Studio Legale Filipponi & Giampietro - Avvocati Giuslavoristi

  • Casa
  • Italia
  • Teramo
  • Studio Legale Filipponi & Giampietro - Avvocati Giuslavoristi

Studio Legale Filipponi & Giampietro - Avvocati Giuslavoristi Lo Studio offre una gamma completa di servizi e consulenza legale ed è rinomato per le proprie comp

Le sedi principali sono a Teramo e a Foggia, ma lo Studio opera su tutto il territorio nazionale, garantendo alla propria clientela il massimo della professionalità e i più elevati standard qualitativi, senza tuttavia rinunciare al rapporto umano e fiduciario con i propri clienti e cercando di fornire le soluzioni più immediate e adeguate alle necessità concrete. Grazie a moderni strumenti tecnolo

gici ed in collegamento con le principali banche dati giuridiche, lo Studio può offrire sempre una pronta ed efficace assistenza legale nell’interesse dei propri clienti, sia in sede stragiudiziale sia in sede contenziosa. Un team di professionisti collabora in via continuativa e da vicino con lo Studio offrendo alla propria clientela, oltre all’assistenza legale sia in ambito civile sia in ambito penale, anche quella fiscale e contabile, grazie all’ausilio di commercialisti e consulenti fiscali cosicché si possa usufruire di un ventaglio di servizi a 360 gradi. Lo Studio offre inoltre ai propri clienti la possibilità di intrattenere riunioni e video conferenze da remoto, senza il disagio di recarsi presso le proprie sedi ma riuscendo comunque a garantire un rapporto diretto con i professionisti. Il costante impegno ed il continuo aggiornamento, l’estrema professionalità e la dedizione dei professionisti fanno sì che lo Studio rappresenti una realtà moderna ed efficace, così da essere il punto di riferimento della propria clientela per ogni questione legale, fornendo loro risposte processuali competenti, immediate ed adeguate.
---------------------------------------------
Studio Legale FILIPPONI & GIAMPIETRO
· Sede di TERAMO: Via Alfonso Gasbarrini, 20
· Sede di FOGGIA: Viale XXIV Maggio, 1
Telefono: 0861 21.07.31 (r.a.) Email: [email protected]
---------------------------------------------

Ultimamente stai ricevendo continue chiamate da numeri di call center automatici? Una soluzione c'è!Ecco come dire addio...
27/07/2022

Ultimamente stai ricevendo continue chiamate da numeri di call center automatici? Una soluzione c'è!
Ecco come dire addio alle chiamate dei call center.

Da oggi, 27 luglio, sarà possibile iscrivere il proprio numero di cellulare nel Registro Pubblico delle Opposizioni, revocando così il consenso a ricevere telefonate pubblicitarie non desiderate, così come da Decreto 26/2022 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 13 aprile che estende il diritto a non ricevere telefonate dai call center anche alla telefonia mobile, possibilità già prevista per la telefonia fissa che, a dirla tutta, ha funzionato in modo relativo.

Le aziende di telemarketing e di vendita che non si adegueranno rischiano multe fino al 4% del fatturato e fino a 20 milioni di euro.

Il registro pubblico delle opposizioni è un servizio gratuito voluto dal Ministero dello Sviluppo economico tramite il quale l’utente può chiedere che il proprio numero di telefono fisso e mobile vengano protetti al fine di non ricevere telefonate che non ha autorizzato.

Succede spesso che, aderendo a servizi online e offline, si conceda anche in modo involontario il diritto a terzi di contattarci per finalità di marketing. Può accadere quando firmiamo un contratto o quando, iscrivendoci a un sito web, concediamo autorizzazioni senza averle lette per esteso (non lo fa nessuno).

Per iscriversi è sufficiente visitare l’apposito sito https://registrodelleopposizioni.it/, in alternativa l’iscrizione può essere fatta tramite telefono al numero verde 800 265 265 oppure via email all’indirizzo [email protected].

