12/03/2021
𝐈𝐋 𝐏𝐎𝐑𝐓𝐀𝐋𝐄 𝐓𝐄𝐋𝐄𝐌𝐀𝐓𝐈𝐂𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐂𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐏𝐄𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀. 𝐈𝐋 𝐌𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐆𝐈𝐔𝐒𝐓𝐈𝐙𝐈𝐀 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐕𝐄𝐍𝐆𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐆𝐀𝐑𝐀𝐍𝐓𝐈𝐑𝐄 𝐋’𝐄𝐒𝐄𝐑𝐂𝐈𝐙𝐈𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐃𝐈𝐑𝐈𝐓𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐃𝐈𝐅𝐄𝐒𝐀. 𝐔𝐂𝐏𝐈 𝐏𝐑𝐎𝐂𝐋𝐀𝐌𝐀 𝐋’𝐀𝐒𝐓𝐄𝐍𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄.
𝐋𝐚 𝐦𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐫𝐞𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐧𝐭𝐢. 𝐋𝐚 𝐌𝐚𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞𝐝 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢. 𝐋𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞̀ 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐠𝐨𝐥𝐨: 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐞𝐜𝐜𝐚𝐧𝐢𝐬𝐦𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨. 𝐋𝐚 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐡𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐥𝐨𝐜𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐭𝐫𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢. 𝐈𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨, 𝐨 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐜𝐮𝐫𝐞, 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐨𝐛𝐬𝐨𝐥𝐞𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐬𝐭𝐢 𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐯𝐞𝐧𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐚 𝐫𝐞𝐩𝐞𝐧𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐬𝐚. 𝐋𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚, 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐦𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐍𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐏𝐞𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐞, 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐡𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞𝐝 𝐢 𝐦𝐚𝐥𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐥𝐢. 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐩𝐩𝐢𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐦𝐞, 𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐥𝐚𝐦𝐚 𝐥’𝐚𝐬𝐭𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐮𝐝𝐢𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐞 𝐝𝐚 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝟐𝟗, 𝟑𝟎 𝐞 𝟑𝟏 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟏, 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐫𝐞, 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐝𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐮𝐚𝐭𝐞, 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟗 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟏. 𝐈𝐧 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚.
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La macchina del processo penale versa in una condizione drammatica. I meccanismi processuali sono farraginosi e spesso privi di logica sistematica a causa delle tante riforme emergenziali che nei decenni sono intervenute sempre per restringere le garanzie, così togliendo effettività al rito accusatorio.
Alla crisi di sistema si aggiunge oggi la drammaticità della pandemia con tutte le difficoltà che la accompagnano: strutture sovente fatiscenti, personale di cancelleria in smart working, generale inadeguatezza dei provvedimenti assunti per l’operatività dei singoli uffici giudiziari.
La Magistratura italiana sta attraversando una grave crisi di autorevolezza e si sta rivelando incapace di affrontare i veri nodi che sottendono alla “vicenda Palamara”. L’Associazione Nazionale Magistrati appare più interessata a mostrare come il problema si riduca alle “mele marce” anziché a elaborare una seria riflessione sul sistema di potere costruito negli ultimi vent’anni, che ha trasformato i meccanismi di indipendenza del governo della Magistratura in autoreferenzialità correntizie.
La politica è messa all’angolo: impegnata nella ristrutturazione e nel riposizionamento dei suoi gruppi dirigenti, non pare avere, al momento, intelligibili progetti di modifica della prescrizione né dei meccanismi capaci di incidere sui tempi del processo né dell’ordinamento giudiziario.
La Ministra della Giustizia ha fatto della riservatezza, ma anche della non interlocuzione il tratto distintivo dei suoi primi trenta giorni. L’Unione ribadisce la propria disponibilità al confronto in ogni sede politica sui temi della giustizia penale, ma sottolinea anche come da tale confronto nessun progetto di riforma possa prescindere.
L’emergenza emblematica è il cd. “portale del penale”. È evidente e da tutti condiviso che nel tempo l’attività tecnica della difesa penale si potrà e dovrà appoggiare a tutte le possibili forme di digitalizzazione: depositi via pec, accreditamento e accesso ai portali anche per la consultazione dei fascicoli processuali, facilitazioni delle interlocuzioni con Pubblici Ministeri e Giudici, notifiche e così via.
Ma questa non è certo la situazione dell’oggi.
