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Le banche devono restituire gli interessi anatocistici pagati dall'1 gennaio 2014.La Suprema Corte, con la sentenza Cass...
10/10/2024

Le banche devono restituire gli interessi anatocistici pagati dall'1 gennaio 2014.

La Suprema Corte, con la sentenza Cass. civ., Sez. I, Sent. 30/07/2024, n. 21344, ha fissato il principio per cui " l'art. 120, comma 2, t.u.b., come sostituito dall'art. 1, comma 628, L. n. 147 del 2013, fa divieto di applicazione dell'anatocismo a far data dal 1 dicembre 2014 e tale prescrizione è da ritenersi operante indipendentemente dall'adozione, da parte del CICR, della delibera, prevista da tale norma, circa le modalità e i criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell'esercizio dell'attività bancaria". Sulla base di tale principio, per tutti i contratti di conto corrente, qualsiasi forma di capitalizzazione degli interessi passivi (cioè di interessi che generano ulteriori interessi) è illegittima e ogni correntista ha diritto di richiedere la restituzione di tali interessi anatocistici e quindi di ottenere il ricalcolo del saldo del proprio conto corrente, eliminando ogni addebito di interessi sugli interessi maturati dopo il 1° gennaio 2014.

Per l’integrazione del reato di minaccia di cui all'art. 612 C.P. basta il timore.La seconda sezione penale della Cassaz...
09/10/2024

Per l’integrazione del reato di minaccia di cui all'art. 612 C.P. basta il timore.

La seconda sezione penale della Cassazione con la sentenza n. 31830/2024, ha affermato che, in un caso di un imputato condannato per rapina impropria a causa del furto di una borsa,
per integrare il reato di minaccia è sufficiente cagionare il timore nella vittima, anche senza che si verifichi il male minacciato.
Per la Cassazione, è sufficiente cagionare il timore nella vittima per integrare il reato anche se non si verifica concretamente il male minacciato

Il contratto di mutuo che non indica il divisore Euribor diventa (quasi) gratuito.La Corte di Cassazione (Sez. I, 25 lug...
08/10/2024

Il contratto di mutuo che non indica il divisore Euribor diventa (quasi) gratuito.

La Corte di Cassazione (Sez. I, 25 luglio 2024, n. 20801), in materia di contratti di mutuo, nell’affrontare il problema della mancata indicazione del divisore Euribor (360 o 365 giorni) per calcolare il tasso Euribor ha impostoTasso Minimo BOT per indeterminatezza.
Secondo l’art. 1346 del Codice Civile, la clausola sugli interessi deve essere chiara, precisa e senza margini di incertezza onde evitare che il tasso di interesse da applicare diventi indeterminabile .
Questo significa che il tasso di interesse deve essere determinabile in modo puntuale, includendo il riferimento al periodo (come 6 mesi, 3 mesi, 1 mese) e al divisore utilizzato (360 giorni per l'anno commerciale o 365 giorni per l'anno solare).
A tal proposito, la Suprema Corte ha stabilito che la nullità di una clausola contrattuale per la mancata indicazione del divisore deve essere sanata applicando l'art. 117, comma 7, lett. a), del Testo Unico Bancario (TUB) che prevede l'applicazione automatica di un tasso sostitutivo minimo BOT, sostituendo la clausola mancante o difforme come se fosse già inclusa nel contratto
Di conseguenza, il piano di ammortamento del mutuo deve essere ricalcolato utilizzando il tasso minimo BOT, e la banca è obbligata a restituire al mutuatario le somme percepite in eccesso rispetto a questo tasso sostitutivo.

Integra il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare la sostituzione dell’assegno di mantenimento con u...
18/04/2024

Integra il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare la sostituzione dell’assegno di mantenimento con un bene diverso.

Secondo la Corte di Cassazione, Sezione 6, Penale, sentenza n. 14025 del 5 aprile 2024, in tema di delitti contro l’assistenza familiare, si configura il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare quando il genitore, a carico del quale il giudice, in sede di separazione legale, ha pronunciato l’obbligo di versamento del contributo per il mantenimento del figlio, sostituisca, arbitrariamente, detta somma di denaro con il conferimento di altro bene. Pertanto, il delitto è configurabile quando tale prestazione risulti inidonea ad assicurare una concreta e rapida disponibilità economica ad un soggetto privo di capacità reddituale.

