Studio Legale Avv. Moreno Primieri

Studio Legale Avv. Moreno Primieri Lo studio legale offre assistenza stragiudiziale e giudiziale, anche avanti alle Giurisdizioni Super

𝗟𝗮 𝗽𝗲𝗻𝗮 𝗲̀ 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝘂𝗲 “𝘀𝗼𝘃𝗿𝗮𝗻𝗶”: 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘀𝗹𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗲Spesso ci indigniamo per pene che appaiono troppo severe...
29/01/2026

𝗟𝗮 𝗽𝗲𝗻𝗮 𝗲̀ 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝘂𝗲 “𝘀𝗼𝘃𝗿𝗮𝗻𝗶”: 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘀𝗹𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗲
Spesso ci indigniamo per pene che appaiono troppo severe o, al contrario, troppo blande. Altre volte ci chiediamo perché non scatti subito il carcere o perché non venga immediatamente individuato un responsabile da parte di GIP, GUP o giudice. L’esperienza sui casi concreti porta però a una riflessione meno istintiva: la pena è sempre figlia di due “sovrani”.
Da un lato c’è il legislatore, che stabilisce il disvalore del reato in astratto, fissando cornici ed equilibri di sistema; dall’altro c’è il giudice, chiamato a valutare il disvalore del fatto concreto, così come si è realmente manifestato nella storia e nelle persone coinvolte. Due domini distinti, interrelati ma non confondibili.
Quando commisura la pena, il giudice si muove entro vincoli legali: alcuni servono a preservare le scelte fondamentali del legislatore, altri orientano la discrezionalità nel valutare la gravità del fatto concreto e nel personalizzare la risposta punitiva. È in questo spazio, complesso e spesso poco visibile all’esterno, che nascono decisioni che a volte non coincidono con la percezione immediata dell’opinione pubblica.
Capire questo equilibrio aiuta a leggere la giustizia non come arbitrio, ma come coesistenza – talvolta faticosa – tra legge astratta e realtà concreta.

𝗟𝗮 𝗴𝗶𝘂𝗿𝗶𝘀𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗵𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝘁𝗮̀ 𝗮𝗱 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗶 𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝘀𝘀𝗶  𝗮𝗹𝗹'𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼?Ho appena ascoltato una dichiara...
08/01/2026

𝗟𝗮 𝗴𝗶𝘂𝗿𝗶𝘀𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗵𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝘁𝗮̀ 𝗮𝗱 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗶 𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗮𝗹𝗹'𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼?
Ho appena ascoltato una dichiarazione dell’avvocato svizzero che assiste le parti lese nel procedimento per il disastro di Crans-Montana, il quale auspica l’apertura di indagini anche da parte della Procura italiana, per accertare in modo più approfondito le cause della tragedia.
Da qui nasce una domanda tutt’altro che teorica: la giurisdizione italiana può intervenire per reati commessi all’estero?
Il nostro ordinamento penale è fondato sul principio di territorialità (art. 6 c.p.), secondo cui la legge italiana si applica ai reati commessi sul territorio dello Stato. Tuttavia, esistono importanti deroghe, previste per tutelare interessi nazionali e cittadini italiani, come recentemente ribadito anche dalla Cassazione penale, Sez. II, n. 36905 del 12 novembre 2025.
Nel caso di specie – delitti commessi all’estero da cittadini stranieri in danno di cittadini italiani – trova applicazione l’art. 10 c.p. (“Delitto comune dello straniero all’estero”).
La Procura di Roma potrebbe quindi avviare un’indagine in via sussidiaria, ma solo al ricorrere di condizioni ben precise:
1) il fatto deve essere qualificabile come delitto punito dalla legge italiana con pena minima di almeno un anno di reclusione;
2) gli autori (nel caso, i due proprietari francesi) devono trovarsi nel territorio italiano;
3) deve essere presentata querela dalle persone offese o dai loro prossimi congiunti, oppure una richiesta di procedimento del Ministro della Giustizia.
Solo se tutti questi presupposti saranno soddisfatti, la giurisdizione italiana potrà essere legittimamente esercitata e la Procura potrà iscrivere la notizia di reato, contribuendo a fare piena luce sulle responsabilità di una tragedia che ha colpito cittadini italiani.
Il diritto penale, anche oltre i confini, resta uno strumento di verità e giustizia, non di bandiere.

