30/01/2023
Alienazione parentale: che cos'è e cosa comporta
L’alienazione parentale o alienazione genitoriale, è un fenomeno che può verificarsi in caso di separazioni conflittuali.
Si verifica quando un figlio minore, senza motivo plausibile, rifiuta di incontrare uno dei genitori con cui non vive abitualmente, accompagnando spesso il rifiuto con comportamenti denigratori nei confronti del genitore respinto.
Condotte come il mancato rispetto delle visite programmate dal Giudice, frasi denigratorie, insulti o false accuse di violenze o trascuratezza, possono essere alcuni degli esempi che il genitore "alienante", in alcuni casi convinto erroneamente di agire nel miglior interesse del figlio, utilizza per allontanare il minore creando una realtà distorta agli occhi del bambino o del ragazzo che, a questo punto, di sua volontà sviluppa il rifiuto di avere contatti di qualsiasi tipo con l'altro genitore.
L'alienazione parentale è molto rischiosa per i minori.
Dal punto di vista psicologico può creare danni enormi ed è per questo che viene considerato un reato perseguibile per legge.
Il genitore alienante può subire delle conseguenze sia civili che penali:
Civili: in caso di alienazione parentale il genitore che viola l'affidamento condivido può ricevere un ammonimento, può essere sanzionato, può essere condannato ad un risarcimento e, non da ultimo, gli può anche essere tolto l'affidamento;
Penali: l'alienante può essere querelato e condannato secondo i termini previsti dalla legge.
In conclusione, l’alienazione parentale non è una patologia o una malattia psicologica del bambino o dell’adulto, ma è conseguenza di un rapporto disfunzionale tra i membri della famiglia separata è, dunque, un disturbo della relazione dovuto ad una situazione creata da uno dei membri della famiglia che dovrebbe, al contrario, tutelare l'integrità fisica e morale del minore.