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🔴 Cassazione: la retribuzione nel periodo feriale non deve essere identica a quella percepita durante le giornate lavora...
21/06/2026

🔴 Cassazione: la retribuzione nel periodo feriale non deve essere identica a quella percepita durante le giornate lavorative 🔴

Il punto centrale della decisione è che l’esclusione di alcune voci retributive non comporta automaticamente una violazione del diritto alle ferie retribuite.

Secondo i giudici, occorre verificare in concreto se la riduzione economica sia tale da avere un effetto dissuasivo, cioè da scoraggiare il lavoratore dal fruire delle ferie.

Nel caso esaminato, la mancata inclusione di alcune indennità incideva per il 3,37% della retribuzione annua lorda: una differenza ritenuta insufficiente per integrare un effetto deterrente.

Corte di Cassazione, ordinanza n. 18529/2026

🔴 Cassazione: la retribuzione nel periodo feriale non deve essere identica a quella percepita durante le giornate lavorative 🔴 Il punto centrale della decisione è che l’esclusione di alcune voci retributive non comporta automaticamente una violazione del diritto alle ferie retribuite. Secon...

🔴 Il dipendente caregiver va sempre esonerato dal lavoro notturno 🔴Lo ribadisce la Corte di Cassazione con l'ordinanza n...
20/06/2026

🔴 Il dipendente caregiver va sempre esonerato dal lavoro notturno 🔴

Lo ribadisce la Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20229/2026, chiarendo che la tutela prevista dalla legge non è limitata ai soli casi di handicap grave.

- Conta il ruolo di assistenza continuativa svolto dal lavoratore.

- Non è richiesto che la persona assistita sia riconosciuta in situazione di gravità ai sensi della Legge 104.

La decisione rafforza la protezione dei caregiver e valorizza la finalità inclusiva della normativa.

🔴 Il dipendente caregiver va sempre esonerato dal lavoro notturno 🔴 Lo ribadisce la Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20229/2026, chiarendo che la tutela prevista dalla legge non è limitata ai soli casi di handicap grave. - Conta il ruolo di assistenza continuativa svolto dal lavoratore....

🔴 I figli non sono legittimati ad opporsi alle nozze del padre ritenuto incapace di intendere e di volere 🔴In ragione de...
16/06/2026

🔴 I figli non sono legittimati ad opporsi alle nozze del padre ritenuto incapace di intendere e di volere 🔴

In ragione del fatto che in un ordinamento come il nostro, nel quale il principio di libertà matrimoniale assume crescente centralità, la funzione dell’opposizione preventiva al matrimonio è solo quella di garantire l’ordine matrimoniale impedendo la celebrazione di matrimoni contra legem, e non anche quella di tutelare interessi individuali, non è irragionevole l’esclusione dei figli dal novero dei soggetti legittimati a proporre opposizione al matrimonio, né può accedersi ad una interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 102 c.c. che riconosca anche ad essi la legittimazione ad agire, spettante, in ultima battuta, al Pubblico Ministero.

Vieppiù, il meccanismo di controllo pubblico preventivo previsto dall’art. 102 c.c. è finalizzato a fare valere una causa che osti alla sua celebrazione, in riferimento alle condizioni indicate dagli artt. 84-90 c.c., ovvero a circostanze oggettive e tipizzate, agevolmente verificabili prima della celebrazione a tutela di interessi pubblici o di ordine sociale, non rientrando, tra i predetti impedimenti, cause di nullità o di annullamento che attengano ai vizi della volontà o a incapacità naturali che, per loro natura, possono essere fatte valere solo mediante impugnazione successiva del matrimonio e, come tali, risultano incompatibili con la struttura del controllo preventivo.

Trib. Palermo, decr. del 3 giugno 2026

🔴 I figli non sono legittimati ad opporsi alle nozze del padre ritenuto incapace di intendere e di volere 🔴 In ragione del fatto che in un ordinamento come il nostro, nel quale il principio di libertà matrimoniale assume crescente centralità, la funzione dell’opposizione preventiva al matr...

🔴 Il coniuge separato senza addebito conserva il diritto di abitazione sulla casa familiare se l’immobile mantiene un co...
13/06/2026

🔴 Il coniuge separato senza addebito conserva il diritto di abitazione sulla casa familiare se l’immobile mantiene un collegamento con la destinazione familiare 🔴

In tema di successione del coniuge superstite, i diritti di abitazione e di uso sulla casa adibita a residenza familiare, previsti dall’art. 540, comma 2, c.c., spettano anche al coniuge separato senza addebito, in forza dell’art. 548 c.c., salvo che, dopo la separazione, l’immobile sia stato abbandonato da entrambi i coniugi o abbia comunque perduto ogni collegamento, anche solo parziale o potenziale, con l’originaria destinazione familiare. Ne consegue che non può escludersi in via automatica l’operatività del legato ex lege per il solo fatto della separazione personale, né può qualificarsi senz’altro come possesso di beni ereditari, rilevante ai fini dell’art. 485 c.c., la relazione materiale instaurata o mantenuta dal coniuge superstite con l’immobile, occorrendo invece un accertamento in concreto sulla perdurante destinazione familiare della casa e sulla natura del possesso esercitato.

