Studio Legale Senis Avvocato Roberto Senis Avvocato Valentina Senis

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Studio Legale Senis  Avvocato Roberto Senis  Avvocato Valentina Senis Si occupa di vari settori del diritto civile e penale.

lo studio legale Senis, situato a Senorbì nella via Don Orione 8/a e a Villacidro nella via Porrino 63, opera con rigore ed indipendenza per offrire un servizio a 360° al cittadino ed alle imprese.

Assegno divorzile e la quota del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dell'ex coniuge.L'Analisi dell'Ordinanza n. 32910/20...
24/01/2026

Assegno divorzile e la quota del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dell'ex coniuge.

L'Analisi dell'Ordinanza n. 32910/2025
​L'Ordinanza numero 32910, pubblicata il 17 dicembre 2025, segna un confine netto nella gestione dei rapporti economici post-matrimoniali, occupandosi nello specifico della correlazione tra l'assegno di divorzio e la quota del Trattamento di Fine Rapporto dell'ex coniuge. La Suprema Corte ha stabilito un principio di rigore interpretativo, chiarendo che non sussiste un automatismo tra l'erogazione di un assegno e il diritto a percepire parte della liquidazione lavorativa dell'altro partner.
​Il cuore della decisione risiede nella distinzione tra le diverse anime dell'assegno divorzile. I giudici hanno stabilito che, qualora l'assegno sia stato accordato esclusivamente in funzione assistenziale — ovvero per sopperire a uno stato di bisogno e garantire il sostentamento minimo — viene meno il presupposto per accedere ai benefici previsti dall'articolo 12-bis della Legge n. 898 del 1970. Questa esclusione si fonda sulla natura stessa del TFR, considerato una forma di retribuzione differita che matura anche grazie al contributo indiretto fornito dal coniuge all'interno della vita familiare.
​Affinché sorga il diritto alla quota del TFR, è necessario che l'assegno divorzile rivesta una funzione compensativa o perequativa. Ciò significa che il richiedente deve aver contribuito attivamente alla formazione del patrimonio dell'altro coniuge o della famiglia, magari sacrificando le proprie aspettative professionali per dedicarsi alla cura della casa e dei figli. Senza questo nesso di causalità, l'assegno rimane un mero strumento di solidarietà sociale che non abilita alla spartizione dei frutti del lavoro dell'ex partner.
​Questa pronuncia impone una cautela particolare nella redazione degli atti legali e nelle sentenze di merito. La mancata specificazione della natura compensativa dell'assegno in sede di divorzio può infatti precludere definitivamente ogni futura pretesa sulla quota della liquidazione. La Cassazione ribadisce così una visione del post-divorzio ancorata al merito del contributo fornito durante il matrimonio, limitando la protezione assistenziale al solo supporto economico necessario, senza estenderla a capitali derivanti dall'attività lavorativa altrui se non giustificati da un sacrificio pregresso documentato.

Demansionamento: La verifica "in concreto" supera il formalismo contrattuale.​Nel moderno diritto del lavoro, l'equilibr...
24/01/2026

Demansionamento: La verifica "in concreto" supera il formalismo contrattuale.