ATTENZIONE: Sta circolando una nuova truffa SMS PosteInfo a cui bisogna prestare attenzione.Il contenuto del messaggio è...
22/02/2022

ATTENZIONE: Sta circolando una nuova truffa SMS PosteInfo a cui bisogna prestare attenzione.

Il contenuto del messaggio è sempre allarmante: si annuncia che un dispositivo non riconosciuto è associato al conto online ed è proprio per questo che si invita l’utente a fare dei controlli e delle verifiche. Naturalmente, come pure in altre occasioni, quanto riferito non proviene da Poste Italiane, ma da truffatori che cercano di sottrarre dati personali agli utenti.

Tramite una tecnica conosciuta come “spoofing” i criminali riescono a inviare il messaggio con lo stesso numero identificativo del servizio di Poste italiane e quindi l'SMS criminale apparirà sotto quelli leciti inviati dal servizio.

Ricorda però che Poste e PostePay non chiedono mai le tue credenziali di accesso e i codici di sicurezza attraverso link inviati via SMS o al telefono, né di installare APP come strumento per la sicurezza, come potete leggere direttamente dal sito di Poste Italiane https://www.poste.it/psd2-e-sicurezza---come-difendersi-dalle-truffe.html

Siamo alle porte del Natale, un Natale particolare, un Natale diverso, ancora una volta...Ci si potrebbe sentire spinti ...
24/12/2021

Siamo alle porte del Natale, un Natale particolare, un Natale diverso, ancora una volta...

Ci si potrebbe sentire spinti in basso, pronti a cedere alle difficoltà della vita, ma qui viene il bello, perché è in questi momenti che viene fuori la nostra vera forza. Superiamo anche questo momento e saremo in grado di superare ogni ostacolo che incontreremo sulla nostra strada.

Noi, per parte nostra, possiamo solo garantirvi che ce la metteremo tutta per farvi riuscire nel vostro proposito di vincere le difficoltà e conquistare la serenità che meritate.

Buon Natale! ❤️

Paola Filipponi, Rodolfo Giampietro

SENTENZA STORICA: CINQUE POSTINE TERAMANE COSTRINGONO ALLA "RESA" L'INPS E LE POSTE... UN CASO CHE FARA' SCUOLASentenza ...
08/04/2021

SENTENZA STORICA: CINQUE POSTINE TERAMANE COSTRINGONO ALLA "RESA" L'INPS E LE POSTE... UN CASO CHE FARA' SCUOLA

Sentenza storica del Tribunale di Teramo, quella maturata nella causa di lavoro che ha visto cinque “postine” teramane, difese dagli avvocati Paola Filipponi e Rodolfo Giampietro, costringere alla resa due colossi come l’inps e le Poste, al termine di un complicatissimo iter giudiziario, durato molti anni.

Raccontiamolo.

La storia, come detto, è quella di cinque dipendenti delle Poste: Flavia Mucciconi, Marina Delle Monache, Patrizia Chicarella, Anna Santucci, Maria Puccitti che hanno tutte lavorato alle dipendenze di Poste Italiane Spa con contratto a tempo determinato trimestrale, presso la filiale di Teramo espletando le mansioni di portalettere nel periodo compreso tra la fine degli anni 90 e gli inizi del decennio successivo.

Le lavoratrici furono assunte, formalmente, con il fine dichiarato di sopperire ad esigenze eccezionali conseguenti alla fase di ristrutturazione degli assetti occupazionali ed in ragione della graduale introduzione dei nuovi processi produttivi, di sperimentazione di nuovi servizi ed in attesa dell’attuazione del progressivo e completo equilibrio sul territorio delle risorse umane, ma in realtà, le lavoratrici furono destinate alla ordinaria attività di portalettere, in sostituzione di personale assente per malattia o infortunio ed a copertura di posto vacante, non essendo in corso alcuna ristrutturazione o rimodulazione degli assetti occupazionali né l'introduzione di nuovi processi produttivi o sperimentazione di nuovi servizi.