Cass. Civ., Sez. II, sent. 4 giugno 2026 n. 18000.

🔴 Il coniuge separato senza addebito conserva il diritto di abitazione sulla casa familiare se l’immobile mantiene un collegamento con la destinazione familiare 🔴 In tema di successione del coniuge superstite, i diritti di abitazione e di uso sulla casa adibita a residenza familiare, previst...

🔴 No all’assegno divorzile qualora la sussistenza di una significativa disparità di trattamento tra i coniugi non sia ri...
06/06/2026

🔴 No all’assegno divorzile qualora la sussistenza di una significativa disparità di trattamento tra i coniugi non sia riconducibile al sacrificio delle aspettative di lavoro o a rinunce del richiedente 🔴

Il riconoscimento dell'assegno divorzile in funzione perequativo-compensativa non si fonda sul fatto, in sé, che uno degli ex coniugi si sia dedicato prevalentemente alle cure della casa e dei figli, né sull'esistenza in sé di uno squilibrio reddituale tra le parti, essendo invece necessaria un'indagine sulle ragioni e sulle conseguenze della scelta, seppure condivisa, del richiedente l'assegno, di dedicarsi prevalentemente all'attività familiare, la quale assume rilievo nei limiti in cui comporti sacrifici di aspettative professionali e reddituali, della cui prova è onerato il coniuge economicamente debole.

Cass. sez. I civ. ord. 27 maggio 2026, n. 16638.

🔴 No all’assegno divorzile qualora la sussistenza di una significativa disparità di trattamento tra i coniugi non sia riconducibile al sacrificio delle aspettative di lavoro o a rinunce del richiedente 🔴 Il riconoscimento dell'assegno divorzile in funzione perequativo-compensativa non si fo...

🔴 Revoca dell'assegno divorzile per rifiuto ingiustificato di concreta offerta di lavoro 🔴In tema di revisione dell'asse...
03/06/2026

🔴 Revoca dell'assegno divorzile per rifiuto ingiustificato di concreta offerta di lavoro 🔴

In tema di revisione dell'assegno divorzile ai sensi dell'art. 9 della L. n. 898/1970, integra giustificato motivo sopravvenuto anche il rifiuto ingiustificato, da parte dell'ex coniuge beneficiario, di una concreta e circostanziata offerta di lavoro, quando tale condotta, valutata in chiave prognostica, sia idonea a incidere sulle condizioni economico-patrimoniali delle parti e a imporre una nuova comparazione dei presupposti dell'assegno. In presenza di giovane età, buono stato di salute, capacità lavorativa non contestata e assenza di specifici impedimenti all'occupazione, la revoca dell'assegno non costituisce rivalutazione delle condizioni originarie, ma legittimo effetto di un fatto nuovo sopravvenuto. Restano inammissibili in cassazione le censure dirette a sollecitare una diversa lettura del materiale probatorio, specie in ordine all'attendibilità della prova testimoniale.

Cass. Civ., Sez. I, ord. 22 maggio 2026 n. 15650.

🔴 Revoca dell'assegno divorzile per rifiuto ingiustificato di concreta offerta di lavoro 🔴 In tema di revisione dell'assegno divorzile ai sensi dell'art. 9 della L. n. 898/1970, integra giustificato motivo sopravvenuto anche il rifiuto ingiustificato, da parte dell'ex coniuge beneficiario, di ...

🔴 Licenziamento illegittimo per controlli video senza “fondato motivo” 🔴L’installazione delle telecamere era avvenuta se...
28/05/2026

🔴 Licenziamento illegittimo per controlli video senza “fondato motivo” 🔴

L’installazione delle telecamere era avvenuta senza accordo sindacale né autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro e in assenza di un “fondato sospetto” di illeciti specifici, condizione necessaria - secondo la giurisprudenza - per i cosiddetti “controlli difensivi”

Il licenziamento si considera illegittimo se le riprese video sul posto di lavoro vengono eseguite senza una reale necessità probatoria. Questo il principio espresso dalla Cassazione con ordinanza n. 16214/26.