​Nel moderno diritto del lavoro, l'equilibrio tra le necessità organizzative dell'impresa e la tutela del bagaglio professionale del dipendente rappresenta una sfida costante. Una delle novità più rilevanti emerse dall'orientamento giurisprudenziale recente riguarda l'abbandono di una valutazione puramente astratta dell'equivalenza delle mansioni a favore di un esame rigoroso e basato sulla realtà operativa quotidiana.
​Il superamento della classificazione formale
​Per lungo tempo, la verifica della legittimità di un mutamento di mansioni si è basata quasi esclusivamente sul criterio formale dell'inquadramento contrattuale. Se la nuova posizione rientrava nello stesso livello previsto dal CCNL, il cambiamento veniva considerato legittimo. Tuttavia, la giurisprudenza ha ormai chiarito che il semplice rispetto del livello retributivo e della categoria non è sufficiente a escludere il demansionamento. È necessario che il giudice analizzi l'affinità sostanziale tra le vecchie e le nuove mansioni, verificando se il lavoratore sia stato privato della possibilità di utilizzare il patrimonio di esperienze e competenze accumulato nel tempo.
​La protezione del patrimonio professionale
​L'indagine "in concreto" si sposta dunque dal piano burocratico a quello dell'effettivo contenuto delle prestazioni. Questo approccio richiede di valutare se le nuove attività assegnate permettano una continuità nello sviluppo della carriera o se, al contrario, rappresentino uno svuotamento del ruolo tale da compromettere la dignità professionale dell'individuo. In questo contesto, non conta solo ciò che è scritto nel contratto, ma ciò che il dipendente è chiamato a fare materialmente durante l'orario di lavoro. Un ruolo che sulla carta appare equivalente, ma che nella pratica si rivela privo di autonomia o di contenuti tecnici qualificanti, può essere sanzionato come un illecito declassamento.
​Implicazioni per la gestione del personale
​Questa evoluzione interpretativa spinge le aziende a una pianificazione molto più attenta dei processi di mobilità interna. L'onere di dimostrare che il cambiamento non leda la professionalità del dipendente ricade spesso sul datore di lavoro, il quale deve garantire che il mutamento sia supportato da reali esigenze organizzative e accompagnato, dove necessario, da un'adeguata formazione. Resta fermo il principio per cui la flessibilità non può mai trasformarsi in uno strumento di emarginazione del lavoratore, poiché la tutela della professionalità rimane un diritto soggettivo fondamentale protetto dall'ordinamento.

La Svolta nelle Successioni: Il Nuovo Volto dell'Azione di Restituzione​Il mese di gennaio 2026 segna il definitivo cons...
24/01/2026

La Svolta nelle Successioni: Il Nuovo Volto dell'Azione di Restituzione

​Il mese di gennaio 2026 segna il definitivo consolidamento della riforma introdotta dalla Legge n. 182/2025. Un provvedimento che ha riscritto le regole del gioco per il mercato immobiliare italiano. Al centro di questa rivoluzione si pone il superamento della cosiddetta tutela reale del legittimario, un meccanismo che per decenni ha reso le proprietà provenienti da donazione difficili da vendere o da ipotecare a causa del rischio di restituzione forzata.

​Il superamento del dogma della restituzione
​La novità principale risiede nell'abrogazione del potere del legittimario di perseguire il bene immobile presso i terzi acquirenti a titolo oneroso. In base al nuovo impianto normativo, la lesione della quota di legittima non dà più diritto al recupero fisico del bene, ma si trasforma in un diritto di credito. Il legittimario leso può dunque richiedere un indennizzo pecuniario esclusivamente al donatario, lasciando l'acquisto del terzo pienamente efficace e inattaccabile. Questo cambiamento garantisce una stabilità degli acquisti senza precedenti, a condizione che la domanda di riduzione non risulti trascritta anteriormente all'atto di acquisto del terzo stesso.

​Il regime transitorio e le precisazioni del Notariato
​Un punto di particolare complessità, risolto dai chiarimenti notarili di gennaio 2026, riguarda la gestione delle donazioni effettuate prima dell'entrata in vigore della riforma. Il Consiglio Nazionale del Notariato ha precisato che per le successioni aperte dopo il 18 dicembre 2025 si applica immediatamente la nuova disciplina, indipendentemente dalla data in cui è stata stipulata la donazione. Al contrario, per le successioni aperte in data antecedente, è stata prevista una finestra temporale di sei mesi, con scadenza al 18 giugno 2026, entro la quale i legittimari possono ancora esercitare le vecchie prerogative attraverso la trascrizione della domanda giudiziale di riduzione o di un atto di opposizione.

​L'estinzione dell'atto di opposizione
​Con l'avvento del nuovo sistema, lo strumento dell'opposizione alla donazione perde la sua funzione originaria. Poiché la legge ora sottrae i terzi acquirenti al rischio di restituzione a prescindere dal decorso del tempo, non è più necessario né possibile notificare nuove opposizioni per i donanti ancora in vita. Il Notariato ha confermato che questo strumento è ormai confinato ai soli casi legati al regime transitorio, semplificando notevolmente l'attività dei professionisti e riducendo gli oneri burocratici per i cittadini.