Pertanto, le lavoratrici proposero ricorso al Giudice del Lavoro del Tribunale di Teramo, chiedendo che venisse dichiarata la nullità del loro contratto di lavoro e che venisse dichiarata l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Tutte le lavoratrici ottennero sentenze con le quali veniva dichiarata la nullità dei relativi contratti e l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con decorrenza retroattiva, e conseguente condanna di Poste Italiane Spa a ripristinare il rapporto di lavoro e a corrispondere tutte le retribuzioni maturate sino all'effettivo ripristino del rapporto di lavoro.

In ottemperanza alle suddette sentenze, Poste Italiane Spa provvide al pagamento delle retribuzioni dovute alle lavoratrici, per i periodi così come stabiliti nelle rispettive sentenze, versando a favore di ognuna di esse le somme spettanti, al netto ovviamente degli oneri fiscali e previdenziali che ovviamente avrebbe dovuto versare all’Istituto Previdenziale.

Al fine di porre termine alle vertenze, Poste Italiane Spa propose alle lavoratrici la stipula di verbali di conciliazione, con i quali le parti stabilirono: le lavoratrici rinunciavano, tra l’altro, agli effetti giuridici ed economici delle rispettive sentenze di riammissione in servizio, obbligandosi alla restituzione degli “importi complessivamente liquidati dall’Azienda per i periodi non lavorati”; Poste Italiane Spa, da parte sua, procedeva all’assunzione delle lavoratrici ex nunc con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ponendo così fine ai contenziosi. Insomma, sembrava una cosa buona per tutti.

E invece…

A seguito della sottoscrizione dei suddetti verbali di conciliazione tutte le lavoratrici restituirono a Poste Italiane Spa somme in effetti maggiori rispetto a quanto effettivamente ricevuto dalla medesima Società, giacché le somme da restituire erano comprensive anche degli oneri previdenziali che Poste Italiane Spa avrebbe nel frattempo già dovuto versare al competente Istituto Previdenziale Ipost (poi successivamente confluito nell’INPS).

In particolare:
- la sig.ra Chicarella Patrizia si obbligava a restituire la somma di euro 50.818,51, pur avendo in realtà ricevuto la somma netta di euro 42.317,89;
- la sig.ra Delle Monache Marina si obbligava a restituire la somma di euro 149.464,87, pur avendo in realtà ricevuto la somma netta di euro 93.623,30;
- la sig.ra Mucciconi Flavia si obbligava a restituire la somma di euro 111.846,44, pur avendo in realtà ricevuto la somma netta di euro 77.648,15;
- la sig.ra Puccitti Maria si obbligava a restituire la somma di euro 29.825,05, pur avendo in realtà ricevuto la somma netta di euro 21.128,42;
- la sig.ra Santucci Anna si obbligava a restituire la somma di euro 46.790,72, pur avendo in realtà ricevuto la somma netta di euro 37.290,10.

Tuttavia i contributi previdenziali a distanza di molti anni non comparivano nell’estratto conto previdenziale delle singole lavoratrici che in varie occasioni si erano recate presso le locali sedi INPS al fine di accertare l’effettivo versamento dei contributi previdenziali, senza ricevere alcuna risposta certa.

Pertanto le lavoratrici negli anni 2014 e 2016 inoltravano, a mezzo dei propri avvocati (Paola Filipponi e Rodolfo Giampietro) richieste formali sia a Poste Italiane Spa, sia all’INPS senza ricevere mai riscontro alcuno. Perdurando tale situazione di incertezza, nel 2017 reiteravano formalmente a Poste Italiane Spa e all’INPS tali richieste, senza ricevere anche in questo caso alcun riscontro.

Nel 2018 le lavoratrici erano pertanto costrette a rivolgersi all’Autorità Giudiziaria al fine di accertare se effettivamente Poste Italiane Spa avesse o meno provveduto al versamento dei contributi previdenziali loro spettanti.