Inserire per burla una lettera anonima minatoria di apparente derivazione anarchica nel fascicolo di una collega, indurr...
30/12/2025

Inserire per burla una lettera anonima minatoria di apparente derivazione anarchica nel fascicolo di una collega, indurre allarme nella destinataria e in altri componenti dell’ufficio, causare l’intervento della DIGOS: se lo fa un magistrato non è reato e neanche illecito disciplinare ma solo goliardia in buona fede.

La vicenda È emblematica della giurisprudenza della Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura una recente pronuncia davvero sorprendente per la sua singolarità. Un sostituto p…

Ho raggiunto 800 follower! Grazie per il continuo supporto. Non ce l'avrei mai fatta senza ciascuno di voi. 🙏🤗🎉
10/12/2023

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I maltrattamenti denunciati dall’ex moglie? “Frutto della cultura di origine”, dice il pm di Brescia.La procura di Bresc...
11/09/2023

I maltrattamenti denunciati dall’ex moglie? “Frutto della cultura di origine”, dice il pm di Brescia.
La procura di Brescia chiede l’archiviazione per l’imputato del Bangladesh. Il gip aveva ordinato l’imputazione coatta

Un provvedimento che “stride” con la giurisprudenza del tribunale di Brescia, peraltro diffuso dagli organi d’informazione prima ancora che sia avvenuta la discussione (prevista per il mese prossimo), è stata commentata da alcuni avvocati bresciani dopo aver appreso dai media cittadini che la locale Procura si appresta a chiedere l’archiviazione per un cittadino del Bangladesh, accusato di aver maltrattato la moglie.

La donna di 27 anni di origini bengalesi e cittadina italiana, madre di due figlie, sposatasi in patria secondo un matrimonio combinato, aveva denunciato il marito, nel frattempo diventato ex, per maltrattamenti fisici e psicologici. Costretta a lasciare gli studi e a restare chiusa in casa, come racconta il Giornale di Brescia, la donna aveva trovato il coraggio di denunciare dopo anni di “urla e botte”, passati sotto la “costante minaccia di essere riportata in Bangladesh”.
La Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, negata invece dal gip che aveva ordinato l’imputazione coatta, dal momento che «sussistono senz’altro elementi idonei a sostenere efficacemente l’accusa in giudizio nei confronti dell’ex marito».
«I contegni di compressione delle libertà morali e materiali della parte offesa da parte dell’odierno imputato sono il frutto dell’impianto culturale e non della sua coscienza e volontà di annichilire e svilire la coniuge per conseguire la supremazia sulla medesima, atteso che la disparità tra l’uomo e la donna è un portato della sua cultura che la medesima parte offesa aveva persino accettato in origine», ha invece puntualizzato la Procura bresciana, diretta da Francesco Prete, secondo cui i maltrattamenti rientrerebbero nel campo dei reati “culturalmente orientati”: condotte sanzionate dall’ordinamento ma tollerate dalle leggi o dalle tradizioni del Paese di provenienza.
«Le condotte dell’uomo sono maturate in un contesto culturale che sebbene inizialmente accettato dalla parte offesa si è rivelato per costei intollerabile proprio perché cresciuta in Italia e con la consapevolezza dei diritti che le appartengono e che l’ha condotta ad interrompere il matrimonio. Per conformare la sua esistenza a canoni marcatamente occidentali, rifiutando il modo di vivere imposto dalle tradizioni del popolo bengalese e delle quali invece, l’imputato si è fatto fieramente latore», ha quindi aggiunto la Procura, insistendo nell’archiviazione.
Una interpretazione che, come detto, “stride” con la giurisprudenza del tribunale di Brescia, il quale in una recente sentenza aveva condannato un egiziano violento nei confronti della figlia femmina. «I soggetti provenienti da uno Stato estero - scrisse il presidente Roberto Spanò - devono verificare la liceità dei propri comportamenti e la compatibilità con la legge che regola l’ordinamento italiano. L’unitarietà di quest’ultimo non consente, pur all’interno di una società multietnica quale quella attuale, la parcellizzazione in singole nicchie, impermeabili tra loro e tali da dar vita ad enclavi di impunità».
Il genitore, islamico di stretta osservanza, era stato avvisato da alcuni parenti che vivono in Egitto e che su Tik - Tok avevano visto il volto della figlia 16enne senza velo. Una volta tornata a casa la giovane era stata prima insultata e poi colpita selvaggiamente al volto. Il padre, non contento, le aveva quindi strappato anche il cellulare dalle mani lanciandoglielo addosso e minacciandola di ucciderla. Una amica aveva allora chiamato il 112 e la ragazza era stata trasferita in una struttura protetta.
a cura di Giovanni Maria Jacobazzi
11 settembre, 2023 • 19:37
Il Dubbio