​Verso un mercato immobiliare più libero
​La trasformazione della legittima da diritto reale a diritto di credito allinea l'Italia agli standard europei, eliminando lo "stigma" della provenienza donativa. Gli acquirenti e gli istituti di credito possono oggi operare con una serenità prima sconosciuta, sapendo che la stabilità della proprietà non è più subordinata a dinamiche ereditarie imprevedibili. Chi si trova oggi a gestire un immobile donato deve semplicemente verificare la data di apertura della successione per comprendere quale grado di tutela applicare, fermo restando che il termine per opporre la riduzione ai terzi è stato drasticamente ridotto a soli tre anni dall'apertura della successione stessa.

La clausola "visto e piaciuto" non giustifica l'inganno: il chiarimento della Cassazione.Con Ord. 27968/2025 ha ribadito...
24/01/2026

La clausola "visto e piaciuto" non giustifica l'inganno: il chiarimento della Cassazione.

Con Ord. 27968/2025 ha ribadito che questa clausola non esonera il venditore dalla garanzia se i vizi sono stati occultati in mala fede.

​Nella prassi delle compravendite, specialmente quando si tratta di oggetti usati o veicoli, la clausola "visto e piaciuto" è una presenza quasi costante. Molti venditori la considerano una sorta di liberatoria universale, convinti che basti questa dicitura per sollevarsi da ogni responsabilità futura circa lo stato del prodotto. Allo stesso modo, molti acquirenti temono che, una volta firmato il contratto, ogni diritto alla garanzia svanisca definitivamente.
​Tuttavia, il diritto non è mai una zona franca per la slealtà contrattuale. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 27968 del 2025, ha ribadito un confine netto e invalicabile: la tutela del venditore finisce dove inizia la mala fede.
​Questa clausola ha lo scopo di attestare che l’acquirente accetta l’oggetto nello stato in cui si trova, con i pregi e i difetti che sono visibili o che potrebbero essere scoperti usando la normale diligenza. Non può però trasformarsi in un salvacondotto per chi tace dolosamente problemi strutturali o malfunzionamenti gravi. I giudici di legittimità hanno chiarito che, se il venditore mette in atto comportamenti volti a nascondere o mascherare i difetti della cosa venduta, la clausola "visto e piaciuto" perde ogni efficacia.
​L'ordinanza sottolinea che il principio di buona fede deve dominare ogni fase del rapporto contrattuale. Se un vizio non è solo nascosto, ma è stato attivamente occultato con l’inganno, il venditore resta pienamente obbligato a prestare la garanzia. In questi casi, l'acquirente conserva il diritto di richiedere la risoluzione del contratto, la riduzione del prezzo o il risarcimento del danno, nonostante la sottoscrizione di clausole limitative della responsabilità.
​In definitiva, la trasparenza resta l'unico vero scudo legale per chi vende. Per chi acquista, invece, è fondamentale sapere che il diritto alla correttezza non può essere cancellato da una semplice riga su un contratto, specialmente quando emerge un comportamento

Oltre il danno biologico: quando il risarcimento da sinistro stradale è davvero equo.A seguito di un grave incidente str...
24/01/2026

Oltre il danno biologico: quando il risarcimento da sinistro stradale è davvero equo.

A seguito di un grave incidente stradale, la priorità assoluta è, comprensibilmente, la tutela della salute. Una volta superata la fase emergenziale e stabilizzate le condizioni cliniche, emerge però un ulteriore profilo, spesso sottovalutato: la corretta quantificazione del danno. È diffusa l’errata convinzione che il risarcimento si esaurisca nell’applicazione di tabelle fondate sui punti di invalidità temporanea e permanente. In realtà, soprattutto nei casi di lesioni significative, tali parametri rappresentano soltanto il punto di partenza. Un risarcimento può dirsi realmente equo solo se è in grado di compensare l’impatto complessivo che l’evento ha avuto e continuerà ad avere sulla vita della persona.
Nella pratica quotidiana, molte voci di danno vengono trascurate o sottostimate dalle compagnie assicurative. È qui che si gioca la differenza tra un indennizzo meramente formale e una tutela effettiva. Accanto al danno biologico, deve essere adeguatamente valorizzata la sofferenza interiore patita dal danneggiato, il dolore fisico e lo stato di angoscia conseguente all’evento: il danno morale, voce autonoma che richiede una valutazione attenta e personalizzata. Non meno rilevante è il danno psichico, che non si esaurisce in una generica condizione di tristezza, ma comprende vere e proprie patologie, come il disturbo post-traumatico da stress, capaci di incidere in modo profondo sull’equilibrio e sulla personalità dell’individuo.
Particolare attenzione deve poi essere riservata alla capacità lavorativa. Quando le lesioni impediscono lo svolgimento della propria attività professionale o ne riducono in modo significativo le prospettive future di guadagno, si configura un danno patrimoniale che può accompagnare il danneggiato per tutta la vita. A ciò si aggiunge il profilo della cosiddetta personalizzazione del danno: se l’incidente ha comportato la perdita della possibilità di praticare attività che caratterizzavano in modo essenziale l’esistenza della persona – uno sport, un hobby, una dimensione relazionale o sociale specifica – il risarcimento deve essere incrementato per