Il divieto di costruire a una distanza inferiore a tre metri da una preesistente veduta, riguarda tutto ciò che è realiz...
28/03/2024

Il divieto di costruire a una distanza inferiore a tre metri da una preesistente veduta, riguarda tutto ciò che è realizzato a distanza inferiore da quella prevista dalla legge, di qualsiasi materiale e forma, idoneo a ostacolare il diritto di luci e vedute del vicino.

Secondo i Giudici della Suprema Corte (cfr: ordinanza Cassazione, sezione II civile, n. 7622 del 23 marzo 2024) una tenda scorrevole, dotata di una struttura fissa (scatolato destinato ad accoglierne il contenuto in condizioni di chiusura), e da un ulteriore manufatto destinato a consentire lo scorrimento della copertura, parzialmente tamponato da lastre di lamiera, costituisce un nuovo volume e, in quanto tale, non è a priori installabile in un condominio, se esorbita dal perimetro del balcone sovrastante.
È l’importante precisazione contenuta nell’ordinanza della Cassazione, sezione II civile, 7622 del 23 marzo 2024, con la quale è stato respinto il ricorso presentato dal proprietario di una villetta che aveva installato la tenda da sole, richiamando i principi sanciti dell’applicazione della distanza minima di tre metri prevista dall’articolo 907, comma 3 del Codice civile.
Invero, sia i giudici di merito che di legittimità, hanno evidenziato come la consistenza dei nuovi volumi generati dalla tenda scorrevole, in prossimità della soglia dei balconi, sono stati ritenuti suscettibili di minare anche la sicurezza del proprietario dell’appartamento sovrastante.
Il divieto di costruire a distanza inferiore a tre metri da una preesistente veduta, riguarda – ricordano i giudici - in genere tutto ciò che è realizzato a distanza inferiore da quella prevista dalla legge, di qualsiasi materiale e forma, idoneo ad ostacolare stabilmente il diritto di luci e vedute del vicino.
Con l’ordinanza viene ribadito che, nell’ambito dei rapporti tra proprietari di immobili situati in edifici in condominio, il proprietario del singolo piano di un edificio condominiale ha diritto di esercitare dalle proprie aperture la veduta in appiombo fino alla base dell’edificio. Ciò vuol dire, che lo stesso può opporsi conseguentemente alla costruzione di un altro condomino che, direttamente o indirettamente, pregiudichi il suo diritto, senza che possano rilevare le esigenze di contemperamento con i diritti di proprietà e la riservatezza del vicino.

La revoca della costituzione di parte civile non configura una remissione tacita della querela Per la configurazione del...
27/03/2024

La revoca della costituzione di parte civile non configura una remissione tacita della querela

Per la configurazione della remissione tacita di querela è necessaria la manifestazione non equivoca del proposito di abbandonare l’istanza di punizione, in modo che si determini una vera e propria inconciliabilità tra la volontà manifestata ed i fatti rivelatori di una volontà opposta, fatti che debbono rispondere ai requisiti di inequivocità, obiettività e concludenza.

Pertanto, secondo la Corte di Cassazione, Penale, Sezione 2, Sentenza del 18-03-2024, n. 11108, la revoca della costituzione di parte civile effettuata dalla persona offesa non costituisce una remissione tacita di querela ai sensi dell’articolo 152 c.p., comma 2.

L’assenza dei titoli amministrativi non rientra tra i vizi della cosa locataAlla luce della recedente pronuncia della Co...
06/09/2023

L’assenza dei titoli amministrativi non rientra tra i vizi della cosa locata
Alla luce della recedente pronuncia della Corte di Cassazione (cfr: Ordinanza 28 giugno 2023, n. 18483), secondo l'articolo 1578 CC, in materia di locazioni, non si configurano i vizi della cosa locata ogniqualvolta il bene concesso in godimento sia consegnato sprovvisto dei titoli amministrativi necessari o indispensabili per l’utilizzazione della stessa cosa in conformità all'uso convenuto tra le parti. La mancanza dei titoli rileva esclusivamente nell’ambito dell'adempimento delle obbligazioni reciprocamente assunte dai contraenti e non già sul piano dei vizi della cosa locata.

Autovelox, il verbale è annullabile se la strada è priva di "banchina" Lo ha stabilito la Corte di cassazione, seconda s...
25/02/2023

Autovelox, il verbale è annullabile se la strada è priva di "banchina"

Lo ha stabilito la Corte di cassazione, seconda sezione civile, con l’Ordinanza n. 1805 del 20/1/2023, respingendo un ricorso di un Comune del nord Italia.

