Studio Legale Avv. Giovanna A. de'Manzano

Studio Legale Avv. Giovanna A. de'Manzano L’avvocato Giovanna Augusta de’ Manzano, iscritta presso il Foro di Trieste, si occupa di diritt

30/05/2026
𝗔𝗿𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗰𝘂𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘅 𝗲 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝘁𝗮𝘃𝗮 – 𝗜𝗹 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟭𝟳.𝟬𝟱.𝟮𝟬𝟮𝟲I Carabinieri hanno arrestato un...
20/05/2026

𝗔𝗿𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗰𝘂𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘅 𝗲 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝘁𝗮𝘃𝗮 – 𝗜𝗹 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟭𝟳.𝟬𝟱.𝟮𝟬𝟮𝟲

I Carabinieri hanno arrestato un latitante condannato per aver maltrattato e seviziato la figlia adolescente. Si tratta di un sessantasettenne originario del Sudan residente da tempo a Trieste. Fino a circa un anno fa era agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, che però era riuscito a rompere. Era così fuggito facendo perdere le sue tracce. Ma in questi giorni si è presentato nell’abitazione di Trieste dove abitano la ex moglie e la figlia. I Carabinieri, allertati, sono intervenuti: lo hanno ammanettato e portato in carcere al Coroneo. Il ricercato era stato condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione, oltre a un risarcimento di 10 mila euro. L’uomo era stato accusato di aver picchiato sistematicamente la figlia e di averla anche minacciata di morte. La ragazzina veniva aggredita ripetutamente con cinture e bastoni. La sentenza di primo grado era stata pronunciata dal Tribunale in composizione collegiale, presieduto dal giudice Igor Maria Rifiorati, a latere i giudici Valentina Guercini e Filomena Piccirillo. Il processo aveva portato alla luce ciò che accadeva in quella casa. La minore veniva percossa anche con «cinture, bastoni, fili di metallo», così si legge nella documentazione giudiziaria. Il padre, inoltre, la afferrava «per i capelli e per la gola» urlandole insulti. Nel corso della fase iniziale del processo l’uomo veniva accompagnato in Tribunale dagli agenti di Polizia penitenziaria. L’imputato, all’epoca, era infatti detenuto al Coroneo: ma non per le violenze sulla figlia – per cui invece era a processo – bensì per le intimidazioni ai danni dell’ex moglie. E ciò aveva comportato un’ordinanza emessa dal gip: un provvedimento di divieto di avvicinarsi e di comunicare sia con la donna sia con la minorenne, ma che il sessantasettenne aveva violato facendo così scattare l’arresto e la detenzione domiciliare, da cui era evaso diverse volte. Gli accertamenti del pm Matteo Tripani, titolare del fascicolo, erano partiti dopo la denuncia dell’ex moglie: è così che era venuta a galla una quotidianità fatta di violenze. L’ex moglie e la figlia sono tutelati dall’avvocato Giovanna Augusta de’ Manzano.

—G.S.
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leggi articolo https://www.demanzano.com/trieste-arrestato-latitante-maltrattamenti-figlia/

Arrestato a Trieste un 67enne latitante condannato per maltrattamenti e violenze sulla figlia adolescente. Era fuggito dai domiciliari dopo aver rotto il braccialetto elettronico.

𝗨𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗿𝗯𝗶𝘁𝗿𝗶𝗼 𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 - 𝗜𝗹 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟬𝟯.𝟬5.𝟮𝟬𝟮𝟲Una recente decisione del Tribunale triestino è intervenuta a...
07/05/2026

𝗨𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗿𝗯𝗶𝘁𝗿𝗶𝗼 𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 - 𝗜𝗹 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟬𝟯.𝟬5.𝟮𝟬𝟮𝟲

Una recente decisione del Tribunale triestino è intervenuta a tutelare il rapporto di due minori con i loro animali d'affezione, impedendo che quel legale venisse reciso. Si nota tanta lodabile attenzione e sensibilità in alcuni casi, mentre in altri, come per la ben nota famiglia del bosco, sembra invece di possa devastare tutto: genitori, casa, animali e abitudini di vita pure sane.

