08/09/2026
I tecnici e i dirigenti della radio insistettero per non interrompere bruscamente il programma musicale in onda, attendendo il momento logistico corretto per l'interruzione.
8 settembre 1943
Ore 19:00 – Pietro Badoglio si reca fisicamente e in tutta fretta presso la sede dell'EIAR (la radio di Stato dell'epoca) in via Asiago a Roma per registrare il comunicato italiano.
Arrivato al palazzo dell'EIAR in via Asiago 10 intorno alle 18:50, Badoglio dovette persino fare una breve anticamera.
I tecnici e i dirigenti della radio insistettero per non interrompere bruscamente il programma musicale in onda, attendendo il momento logistico corretto per l'interruzione.
Il celebre Proclama Badoglio andò in onda alle ore 19:42.
Con voce ferma ma in un clima di totale incertezza, il Maresciallo pronunciò le famose parole:
«Il governo italiano, riconosciuta l'impossibilità di continuare la sterile lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane.
La richiesta è stata accolta.
Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.
Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza.»
La frase finale — «da qualsiasi altra provenienza» — era il riferimento cifrato alla Germania .
Badoglio scelse volutamente di non nominare direttamente i tedeschi per il timore di un'immediata rappresaglia armata su Roma prima che lui e il Re potessero mettersi in salvo.
Questa formulazione vaga e la mancanza di ordini d'azione precisi lasciarono i comandi e i soldati dell'Esercito Italiano nello scompiglio più totale, provocando il collasso delle forze armate e la rapidissima occupazione della pen*sola da parte delle truppe della Wehrmacht.