Separarsi senza farsi la guerra: la svolta del ricorso cumulativo.La fine di un matrimonio rappresenta un passaggio deli...
24/01/2026

Separarsi senza farsi la guerra: la svolta del ricorso cumulativo.

La fine di un matrimonio rappresenta un passaggio delicato e spesso doloroso, ma non deve necessariamente trasformarsi in una battaglia legale logorante. Oggi, grazie alla riforma della giustizia, esiste una strada più rapida, efficace e soprattutto più umana: il ricorso contestuale di separazione e divorzio.

In questo contesto, l’accordo tra le parti non riguarda soltanto aspetti patrimoniali o economici. Il vero fulcro delle controversie familiari resta la genitorialità, che non viene meno con la fine del matrimonio. I figli non hanno bisogno di genitori impegnati a dimostrare chi abbia ragione, ma di adulti capaci di dialogare e collaborare nel loro interesse.

Un accordo ben costruito è quello che assicura continuità affettiva, stabilità e serenità, senza costringere i minori a sentirsi divisi tra madre e padre. Il rispetto del ruolo dell’altro genitore non è una concessione all’ex coniuge, ma un investimento fondamentale nel benessere dei figli.

In questo scenario, anche il ruolo dell’avvocato cambia profondamente. Non più protagonista di uno scontro frontale, ma facilitatore e costruttore di soluzioni equilibrate e durature. Il compito dello Studio Legale è accompagnare i coniugi verso un accordo che tuteli i diritti di ciascuno in modo equo, prevenga conflitti futuri attraverso clausole chiare e lungimiranti e, soprattutto, ponga al centro l’interesse dei minori, trasformando il conflitto in dialogo.

Come spesso accade nelle cause di famiglia, la vera vittoria non è ottenere tutto ciò che si chiede, ma uscire dall’aula sapendo che i propri figli sono sereni.
Se siete pronti a costruire il vostro domani partendo da un accordo condiviso, il nostro Studio Legale è a vostra disposizione per accompagnarvi in un percorso improntato alla mediazione, al rispetto reciproco e alla tutela della genitorialità. Contattateci per una consulenza informativa sul ricorso cumulativo e sulle soluzioni più adatte alla vostra situazione

🎫 Addio alla Vecchia Carta d’Identità: dal 3 Agosto 2026 solo Elettronica e valida per l’Espatrio 🌍A partire dal 3 agost...
27/06/2025

🎫 Addio alla Vecchia Carta d’Identità: dal 3 Agosto 2026 solo Elettronica e valida per l’Espatrio 🌍

A partire dal 3 agosto 2026, la carta d’identità cartacea non sarà più valida: entrerà definitivamente in vigore l’obbligo di rilascio della Carta d’Identità Elettronica (CIE) conforme agli standard europei.

📌 La base normativa è il Regolamento (UE) 2019/1157 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019, relativo al rafforzamento della sicurezza delle carte d’identità dei cittadini dell’Unione e dei documenti di soggiorno rilasciati ai cittadini dell’Unione e ai loro familiari.

🔍 Cosa prevede il Regolamento?

L’art. 5 del Regolamento 2019/1157 impone che, dal 3 agosto 2026, tutte le carte d’identità non conformi ai nuovi standard europei cesseranno di essere valide ai fini dell’identificazione e dell’espatrio.