Se a tutti è chiaro il potere statale di intervenire, anche pesantemente, sui citttadini quando pongono in essere condotte antisociali o criminose, nel caso in questione lo sconcerto deriva dal fatto che secondo il sentire comune non vi era alcuna condotta riprovevole da parte dei genitori nei confronti dei figli e nulla quindi che potesse giustificare un intervento così drastico come quello di lacerare i rapporti familiari "deportando" i bambini in comunità. Notoriamente non vi erano violenze o maltrattamenti, non vi erano abusi sessuali nè una qualche forma di sfruttamento dei minori o di approfittamento della loro vulnerabilità. E allora perchè tutto questo? Dai giornali si apprende che i figli avevano lacune scolastiche e non "socializzavano" e che la casa in cui vivevano era organizzata con i servizi igienici estrerni, oltre ad altre amenità come quella che non usavano la plastica (beati loro!) o che la madre aveva un suo personale punto di vista su quale sia il rapporto ottimale tra spontaneità e ovvio condizionamento sociale, che pesantemente subiamo fin dalla nascita.

Senonchè tutti conosciamo figli con lacune scolastiche, case non bene organizzate (anzi, prorpio sporche) e abitudini singolari di alcuni nuclei familiari, ma non per questo abbiamo saputo che sono stati portati via i figli. Pare allora che la colpa dei genitori del bosco non sia quella di aver commesso un qualche abuso sui minori, ma di non essersi conformati ad un certo modello di vita familiare. Quale? Ecco il punto: ammesso e non concesso che una simile difformità meriti di essere "attenzionata", non si capisce quale esattamente sarebbe il modello di vita cui ci si dovrebbe conformare, pena la perdita dei figli. Eppure la prima caratteristica di una norma il cui mancato ripetto si pretenda di sanzionare è quella di essere sufficientemente determinata. Ma in questo caso? Non appaiono violate norme specifiche: è lecito vivere in un ambiente rurale; è lecito provvedere all'istruzione parentale dei dei figli; è lecito anche avere dei figli che non raggiungano i risultati scolastici previsti dai programmi ministeriali; è lecito avere i servizi esterni. E quindi? Anche la “scarsa” sociliazzazione è un concetto talmente vago da scivolare nell'assurdo, visto che i minori socializzavano eccome tra di loro e con le altre famiglie limitrofe.

Come è stato acutamente osservato da insigni giuristi, "la famiglia è un'isola che il mare del diritto può solo lambire", ma in questo caso non c'è nulla che assomigli al diritto: non un precetto sufficientemente determinato ("socializzare"), non una violazione accertata in modo obiettivo da personale qualificato (a quanto si è appreso, la valutazione dell'assistente sociale contrastava con quelle degli psichiatri infantili che hanno visitato i bambini), non una conseguenza certa (il provvedimento ritenuto opportuno per "il bene del minore" può andare dal semplice consiglio alla deportazione, il tutto ad insindacabile giudizio dell'operatore di turno), non un "fine pena" certo, con procedimenti che spesso superano alla grande qualsiasi ragionevole durata del processo, sospendendo le vite delle persone.

Questo non è diritto nè cura, è solo arbitrio e autoritarismo.

Avv. Giovanna Augusta de'Manzano

leggi articolo https://www.demanzano.com/allontanamento-minori-arbitrio-stato-famiglia-trieste-demanzano/


















Un’analisi critica su un recente caso: quando l’allontanamento dei minori avviene senza condotte abusive accertate, il rischio è l’arbitrio. Approfondimento legale da Trieste.

𝗙𝘂𝗴𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝗮: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗰𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗿𝗲𝗮𝘁𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲 - 𝗶𝗹 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟬𝟯.𝟬𝟱.𝟮𝟬𝟮𝟲Un posto di blocco.La decisio...
06/05/2026

𝗙𝘂𝗴𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝗮: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗰𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗿𝗲𝗮𝘁𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲 - 𝗶𝗹 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟬𝟯.𝟬𝟱.𝟮𝟬𝟮𝟲

Un posto di blocco.
La decisione di scappare.
Poi l’impatto.

Un bambino ferito.

La cosiddetta “fuga pericolosa” è oggi un reato autonomo, introdotto nel Codice della strada per punire chi, sottraendosi ai controlli, mette a rischio l’incolumità pubblica.

Non si tratta più solo di una violazione amministrativa:
⚖️ si parla di reclusione
⚖️ sospensione della patente
⚖️ confisca del veicolo

E quando ci sono aggravanti – come la presenza di un minore senza protezioni – le conseguenze diventano ancora più rilevanti, anche sul piano delle pene già sospese.

