17/06/2026
RESE NOTE TRAMITE ANPI LE LINEE GUIDA PER OTTENERE IL PATENTINO ANTIFASCISTA (post scherzoso)
Finalmente sono state rese pubbliche le condizioni per ottenere l’ambitissimo Patentino Antifascista, documento indispensabile per partecipare a fiere, dibattiti, presentazioni di libri, aperitivi resistenti e riunioni condominiali in zona ZTL.
Per superare l’esame sarà necessario quanto segue:
1) Sottoporsi a intervento preventivo a mano e braccio destro, così da impedire ogni movimento sospetto sopra l’altezza della spalla. Ammesso, in alternativa, certificato medico attestante rigidità permanente.
2) Saper cantare “Bella Ciao” almeno fino alla terza strofa, possibilmente con sguardo commosso e pugno chiuso. Chi sbaglia le parole potrà recuperare intonando “Contessa” o citando a memoria la trama della Corazzata Potëmkin
3) Apostrofare Giorgia Meloni esclusivamente con qualifiche approvate dal Comitato Etico della Superiorità Morale. Valide: “pesciarola”, “carciofara”, “pericolo per la democrazia”, "nanetta". Altri insulti dovranno essere sottoposti al vaglio del comitato. L’insulto personale è tollerato purché pronunciato in nome dell’inclusività.
4) Possedere almeno una bandiera palestinese, una bandiera arcobaleno e una maglietta del Che, anche se acquistata su Amazon con consegna Prime o su Temu. Se qualcuno ricorda che bandiera palestinese, faccia del Che e arcobaleno sono incompatibili fare gli gnorri.
5) Condannare con fermezza tutti i dittatori di destra. Su Mao, Stalin, Pol Pot, Castro e compagnia cantante è raccomandato il silenzio meditativo. In caso di imbarazzo, usare la formula: “Sì, però il capitalismo…”.
6) Indignarsi per tutte le guerre del mondo, ma in ordine selettivo. La priorità assoluta va alla Palestina. Le altre milioni di vittime saranno ricordate compatibilmente con l’agenda mediatica, la stagione teatrale e la disponibilità di hashtag.
7) Essere sempre e comunque dalla parte degli immigrati, specialmente clandestini purché l’accoglienza sia gestita da cooperative rosse, comunque in altri quartieri, con altri soldi e possibilmente lontano dal proprio pianerottolo.
8) Mostrare disagio davanti alla bandiera italiana, sospetto verso le forze dell’ordine e orticaria immediata alla parola “Patria”. Consentita la parola “Paese”, ma solo se preceduta da “questo povero”.
9) Rivendicare con forza lo Stato laico: niente crocifissi, presepi o simboli cristiani negli edifici pubblici. Naturalmente, negli stessi edifici, vanno previsti spazi di preghiera per i musulmani, perché la laicità è una cosa seria ma elastica.
10) Combattere senza tregua la cultura patriarcale, salvo poi spiegare che certi comportamenti (es. bastonare la moglie), se provengono da culture non occidentali, vanno “contestualizzati”. La donna è sacra, ma il relativismo culturale pure.
11) Odiare gli ebrei e aggredire chiunque esponga la stella di David o porti la kippah
Se qualcuno fa presente che erano i fascisti e i nazisti a odiare gli ebrei rispondere con un generico "gne, gne, gne".
12) Dichiararsi democratici e antifascisti.
sempre, soprattutto quando si chiede di escludere qualcuno da una fiera, da un dibattito o da uno spazio pubblico perché non sufficientemente antifascista.
Superate le prove, il candidato riceverà il Patentino Antifascista provvisorio, valido sei mesi e rinnovabile previa partecipazione ad almeno una marcia, due indignazioni collettive e tre post contro il fascismo immaginario.
Il documento non dà diritto alla verità, ma garantisce l’accesso immediato alla superiorità morale permanente.