Le nuove carte dovranno essere in formato ID-1 (tipo tessera bancaria), dotate di chip elettronico e contenere immagine del volto e impronte digitali, oltre a rispettare i criteri di sicurezza previsti per i documenti di viaggio.

📌 Chi è interessato?
Tutti i cittadini italiani (e dell’UE in generale) in possesso di carte d’identità cartacee o elettroniche non conformi rilasciate prima dell’entrata in vigore del Regolamento.

📅 Cosa fare entro il 3 agosto 2026?
È necessario richiedere la nuova CIE presso il proprio Comune di residenza. In caso contrario, la vecchia carta d’identità non sarà più valida nemmeno per espatriare nei Paesi dell’Unione Europea.

⚖️ Un cambiamento che rafforza la sicurezza, limita il rischio di frodi documentali e agevola la libera circolazione dei cittadini europei.

🎯 SEPARARSI e DIVORZIARE CONSENSUALMENTE: Una Scelta d’Amore per i Figli – Studio Legale SenisQuando un matrimonio finis...
27/06/2025

🎯 SEPARARSI e DIVORZIARE CONSENSUALMENTE: Una Scelta d’Amore per i Figli – Studio Legale Senis

Quando un matrimonio finisce, il dolore è inevitabile. Ma quando ci sono figli, la separazione non è solo tra due coniugi: è una frattura che può riflettersi profondamente sul loro mondo interiore. In questi momenti delicati, scegliere la separazione consensuale rappresenta un atto di maturità, responsabilità e amore verso i propri figli.

👨‍👩‍👧‍👦 I figli al centro, sempre

Separarsi consensualmente non significa solo “andare d’accordo”, ma costruire insieme un nuovo equilibrio familiare, nel quale i figli possano continuare a crescere con stabilità, serenità e affetto. Significa evitare lo scontro giudiziario, le lunghe attese, i conflitti esasperati, i tribunali come campo di battaglia.

Significa dire: “Anche se non siamo più una coppia, siamo e saremo sempre genitori”.

⚖️ I vantaggi giuridici della separazione consensuale:

✔️ Tempi più rapidi: l’accordo tra le parti consente una gestione snella della procedura;

✔️ Costi più contenuti rispetto a una separazione giudiziale;

✔️ Maggiore flessibilità nell’organizzazione dell’affidamento, delle visite, del mantenimento;

✔️ Controllo della situazione: le decisioni vengono prese dalla coppia, non imposte dal giudice.

👩‍⚖️ Perché è fondamentale farsi accompagnare da un avvocato

Anche nelle separazioni consensuali è essenziale affidarsi a un avvocato di fiducia, che sappia coniugare competenza giuridica e sensibilità umana.

Nel nostro Studio Legale Senis, accompagniamo i nostri assistiti con empatia e rigore professionale, aiutandoli a:

📍tutelare i diritti dei figli,
📍definire accordi chiari e sostenibili,
📍affrontare ogni fase con consapevolezza e serenità.

💬 Perché dietro ogni separazione c’è una storia, e dietro ogni storia ci sono persone che meritano rispetto, ascolto e giustizia.

📌 Studio Legale Senis
📍 Al fianco delle famiglie, nei momenti che contano.
📞 Contattaci per una consulenza riservata. Insieme, troviamo la strada giusta.

🎯 SEPARARSI e DIVORZIARE CON RISPETTO : Una Scelta d’Amore per i Figli – Studio Legale SenisQuando un matrimonio finisce...
27/06/2025

🎯 SEPARARSI e DIVORZIARE CON RISPETTO : Una Scelta d’Amore per i Figli – Studio Legale Senis

Quando un matrimonio finisce, il dolore è inevitabile. Ma quando ci sono figli, la separazione non è solo tra due coniugi: è una frattura che può riflettersi profondamente sul loro mondo interiore. In questi momenti delicati, scegliere la separazione consensuale rappresenta un atto di maturità, responsabilità e amore verso i propri figli.

👨‍👩‍👧‍👦 I figli al centro, sempre

Separarsi consensualmente non significa solo “andare d’accordo”, ma costruire insieme un nuovo equilibrio familiare, nel quale i figli possano continuare a crescere con stabilità, serenità e affetto. Significa evitare lo scontro giudiziario, le lunghe attese, i conflitti esasperati, i tribunali come campo di battaglia.