Questo caso dimostra quanto una scelta impulsiva possa trasformarsi in una responsabilità penale concreta e pesante.

Seguimi per comprendere davvero cosa prevede la legge penale, oltre i titoli di cronaca.

leggi articolo https://www.demanzano.com/fuga-pericolosa-arresto-condanna-minore-ferito/

Fuga pericolosa, inseguimento e incidente con un minore ferito: analisi del nuovo reato del Codice della strada e delle conseguenze penali.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘀𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶?Una recente decisione del Tribunale di Trieste ha mostrato ...
06/05/2026

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘀𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶?

Una recente decisione del Tribunale di Trieste ha mostrato grande sensibilità nel tutelare il legame tra minori e animali d’affezione.
Eppure, in altri casi, assistiamo a interventi ben più invasivi che incidono su famiglie intere, senza che emergano condotte abusive o maltrattamenti.

Quando mancano violazioni chiare e accertate, e i criteri diventano vaghi – come “socializzazione” o “modello di vita adeguato” – il rischio è evidente: si scivola dal diritto all’arbitrio.

Il punto non è negare il potere dello Stato di intervenire. Il punto è pretendere che lo faccia nel rispetto di principi fondamentali:
✔ determinatezza delle norme
✔ proporzionalità delle misure
✔ verifiche oggettive e qualificate

Perché senza questi elementi, nessuna famiglia può dirsi davvero tutelata.

Se ti occupi di diritto di famiglia o vuoi capire meglio i tuoi diritti, seguimi per analisi chiare e senza retorica.

Un’analisi critica su un recente caso: quando l’allontanamento dei minori avviene senza condotte abusive accertate, il rischio è l’arbitrio. Approfondimento legale da Trieste.

Giovanna de Manzano, Giovanna de' Manzano, intervista Giovanna de Manzano, podcast italiano, intervista esclusiva, talk ...
30/04/2026

Giovanna de Manzano, Giovanna de' Manzano, intervista Giovanna de Manzano, podcast italiano, intervista esclusiva, talk show italiano, crescita personale, leadership, motivazione, storie di successo, ispirazione, mindset, imprenditoria
In questa intervista esclusiva, Giovanna de' Manzano condivide riflessioni, esperienze e punti di vista su temi di grande attualità. Un confronto autentico, ricco di spunti, idee e approfondimenti che meritano di essere ascoltati fino alla fine.
🎯 In questo video scoprirai:
• il punto di vista di Giovanna de' Manzano
• riflessioni e approfondimenti su temi rilevanti
• spunti pratici e idee da applicare subito

Se stai vivendo una situazione simile, hai dubbi o hai bisogno di un consiglio legale in ambito familiare, contattami.
📞 Chiamami per una prima consulenza.
📩 Oppure visita la mia pagina per approfondire e fissare un appuntamento.
https://www.demanzano.com/service/diritto-di-famiglia/

Giovanna de' Manzano: Separazione con figli minori. Un caso reale.

30/04/2026

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al minuto 4.30 la dichiarazione dell’avv. de’ Manzano
26/04/2026

al minuto 4.30 la dichiarazione dell’avv. de’ Manzano

TG TRIESTE EDIZIONE COMPLETA | 20/04/2026

𝗠𝗶𝗻𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗲 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗼: 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗮 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗮𝘀𝗮. 𝗢𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮Un caso che fa discutere.Per anni una donna...
26/04/2026

𝗠𝗶𝗻𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗲 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗼: 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗮 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗮𝘀𝗮. 𝗢𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮

Un caso che fa discutere.
Per anni una donna disabile ha subito minacce, insulti e violenze dal vicino di casa.
Fino a essere costretta a lasciare il suo appartamento.
Ora è arrivata una condanna.

La giustizia ha parlato, ma la vera risposta ora è garantire sicurezza: perché nessuno debba più essere costretto a fuggire dalla propria casa.

Ma la domanda resta: è sufficiente?
👉 “Spostatelo altrove”, chiede la vittima.
👉 E voi cosa ne pensate?



leggi articolo
https://www.demanzano.com/trieste-vicino-molesto-condannato-minacce-disabile-allontanamento-ater/

https://www.triesteprima.it/cronaca/minacce-lesioni-anziana-condanna.html

Per anni minacce e aggressioni contro una vicina disabile: condannato a 2.900 euro. La vittima lascia casa, ora chiede: “Spostatelo altrove”.