04/09/2023
LA SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA SUBORDINATA ALL'ADEMPIMENTO DI "OBBLIGHI RISARCITORI"Con sentenza n. 36377 del 7 ...
02/09/2023

LA SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA SUBORDINATA ALL'ADEMPIMENTO DI "OBBLIGHI RISARCITORI"
Con sentenza n. 36377 del 7 luglio 2023 (dep. 31 agosto 2023), la prima sezione penale della Corte di Cassazione è intervenuta in tema di concessione della sospensione condizionale della pena subordinata all'adempimento di "obblighi risarcitori".

Tale strumento adottato mira a rafforzare il dovere di adempiere e garantisce "che il comportamento del reo, dopo la condanna, si adegui a quel processo di ravvedimento che costituisce lo scopo precipuo dell'istituto stesso della sospensione condizionale della pena" (Corte cost., sent. n. 49 del 1975), consentendo al condannato di acquisire maggiore consapevolezza delle conseguenze dannose che sono derivate dalla propria condotta illecita ed essendo maggiormente rispondente all'interesse dell'ordinamento a che la risposta sanzionatoria sia la più calibrata possibile al caso concreto.

Guida in stato di ebbrezza, l'etilometro va omologato e tarato.Lo ha deciso il Giudice di Pace di Agrigento con la sente...
10/05/2022

Guida in stato di ebbrezza, l'etilometro va omologato e tarato.
Lo ha deciso il Giudice di Pace di Agrigento con la sentenza n. 170/2022 che ha annullato una un'ordinanza prefettizia emanata sulla base di una multa comminata dai Carabinieri del comando locale ai danni di un automobilista.

Per il Terzo trasportato, ai fini risarcitori, prevale la qualità di vittima del sinistro su quella di assicurato.La Cor...
06/05/2022

Per il Terzo trasportato, ai fini risarcitori, prevale la qualità di vittima del sinistro su quella di assicurato.
La Corte di Cassazione nella sentenza n. 11246 del 6 aprile 2022 riconosce il diritto al risarcimento integrale dei danni patiti nel sinistro stradale dal terzo trasportato che sia anche proprietario del veicolo, anche se ha affidato il veicolo a soggetto sprovvisto di patente e in stato di ebbrezza.

Un buon lavoro dipende dall'impegno e dalla passione che ci mette !Buona festa dei lavoratori !
01/05/2022

Un buon lavoro dipende dall'impegno e dalla passione che ci mette !
Buona festa dei lavoratori !

24/12/2021

🔴 Lo studio legale augura a tutti un BUON NATALE e FELICE ANNO NUOVO!
👉Contattaci ora al numero: 0758948037, messanger o E-mail: [email protected]

24/11/2021

⚫Black friday - Attenti alle truffe
🔴Occorre sapere che il Codice del Consumo, approvato con d.lgs 206/2005, mette nero su bianco i diritti dei consumatori e commercianti anche durante i saldi.
Prima di acquistare:
✅Controllare che i costi e la descrizione della merce siano chiari
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