Studio Legale DI MAURO - Avv. Donato Di Mauro

Studio Legale DI MAURO - Avv. Donato Di Mauro CHIUSO PER CESSATA ATTIVITA'
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Donato Di Mauro

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Lo STUDIO LEGALE DI MAURO [fondato dall'Avv. Donato DI Mauro, iscritto all'Albo degli Avvocati di Siracusa dal 1985] è abilitato al patrocinio dinanzi le giurisdizi

oni superiori. Lo STUDIO può fornire assistenza sia in Italia che in Europa disponendo di una vasta rete di domiciliazioni presso le regioni d’Italia e avvalendosi della collaborazione di studi legali situati in diversi Paesi. E' in grado di offrire a imprese, privati ed avvocati che necessitano di servizi legali in Italia, corrispondenza nella loro lingua, collaborazioni, consulenze, domiciliazioni ed attività di difesa tecnica innanzi a tutte le giurisdizioni italiane in ogni parte d'Italia. Lo STUDIO opera nelle aree del
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Diritto PENALE
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Diritto Matrimoniale : Separazioni di coniugi e divorzi
Successioni ereditarie legittime e testamentarie
Tutela delle proprietà, servitù, possesso - Obbligazioni e responsabilità contrattuali
Locazioni di immobili e relative obbligazioni - Condominio negli edifici ed azioni condominiali
Infortunistica stradale - Incidentistica
TUTELA e RECUPERO dei CREDITI
DIRITTO COMMERCIALE E SOCIETARIO - CORPORATE GOVERNANCE
PROCEDIMENTI PRESSO LE "AUTHORITIES"
LEGISLAZIONE E DIRITTO PENALE DELL'INFORMATICA
Diritto Penale Tributario - Diritto Penale Commerciale e Fallimentare -- Diritto Penale dell'Edilizia
PROCEDIMENTI PENALI PRESSO TRIBUNALI MILITARI - PROCEDIMENTI DISCIPLINARI PRESSO AUTORITA' MILITARI
REDAZIONE ED ESECUZIONE DI TUTTI I CONTRATTI
TUTELA DELLA SALUTE E DELLA LIBERTA' DI CURA
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Le attività di natura tecnica sono espletate da diverse strutture specializzate collegate con lo Studio. Lo Studio Legale DI MAURO unisce le competenze professionali tipiche di uno studio legale a quelle specialistiche. Le attività dello STUDIO, al fine di garantire la soddisfazione dei clienti, sono informate ai principi della professionalità, specializzazione, efficienza, flessibilità, attenzione alle esigenze reali del cliente, gestione adeguata della comunicazione. La accettazione di ogni incarico è predeceduta da una scrupolosa rilevazione delle aspettative reali, concrete ed operative del cliente e dalla attenta e concreta verifica della loro compatibilità con le risorse professionali presenti nello Studio. Lo STUDIO fornisce al cliente una informazione puntuale e tempestiva sulle modalità di assolvimento dell'incarico, le indicazioni della strategia processuale, lo stato di attuazione ed i risultati ottenuti. Lo STUDIO può espletare la propria attività legale anche via e-mail o con sistemi di comunicazioni in tempo reale avvalendosi dei softwer più moderni o effettuare connessioni in videoconferenza.

Al vaglio del giudice la musica in condominio: il suono di un pianoforte, per esempio, costituisce un'immissione vietata...
28/12/2023

Al vaglio del giudice la musica in condominio: il suono di un pianoforte, per esempio, costituisce un'immissione vietata, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 844 c.c., anche se risulta contenuto nei livelli di accettabilità stabiliti dalle leggi speciali e dai relativi regolamenti di attuazione. Il giudice civile può ritenere, infatti, che anche il suono che rispetti tali limiti debba comunque considerarsi illegittimo, ove lo stesso sia di disturbo ai vicini, tenuto conto di tutte le circostanze del caso concreto. Questo il principio espresso dalla Corte di cassazione, seconda sezione civile, nella sentenza n. 33966, depositata lo scorso 5 dicembre 2023.

Al vaglio del giudice la musica che disturba i vicini. Anche se proviene da un pianoforte ed è entro i limiti di legge. Caso per caso, si devono...

Pene detentive brevi, sanzioni sprint: con la riforma del processo penale le sanzioni che sostituiscono le pene detentiv...
16/02/2023

Pene detentive brevi, sanzioni sprint: con la riforma del processo penale le sanzioni che sostituiscono le pene detentive brevi sono comminate direttamente dal giudice della cognizione, all'esito di un'udienza di sentencing. Si tratta di semilibertà; detenzione domiciliare; lavoro di pubblica utilità; pena pecuniaria. Il tutto entro termini sicuramente più vicini ai fatti per i quali si procede. Arriva da Milano lo schema operativo per attuare il nuovo modello - che indica adempimenti, documenti e prescrizioni standard - sottoscritto dalla Corte d'appello, dagli altri uffici giudiziari, dagli avvocati e dall'ufficio esecuzione penale esterna, protagonista della sfida. La pena sostitutiva è concordata: spetta al difensore produrre atti completi per agevolare l'istruttoria preliminare, evitando la seconda udienza di sentencing e il programma preventivo dell'Uepe, il cui intervento anticipato resta indispensabile solo per la semilibertà.