Il portale ufficializzato è solo quello delle Procure della Repubblica. Il sistema nasce già obsoleto, ma soprattutto presenta continui guasti e inconvenienti tecnici, che ne impediscono il funzionamento: i difensori non possono accreditarsi e ciò mette a repentaglio il rispetto dei termini processuali, i Pubblici Ministeri non hanno tempestiva contezza delle iniziative della difesa. Il deposito nel portale non è corredato da idonea certificazione comprovante l’esito positivo delle operazioni. Spesso, intervenuto il deposito della nomina, è comunque impossibile accedere al fascicolo.
L’Avvocatura, al tavolo delle consultazioni al tempo del precedente Ministro, aveva proposto una soluzione ragionevole quale la previsione di un regime che consentisse anche di ricorrere al deposito nelle forme tradizionali fino al raggiungimento della completa efficienza del sistema in tutto il territorio nazionale.
Con la legge n. 176 del 18 dicembre 2020, che ha convertito il decreto cd. “Ristori”, si è mantenuta – senza che nessuna forza politica ciò rivendicasse – la modalità esclusiva di deposito tramite portale degli atti difensivi, così impedendo ogni forma residuale di deposito cartaceo e trasformando l’avvio delle forme del processo telematico in un inammissibile detrimento dei diritti della difesa.
Il successivo decreto 13.1.2021 del Ministro della Giustizia ha addirittura esteso tale esclusiva modalità al deposito della querela, degli atti di opposizione alla richiesta di archiviazione e dell’atto di nomina.
Peraltro, gli interventi limitativi delle prerogative dei difensori, introdotti con atti privi di forza di legge, sono continuati anche con le note del Direttore del D.G.S.I.A. che, con i provvedimenti del 5.2.2021 e del 24.2.2021 ha imposto il deposito del cd. “atto abilitante”, dunque onerando il difensore di un ulteriore incombente non previsto dalla legge.
Tale oggettiva situazione dovrebbe concludersi il 30 aprile 2021, termine ultimo per le misure di emergenza di contrasto alla pandemia, ma inequivocabili sono gli annunci di provvedimenti di proroga di tutte tali misure.
Nessun impegno concreto è seguito da parte delle forze politiche che sostengono l’attuale Governo alle iniziative dell’Unione delle Camere Penali Italiane, che in queste settimane ha più volte denunciato le continue disfunzioni ed i malfunzionamenti dei portali.
I singoli difensori nei diversi procedimenti e le Camere penali territoriali hanno assunto iniziative di protesta e segnalato ai capi degli Uffici di procura la impossibilità pratica di esercitare le prerogative collegate alla fase procedimentale.
Inaccettabili le prese di posizione dei Procuratori, che hanno agito a macchia di leopardo: in alcuni casi si è negata l’esistenza del problema, in altri si è attribuito il cattivo funzionamento del meccanismo alla incapacità tecnica degli avvocati. In alcune sedi si è giunti ad autorizzare anche le forme di deposito tradizionale, salvo paventare il concreto rischio di future declaratorie di inammissibilità.
L’impossibilità di accedere anche alle modalità tradizionali di deposito e accesso ai fascicoli, in presenza di un evidente malfunzionamento dei portali, sta determinando una grave lesione dei diritti dei cittadini sottoposti a procedimento penale e delle persone offese che non vedono garantita la loro rappresentanza e la loro difesa tecnica.
Preso atto della perdurante mancanza di una iniziativa diretta del Governo che consenta di realizzare da subito il doppio regime, la Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
proclama
secondo le vigenti regole di autoregolamentazione - e nel rispetto delle pronunce della Corte Costituzionale ed in attesa di una certa e più consolidata loro interpretazione con esclusione dei processi contro imputati detenuti in custodia cautelare - l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 29, 30, 31 marzo 2021;
invita
tutte le Camere penali territoriali a partecipare, con le modalità telematiche che saranno individuate, alla giornata di protesta nazionale del 29 marzo 2021;
dispone
la trasmissione della presente delibera al Presidente della Repubblica, ai Presidenti della Camera e del Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, alla Ministra della Giustizia, ai Capi degli Uffici giudiziari.
Roma, 12 marzo 2021
Il Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane
Avv. Gian Domenico Caiazza
Il Segretario dell’Unione Camere Penali Italiane
Avv. Eriberto Rosso