🔴 Licenziamento illegittimo per controlli video senza “fondato motivo” 🔴 L’installazione delle telecamere era avvenuta senza accordo sindacale né autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro e in assenza di un “fondato sospetto” di illeciti specifici, condizione necessaria - secondo...

🔴 Post offensivi su Facebook: legittimo il licenziamento 🔴In tema di licenziamento disciplinare, la pubblicazione sui so...
21/05/2026

🔴 Post offensivi su Facebook: legittimo il licenziamento 🔴

In tema di licenziamento disciplinare, la pubblicazione sui social network di espressioni offensive e denigratorie nei confronti del datore di lavoro integra giusta causa di recesso quando le condotte, valutate complessivamente, superano i limiti del diritto di critica (verità, continenza e pertinenza) e risultano idonee a ledere il vincolo fiduciario, soprattutto se reiterate, non rimosse nonostante ordini dell'autorità o del datore e accompagnate da recidiva disciplinare: in tali casi la sanzione espulsiva è proporzionata. La Corte di cassazione (ordinanza n. 14165/ 26)
ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare di un lavoratore che aveva pubblicato, in modo continuo, commenti e post ritenuti offensivi e denigratori nei confronti del datore di lavoro su Facebook.

🔴 Post offensivi su Facebook: legittimo il licenziamento 🔴 In tema di licenziamento disciplinare, la pubblicazione sui social network di espressioni offensive e denigratorie nei confronti del datore di lavoro integra giusta causa di recesso quando le condotte, valutate complessivamente, supera...

🔴 Cassazione: è valido il licenziamento comunicato al lavoratore via mail ordinaria? 🔴La modalità con cui è trasmessa la...
20/05/2026

🔴 Cassazione: è valido il licenziamento comunicato al lavoratore via mail ordinaria? 🔴

La modalità con cui è trasmessa la comunicazione del recesso datoriale “in mancanza di espressa previsione del CCNL non può mai incidere sulla validità del licenziamento inteso quale negozio giuridico unilaterale formato per iscritto”.

È il principio sottolineato dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13731/2026 con cui è rigettato il ricorso del lavoratore, tra le altre cose, chiedeva la nullità del provvedimento perché comunicato con mail ordinaria.

I giudici, nell’esprimersi, rimarcano che in assenza di previsioni indicate dal CCNL, la validità del licenziamento è disciplinata dall’articolo 2 della Legge 604/1966, che prevede unicamente la necessaria forma scritta.

🔴 Cassazione: è valido il licenziamento comunicato al lavoratore via mail ordinaria? 🔴 La modalità con cui è trasmessa la comunicazione del recesso datoriale “in mancanza di espressa previsione del CCNL non può mai incidere sulla validità del licenziamento inteso quale negozio giuridico...

🔴 Le attribuzioni di denaro tra coniugi in sede di separazione consensuale non costituiscono donazioni 🔴Le attribuzioni ...
19/05/2026

🔴 Le attribuzioni di denaro tra coniugi in sede di separazione consensuale non costituiscono donazioni 🔴

Le attribuzioni patrimoniali effettuate da un coniuge in favore dell'altro in sede di separazione consensuale sfuggono alle connotazioni classiche dell'atto di "donazione" vero e proprio (tipicamente estraneo, di per sé, ad un contesto - quello della separazione personale - caratterizzato dalla dissoluzione delle ragioni della convivenza materiale e morale), e a quello di un atto di vendita (attesa l'assenza di un prezzo corrisposto). Tali accordi, infatti, rispondono, di norma, ad un più specifico spirito di regolazione dei rapporti tra coniugi, il quale svela una sua tipicità propria, estranea alle caratteristiche classiche della donazione, trattandosi piuttosto di negozi a causa familiare, con funzione solutoria/compensativa/perequativa, senza sussunzione alcuna nel genus "donazione", nemmeno di carattere indiretto, per difetto di animus donandi.

Peraltro, le condotte rilevanti ai fini dell'art. 801 c.c. devono essere non solo idonee a colpire la sfera morale e spirituale del donante in modo diretto ed esplicito, con modalità di gravità e potenzialità offensiva oggettiva, bensì anche sorrette dall'animus iniurandi, ossia dalla consapevole ed inequivoca volontà del donatario di offendere il donante, nella fattispecie non sussistente e non provata.

Tribunale di Vicenza, sent. 29 aprile 2026.

🔴 Le attribuzioni di denaro tra coniugi in sede di separazione consensuale non costituiscono donazioni 🔴 Le attribuzioni patrimoniali effettuate da un coniuge in favore dell'altro in sede di separazione consensuale sfuggono alle connotazioni classiche dell'atto di "donazione" vero e proprio (t...

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