Pene detentive brevi, sanzioni sprint: con la riforma del processo penale le sanzioni che sostituiscono le pene detentive brevi sono comminate...

‘Col nuovo rito della riforma Cartabia si può proporre contestualmente la domanda di separazione giudiziale e di divorzi...
26/01/2023

‘Col nuovo rito della riforma Cartabia si può proporre contestualmente la domanda di separazione giudiziale e di divorzio contenzioso: un solo procedimento, con unico rito davanti a un solo giudice. Cambiano le regole: nei procedimenti per la crisi familiare gli atti introduttivi devono già contenere l'allegazione completa di fatti e mezzi di prova. E l'udienza di comparizione, convocata entro novanta giorni dal ricorso, può concludersi con la definizione dell'intera causa. In casi di emergenza il giudice adotta provvedimenti necessari nell'interesse dei figli, che in generale dovranno essere sempre ascoltati. Per aiutare il magistrato a decidere su affido, collocamento e diritto di visita, mamma e papà devono tracciare un quadro delle attività quotidiane che impegnano i minori. E i due rischiano la sanzione se accettano, ma poi non rispettano, il piano genitoriale proposto dal giudice. Così come rischia di pagare un risarcimento la parte che mente sulle proprie condizioni economiche per risparmiare sull'assegno, quando c'è la richiesta di un contributo economico o in presenza di figli minori. Sono le novità che entreranno in vigore il 28 febbraio prossimo con i nuovi giudizi di separazione e divorzio, descritte nel capitolo ad hoc contenuto nella «rassegna delle relazioni sulle novità normative della riforma Cartabia su diritto e procedura civile», pubblicata dal massimario della Cassazione. Entro il 2024, intanto, entrerà a regime il tribunale della famiglia con la soppressione di quello per i minori’
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Col nuovo rito della riforma Cartabia si può proporre contestualmente la domanda di separazione giudiziale e di divorzio contenzioso: un solo...

Corte di cassazione -  ordinanza n. 29323, pubblicata lo scorso 7 ottobre 2022L'esposizione in bacheca di documentazione...
21/11/2022

Corte di cassazione - ordinanza n. 29323, pubblicata lo scorso 7 ottobre 2022
L'esposizione in bacheca di documentazione dalla quale possa ricavarsi il nominativo dei condomini morosi è da ritenersi vietata ed espone l'autore al risarcimento dei danni per indebita diffusione dei dati personali, perché in tal modo le informazioni possono ve**re a conoscenza dei soggetti terzi che transitano nelle parti comuni (fornitori, parenti e amici dei condomini, ecc.). E i danni risarcibili sono anche quelli non patrimoniali, potendosi quindi ricorrere alla prova presuntiva e alla liquidazione equitativa del pregiudizio subito. Questo vuol dire che il danneggiato può limitarsi a provare il fatto materiale e ad allegare altri elementi dai quali desumere il danno patito.
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Scatta il risarcimento danni per indebita diffusione dei dati personali se si espone nell'atrio del palazzo la documentazione dalla quale possa ricavarsi...

Vanno inclusi gli spazi necessari tanto alla sosta quanto alla manovra e all’accesso dei veicoli. E dunque per i postegg...
07/11/2022

Vanno inclusi gli spazi necessari tanto alla sosta quanto alla manovra e all’accesso dei veicoli. E dunque per i posteggi disciplinati dalla cosiddetta legge Tognoli, nel rapporto necessario fra le superfici destinate a posti auto pertinenziali e cubature riservate ad abitazioni, uffici e negozi, il calcolo deve avve**re al lordo e non al netto, per esempio, dei corridoi carrabili per accedere ad aree di sosta, box e garage. L’intervento dei giudici di legittimità

Vanno inclusi gli spazi necessari tanto alla sosta quanto alla manovra e all’accesso dei veicoli. E dunque per i posteggi disciplinati dalla cosiddetta...

