigere bene un contratto: la clausola risolutiva espressa e l'importanza dell'inadempimento (Cass 4 di...
08/12/2025

L'importanza di redigere bene un contratto: la clausola risolutiva espressa e l'importanza dell'inadempimento (Cass 4 dicembre 2025 n 31763).

Se le parti decidono che un determinato inadempimento giustifica la risoluzione del contratto:

📍il Giudice non può valutare se l'inadempimento convenuto nella clausola sia grave o meno, sia abusivo o meno.

📍Può però sindacare se inadempimento vi sia.

Per questo è importante avere le idee chiare e saperle esprimere.

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Mediazione, obbligo di iscrizione all'Albo e perdita della provvigione.Quando è previsto l'obbligo di iscrizione ad un A...
12/10/2025

Mediazione, obbligo di iscrizione all'Albo e perdita della provvigione.

Quando è previsto l'obbligo di iscrizione ad un Albo (o alla CAmera di Commercio) il mediatore che ne sia privo (anche per il caso di mediazione unilaterale cd atipica) perde il diritto al compenso.

Ma tutti gli incarichi possono essere considerati mediazione?

Occorre verificare come è scritto il contratto. il contratto con il quale la parte mandataria si obbliga, dietro corresponsione di compenso ad affare concluso, a promuovere la stipulazione di una

📢 pluralità indefinita di contratti, senza vincolo di subordinazione o di para-subordinazione,

📢 in assenza delle attribuzioni gestorie e di rappresentanza attribuite dalla legge all’agente,

ha natura atipica di PROCACCIAMENTO DI AFFARI non assimilabile a quello di mediazione unilaterale e di agenzia.

Quindi SORGE COMUNQUE IL DIRITTO AL COMPENSO.

Se compro una casa all'asta sono privo di ogni tutela? Se l'immobile non è abitabile e non sanabile posso chiedere un ri...
14/09/2025

Se compro una casa all'asta sono privo di ogni tutela? Se l'immobile non è abitabile e non sanabile posso chiedere un risarcimento danni?

Tutto dipende dal bando, dall'avviso di vendita e dalla perizia (Trib Trapani 13 settembre 2025).

Sono interessato ad una casa. Cosa devo controllare per non rimpiangere il mio acquisto? Molte sono le insidie...

Per questo è necessario ponderare tutti gli aspetti prima di ogni acquisto.

Comprare una casa è sempre un momento importante nella vita di ciascuno e non sempre gli "affari" si rivelano tali.

Spesso nelle associazioni vi sono problemi relative alla mala gestio.Spesso si vorrebbe applicare le norme dettate in ma...
31/08/2025

Spesso nelle associazioni vi sono problemi relative alla mala gestio.
Spesso si vorrebbe applicare le norme dettate in materia di società. Il controllo previsto per le società all'art 2409 cc si può applicare alle associazioni?

La norma dettata in materia di Terzo settore, dispone che il controllo ex art 2409 si possa applicare alle sole associazioni iscritte al RUNTS. Ma soltanto a queste e non a quelle non riconosciute.

La giurisprudenza è costante, anche se non numerosa (da ultimo Corte di Appello di Palermo 4 agosto 2025)

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