Peraltro, tale situazione di incertezza e grave confusione aveva comportato l’impossibilità, per le stesse di poter fruire di agevolazioni su prestazioni sanitarie nonché la difficoltà ad ottenere mutui e/o prestiti da parte degli Istituti di Credito o Società Finanziarie, non risultando in busta paga l’esatta anzianità contributiva; inoltre, ciò aveva impedito alle lavoratrici di rendersi effettivamente conto della necessità e/o convenienza di aderire ai Fondi di Previdenza Complementare.

I verbali di conciliazione a mezzo dei quali le lavoratrici si erano obbligate alla restituzione delle somme ivi indicate, al lordo della contribuzione previdenziale e dunque in misura addirittura superiore a quanto ricevuto dal Poste Italiane, presumevano implicitamente che Poste Italiane Spa avesse regolarmente provveduto al proprio obbligo contributivo nei confronti dell’Ente Previdenziale.

In mancanza, la pretesa di Poste italiane Spa di farsi restituire dalle lavoratrici somme maggiori rispetto a quelle precedentemente versate loro in ottemperanza delle sopra menzionate sentenze di riammissione in servizio, avrebbe costituito un ingiustificato ed illegittimo indebito arricchimento per la Società.

Nel giudizio si costituiva solo l’INPS il quale, in questa sede, per la prima volta, dichiarava in maniera certa e formale che i contributi non erano mai stati versati da Poste Italiane Spa.
Va anche rilevato come l’Inps abbia preferito costituirsi in giudizio, con dispendio di denaro pubblico e professionalità interne, quando sarebbe bastato dichiarare da subito con una semplicissima mail che i contributi non erano stati versati!
Poste italiane, invece, riteneva di non costituirsi e di non comparire (ovviamente ci sarebbe voluta una bella faccia tosta a dichiarare candidamente di aver incamerato il denaro destinato ai contributi delle lavoratrici!!)

Il Giudice del tribunale di Teramo, dottoressa Daniela Matalucci, con una sentenza innovativa,di cui non si riscontrano analoghi precedenti, ha riconosciuto il diritto di tutte le lavoratrici a vedersi restituire le somme destinate alla contribuzione previdenziale che Poste Italiane aveva indebitamente trattenuto per sé,procurandosi in tal modo un indebito arricchimento. Poiché Poste Italiane ha trattenuto indebitamente a migliaia di lavoratori (tutti quelli che all’epoca stipularono gli accordi di transazione) le somme destinate alla contribuzione previdenziale, altri lavoratori sono in procinto di iniziare analoghe vertenze per il recupero delle somme loro spettanti.

Auguri per una Pasqua di pace e serenità.
03/04/2021

Auguri per una Pasqua di pace e serenità.

Legge di Bilancio 2021 e Decreto "Milleproroghe" noi siamo pronti!
26/03/2021

Legge di Bilancio 2021 e Decreto "Milleproroghe" noi siamo pronti!

Poste Italiane e l'uso "distorto" dei contratti a tempo determinato.
11/02/2021

Poste Italiane e l'uso "distorto" dei contratti a tempo determinato.

Contratto a tempo determinato. Il metodo Poste Italiane Ottieni link Facebook Twitter Pinterest Email Altre app febbraio 11, 2021 Il contratto a tempo determinato è un contratto di lavoro subordinato che prevede una durata prestabilita.L'apposizione del termine deve risultare da atto scritto; in ma...

01/01/2021
31/12/2020
Auguri di ❤️
24/12/2020

Auguri di ❤️

22/12/2020

Mancano soltanto 3 giorni
al Santo Natale!

Indirizzo

Via Alfonso Gasbarrini, 20
Teramo
64100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:30

Telefono

+390861210731

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio Legale Filipponi & Giampietro - Avvocati Giuslavoristi pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Studio Legale Filipponi & Giampietro - Avvocati Giuslavoristi:

Condividi

Digitare