28/08/2022

STALKING, FEMMINICIDIO E L’ILLUSIONE SALVIFICA DELLA GIUSTIZIA PENALE

Il Procuratore della Repubblica di Bologna, Giuseppe Amato, è notoriamente un magistrato serio, equilibrato e rispettoso delle regole del processo. La sua intervista al Corsera (venerdì 26 agosto) merita dunque attenzione, e sollecita utili riflessioni sul fenomeno degli stalkers che infine, e spesso inopinatamente, si trasformano in brutali assassini delle vittime della loro persecuzione.
Più in generale, è utile riflettere su ciò che sia ragionevolmente legittimo attendersi dalla legge penale e dalla sua applicazione in funzione di prevenzione del crimine.
Il Procuratore Amato risponde alle accuse di “malagiustizia” avanzate dai familiari della vittima, una signora brutalmente assassinata a martellate dal suo compagno, ossessionato -a quanto leggiamo- da una gelosia patologica. L’accusa è chiara: la macchina giudiziaria si è mossa tardi e male, quell’omicidio poteva e doveva essere evitato posto che la sventurata vittima aveva denunciato il compagno per le sue condotte persecutorie appena un mese prima.
Il dolore dei familiari delle vittime e la loro legittima aspettativa di giustizia meritano rispetto e concreta tutela. Ma è altrettanto legittima l’aspettativa che tutti i cittadini, perfino quelli colpiti da tragedie così orrende, sappiano misurarsi con i limiti invalicabili della ragionevolezza, prima ancora che con la comprensione delle regole che governano la repressione dei fenomeni criminali.
Il dottor Amato dice, con onestà intellettuale e senza indulgere in ipocrisie, una verità molto semplice, con la quale è bene che il dibattito che già si sta scatenando sulla vicenda faccia i conti con eguale onestà intellettuale. La querela per stalking non segnalava atti di violenza o minacce la cui natura consentisse di preconizzare esiti così drammatici. Se questo è vero -e non dubito che lo sia- occorre trarne le debite conseguenze. Se una donna denuncia atti persecutori (in questo caso, a quanto pare, telefonate ossessive di controllo a lei ed ai familiari, pretese di screen shot della messagistica, fino ad un distacco della corrente per sorprenderla nel portone di casa) mai connotate da indici apprezzabili di violenza fisica o almeno di minaccia alla integrità fisica della vittima secondo la stessa narrazione di quest’ultima, è del tutto ovvio che la reazione della macchina giudiziaria sia proporzionata alla natura delle condotte denunziate. La ottusa, proterva idea proprietaria coltivata purtroppo diffusamente nei confronti di mogli e compagne si traduce troppo spesso in condotte persecutorie di tipo ossessivo, di sicura rilevanza penale perché idonee a stravolgere la vita e la libertà morale della vittima in modo anche più devastante della pur odiosa violenza fisica, e merita punizioni adeguatamente proporzionate alla straordinaria gravità del fatto. Ma la ragionevole prevedibilità di un esito omicidiario, e dunque l’impegno investigativo e cautelare che quella prevedibilità certamente esige, è tutta un’altra storia. A tragedia consumata, dice con chiarezza il Procuratore Amato, sono tutti bravi a dire che essa andasse prevenuta. Ma immaginare che per ciascuna delle migliaia di denunce per stalking possa seguire una reazione del sistema giudiziario idoneo a preve**re esiti omicidiari (per fortuna percentualmente marginali, come è ovvio) è semplicemente una insensata illusione. La prevenzione (che peraltro, ahinoi, non potrà comunque mai assicurare con certezza la salvezza della vittima di una ossessione patologica) deve essere garantita dal sistema quando il fatto denunciato prospetti, con adeguati e consistenti riscontri indiziari, fatti e condotte del carnefice che facciano ragionevolmente temere o addirittura prevedere la precipitosa evoluzione della persecuzione in omicidio o comunque in attentato alla vita ed alla integrità fisica della vittima. Naturalmente, la “ragionevole prevedibilità” non è una unità di misura oggettiva, come il metro del sarto. Da quando l’uomo ragiona di queste drammatiche difficoltà della funzione giudicante, si indica non a caso, come dicevano i latini, l’“id quod plerumque accidit”, cioè il criterio del “ciò che accade nella maggior parte dei casi”.
I comportamenti, certamente odiosi ed inaccettabili, di un uomo che secondo la stessa denunzia non aveva però mai tradotto la persecuzione della sua vittima in atti di violenza o di minaccia alla vita o alla integrità fisica, rendevano prevedibile l’esito omicidiario? La risposta non va trovata nel dolore incommensurabile dei familiari della vittima, o nella nostra civile indignazione, o peggio ancora in convincimenti di natura culturale o ideologica; ma in quella antica regola di razionalità e di civiltà non a caso sopravvissuta attraverso i secoli nella esperienza giudiziaria di noi esseri umani. Ed è piuttosto di questo quotidiano nostro allontanarci da quella misura di giudizio, di questa sempre più incontenibile pretesa di scardinarla in nome del dolore e della indignazione, che dovremmo molto seriamente discutere, e con il dovuto allarme.

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