Significa dire: “Anche se non siamo più una coppia, siamo e saremo sempre genitori”.

⚖️ I vantaggi giuridici della separazione consensuale:

✔️ Tempi più rapidi: l’accordo tra le parti consente una gestione snella della procedura;

✔️ Costi più contenuti rispetto a una separazione giudiziale;

✔️ Maggiore flessibilità nell’organizzazione dell’affidamento, delle visite, del mantenimento;

✔️ Controllo della situazione: le decisioni vengono prese dalla coppia, non imposte dal giudice.

👩‍⚖️ Perché è fondamentale farsi accompagnare da un avvocato

Anche nelle separazioni consensuali è essenziale affidarsi a un avvocato di fiducia, che sappia coniugare competenza giuridica e sensibilità umana.

Nel nostro Studio Legale Senis, accompagniamo i nostri assistiti con empatia e rigore professionale, aiutandoli a:

📍tutelare i diritti dei figli,
📍definire accordi chiari e sostenibili,
📍affrontare ogni fase con consapevolezza e serenità.

💬 Perché dietro ogni separazione c’è una storia, e dietro ogni storia ci sono persone che meritano rispetto, ascolto e giustizia.

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🚗💥 SINISTRI STRADALI: 5 COSE CHE (Quasi) NESSUNO SA e POSSONO CAMBIARE IL TUO RISARCIMENTOOgni giorno percorriamo le str...
27/06/2025

🚗💥 SINISTRI STRADALI: 5 COSE CHE (Quasi) NESSUNO SA e POSSONO CAMBIARE IL TUO RISARCIMENTO
Ogni giorno percorriamo le strade senza pensare a quanto un semplice imprevisto possa trasformarsi in una battaglia legale. Eppure, dietro un incidente, ci sono regole e curiosità che possono fare la differenza tra ottenere un risarcimento equo e perdere un diritto fondamentale.

Ecco 5 curiosità e novità giuridiche che dovresti conoscere (e che pochi conoscono davvero):

🔹 1. Anche il pedone può essere corresponsabile.
Se attraversi fuori dalle strisce o all’improvviso, il tuo risarcimento può essere ridotto. La Corte di Cassazione lo ha ribadito: la condotta imprudente del pedone incide fino al 50% sul danno liquidato.

🔹 2. La scatola nera è un testimone “muto”... ma potentissimo.
Sempre più compagnie inseriscono nei contratti l’installazione della scatola nera. In caso di sinistro, i suoi dati possono confermare (o smentire) la tua versione dei fatti. Attenzione: ha pieno valore probatorio.

🔹 3. Lesioni micropermanenti? Cambiano le regole per i rimborsi.
Piccoli colpi di frusta e danni “lievi” non si risarciscono più automaticamente: serve la prova strumentale (radiografie, esami) che confermi il trauma. Un certificato medico generico non basta.

🔹 4. Responsabilità anche per le buche stradali.
Se un sinistro è causato da una buca o da un’insidia non segnalata, il Comune può essere chiamato a risarcire il danno. Ma occorre dimostrare che il pericolo era imprevedibile e non evitabile.

🔹 5. Occhio ai termini: il risarcimento non aspetta.
Per la richiesta danni materiali e fisici c’è un termine di 2 anni dall’incidente (salvo responsabilità penale). Dopo, il diritto si prescrive e non si recupera più.

💡 Sai che spesso le assicurazioni liquidano solo una parte del danno?
Un’assistenza legale competente può aiutarti a ottenere il giusto risarcimento per spese mediche, danno morale, danno biologico e perdita di capacità lavorativa.

📣 Condividi queste informazioni: potresti aiutare un amico o un familiare a far valere i propri diritti!

✉️ Se hai avuto un incidente o vuoi una consulenza preventiva, contattaci senza impegno. Lo Studio Legale Senis è al tuo fianco per difendere ciò che ti spetta.