𝗧𝗿𝗶𝗲𝘀𝘁𝗲, 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗲: 𝟮𝟰𝟬 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝟭𝟮𝟱 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲𝙋𝒐𝙡𝒊𝙯𝒊𝙖 𝙋𝒆𝙣𝒊𝙩𝒆𝙣𝒛𝙞𝒂𝙡𝒊𝙖 𝙚 𝙙𝒊𝙧𝒊𝙩𝒕𝙞 𝙙𝒆...
11/04/2026

𝗧𝗿𝗶𝗲𝘀𝘁𝗲, 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗲: 𝟮𝟰𝟬 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝟭𝟮𝟱 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲

𝙋𝒐𝙡𝒊𝙯𝒊𝙖 𝙋𝒆𝙣𝒊𝙩𝒆𝙣𝒛𝙞𝒂𝙡𝒊𝙖 𝙚 𝙙𝒊𝙧𝒊𝙩𝒕𝙞 𝙙𝒆𝙞 𝙙𝒆𝙩𝒆𝙣𝒖𝙩𝒊 – 𝑰𝙡 𝙋𝒊𝙘𝒄𝙤𝒍𝙤 10.04.2026

In occasione dell’anniversario della costituzione del Corpo della Polizia Penitenziaria il presidente della Repubblicas Sergio Mattarella ha colto l’occasione per sottolineare «il senso del dovere, la consapevolezza del delicato ruolo affidato e la lealtà nei confronti delle istituzioni»» che caratterizzano l’opera della Polizia Penitenziaria, il cui compito è tutelare i diritti e la dignità delle persone detenute in un’ottica di funzione rieducativa della pena.
Trattasi di un compito particolarmente complesso, reso ancora più gravoso dalle difficili condizioni in cui versano gli istituti carcerari e dalle tensioni che ne derivano, tensioni che, se non intercettate per tempo, sfociano in vere e proprie rivolte, come è successo due anni fa nella Casa Circondariale di Trieste.
Il quadro disegnato dal presidente della Repubblica rappresenta perfettamente la realtà che viene vissuta anche nella Casa Circondariale di Trieste: da una parte grandi responsabilità, dall’altra condizioni di lavoro estremamente difficili anche a causa delle condizioni di sovraffollamento (150 posti regolamentari, ridotti sulla carta a 125 causa lavori di ristrutturazione, ma le presenze ad oggi sono attestate in 240 persone detenute!) sia per le condizioni strutturali dell’Istituto e per la carenza di personale (l’organico della polizia penitenziaria operante nella Casa Circondariale dovrebbe essere di 149 unità, ma le presenze effettive in istituto sono di 115 unità).
Spiega l’avvocato Elisabetta Burla, garante comunale dei diritti dei detenuti: «L’elevato numero di detenuti e la grave carenza di personale impedisce un’adeguata presa in carico e il monitoraggio dei nuovi giunti.
Complicato, se non impossibile, destinare spazi per l’isolamento giudiziario – disciplinare – sanitario (di recente è stato registrato almeno un caso di tubercolosi). Spazi ridotti e assenza di personale rendono complicato assolvere al mandato costituzionale; difficile organizzare e realizzare i corsi».
A ciò si aggiungano i piantonamenti in ospedale o in case di cura: ogni piantonamento in ospedale prevede l’impiego di 8 persone che si alternano nei turni sulle 24 ore: sono risorse sottratte alla necessaria presenza in Istituto. Sono poi necessari gli accompagnamenti delle persone detenute in ospedale per le visite mediche prescritte (due poliziotti penitenziari per detenuto) e l’accompagnamento alle udienze.
Con una tale carenza di organico, che costringe la Polizia Penitenziaria a straordinari su straordinari, con un burn out assicurato, in luoghi saturi di un sovraffollamento che è di per sè condizione degradante, inutile dire che la pena cosi proposta non solo non ha nulla di rieducativo per i detenuti, ma diventa una pena anche per chi lì dentro lavora.

Giovanna A. de’Manzano
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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leggi articolo https://www.demanzano.com/carcere-trieste-sovraffollamento-carenza-personale-allarme-diritti/

Sovraffollamento, carenza di personale e tensioni nella Casa Circondariale di Trieste: l’allarme sulle condizioni di detenuti e polizia penitenziaria.

Indirizzo

Largo Don F. Bonifacio N. 1
Trieste
34125

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