📌 Separazioni e Divorzi: le ultime novità giurisprudenziali che cambiano lo scenario familiare🔹 A cura dello Studio Lega...
26/06/2025

📌 Separazioni e Divorzi: le ultime novità giurisprudenziali che cambiano lo scenario familiare
🔹 A cura dello Studio Legale Senis

Negli ultimi mesi, la Corte di Cassazione ha introdotto importanti chiarimenti in materia di separazioni e divorzi, incidendo concretamente sulla regolamentazione dei rapporti personali ed economici tra coniugi. Ecco i principali punti da conoscere:

⚖️ 1. Assegno divorzile: torna centrale il contributo alla vita familiare
Con l’ordinanza n. 35385/2023, la Suprema Corte ha ribadito che, ai fini della determinazione dell’assegno divorzile, non si può prescindere dalla valutazione del contributo offerto dal coniuge economicamente più debole alla vita familiare e alla cura della prole, anche in assenza di un reddito proprio. Si rafforza così l’approccio “compensativo” dell’assegno, che va ben oltre il semplice riequilibrio economico.

👩‍👧 2. Figli maggiorenni e mantenimento: più rigore nei confronti dei giovani “inerti”
Una recente pronuncia (Cass. civ. n. 3962/2024) ha affermato che il mantenimento ai figli maggiorenni non può essere indefinito: se il figlio non dimostra impegno concreto nella ricerca di un’occupazione o nel completamento del percorso di studi, il giudice può escludere il diritto al mantenimento da parte dei genitori.

🏠 3. Casa coniugale: nuove conferme sull’assegnazione
La Corte ha ribadito (Cass. civ. n. 10596/2024) che la casa coniugale viene assegnata in via prioritaria al genitore collocatario della prole, ma solo qualora si tratti di figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti conviventi. In assenza di questi presupposti, l’immobile non può essere trattenuto da un coniuge in danno dell’altro.

📑 4. Procedura unificata di separazione e divorzio
Dal 28 febbraio 2023 è entrata in vigore la riforma Cartabia, che consente di proporre in un unico atto la domanda di separazione e di divorzio, con notevole semplificazione procedurale e risparmio in termini di tempo e costi.

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📍Lo Studio Legale Senis è a disposizione per fornire consulenza in materia di diritto di famiglia e accompagnarvi con competenza e sensibilità nei momenti di cambiamento più delicati.
📞 Contattaci per una consulenza

🔔 NUOVO DECRETO SICUREZZA: ECCO COSA CAMBIAIl Governo ha approvato un nuovo Decreto Sicurezza che introduce importanti n...
26/06/2025

🔔 NUOVO DECRETO SICUREZZA: ECCO COSA CAMBIA

Il Governo ha approvato un nuovo Decreto Sicurezza che introduce importanti novità su ordine pubblico, manifestazioni, forze dell’ordine e tutela dei cittadini.

Ecco in sintesi cosa prevede:

👮‍♂️ PIÙ TUTELE PER LE FORZE DELL’ORDINE
Pene più severe per chi aggredisce agenti durante il servizio. Vengono introdotte aggravanti per lesioni, minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

🧣 STRETTA SU MANIFESTAZIONI VIOLENTE
Torna il reato di travisamento: chi si copre il volto per non farsi identificare durante proteste o disordini rischia sanzioni più pesanti.

🎥 VIDEOSORVEGLIANZA POTENZIATA
I Comuni potranno installare più telecamere nei punti critici delle città. I Prefetti avranno più poteri per intervenire su situazioni di degrado.

🏚️ TOLLERANZA ZERO PER LE OCCUPAZIONI ABUSIVE
Sanzioni più dure per chi occupa illegalmente immobili. Sgomberi più rapidi nei casi legati alla criminalità.

🚷 DASPO URBANO ESTESO
Il divieto di accesso a determinate aree (Daspo) si estende anche a chi molesta o disturba nei pressi di scuole, ospedali e mezzi pubblici.

📌 In breve: più controlli, più sicurezza, pene più dure per chi disturba l’ordine pubblico.

🔍 Per informazioni o assistenza legale su questi temi, il nostro Studio è a disposizione.
📞 Scrivici in privato o chiama per fissare un appuntamento.

Indirizzo

Via Don Orione 8a
Senorbì
09040

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 20:00
Martedì 17:00 - 20:00
Mercoledì 17:00 - 20:00
Giovedì 17:00 - 20:00
Venerdì 17:00 - 20:00

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