Infatti, il codice della strada prevede infatti la possibilità della multa a distanza soltanto nel caso in cui la strada abbia determinate caratteristiche.

Secondo la Suprema corte: "L'art. 201, comma 1 bis, c.d.s., ammette la possibilità di procedere alla contestazione non immediata dell'infrazione mediante rilevatori elettronici di velocità esclusivamente su determinate tipologie di strade, tra cui quelle urbane di scorrimento, rispetto alle quali costituisce elemento strutturale indefettibile, ai sensi dell'art. 2, comma 3, c.d.s., la banchina che, quale spazio della sede stradale, esterno rispetto alla carreggiata e destinato al passaggio dei pedoni o alla sosta di emergenza, deve restare libero da ingombri e avere una larghezza tale da consentire l'assolvimento effettivo delle predette funzioni".

Appropriazione indebita dell’auto detenuta in leasing.Non pagare alcune rate del leasing e non restituire l’auto fa scat...
18/02/2023

Appropriazione indebita dell’auto detenuta in leasing.

Non pagare alcune rate del leasing e non restituire l’auto fa scattare il reato di appropriazione indebita - ex art- 646 C.P.-

La Corte di Cassazione (cfr : sentenza n. 4983 del 6 febbraio 2023, Seconda Sezione Penale) nel condividere la decisione della corte territoriale ha ritenuto sussistente «il fumus del delitto di appropriazione indebita per l'omessa restituzione del bene al legittimo proprietario, rilevando dal comportamento tenuto dal detentore, per le modalità del rapporto con la cosa, un'oggettiva interversione del possesso».

Sul tema, la precorsa giurisprudenza della Suprema corte, ha sostenuto che «l’inottemperanza alla richiesta di restituzione di un bene preso a noleggio, a fronte dell'inadempimento dell'utilizzatore, implica la rilevanza penale della condotta nonostante il mancato esercizio della clausola risolutiva espressa prevista dal contratto» (cfr. Cassazione n. 42977/2014).

Nessuna responsabilità dell'automobilista che investe il ciclista che non ha rispettano lo stop.Secondo la 4^ Sezione Pe...
10/11/2022

Nessuna responsabilità dell'automobilista che investe il ciclista che non ha rispettano lo stop.

Secondo la 4^ Sezione Penale della Corte di Cassazione (sentenza n. 34942|del 21 settembre 2022), l'automobilista che, viaggiando ad un velocità assolutamente moderata di circa 23 km/h, investe il ciclista che non si ferma allo stop non incorre in alcuna responsabilità laddove si accerti il comportamento negligente del coduttore delle due ruote che non ha rispettato il segnale di stop.

Infatti, in sintonia con agli accertamenti tecnici disposti dalla corte territoriale, è stato ritenuto che la velocità tenuta dal veicolo era assolutamente adeguata alle condizioni del traffico, alle caratteristiche stradali con presenza di incrocio.

In conclusione, la Suprema Corte, sebbene non avesse ravvisato alcuna responsabilità in capo al ciclista e all'automobilista con riferimento alla velocità (entrambi viaggiavano alla stessa velocità di 23 km/h) ha, tuttavia, ritenuto dirimente la condotta ulteriore del ciclista che non ha rispettato il segnale di stop.

Alcoltest e mancato avviso della facoltà di avvalersi di un difensore.Nel caso di guida in stato di ebbrezza gli agenti ...
08/11/2022

Alcoltest e mancato avviso della facoltà di avvalersi di un difensore.

Nel caso di guida in stato di ebbrezza gli agenti operanti non possono attendere che il guidatore torni ad essere vigile per consentirgli di farsi assistere o meno dall'avvocato atteso che l’interesse preponderante è quello di eseguire con celerità la verifica tramite alcooltest a discapito della facoltà di farsi difendere (Cfr: Cassazione, Sezione Penale, sentenza n. 36048 del 26 settembre 2022)

Nella fattispecie concreta, la polizia non era riuscita a dare l'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore in quanto il guidatore era fortemente alterato dalla condizione di ubriachezza e versava dunque in una situazione di acclarata assenza di lucidità. Gli agenti di polizia, infatti, non possono attendere che l'imputato torni in uno stato psicofisico tale da comprendere l'avviso di farsi assistere da un difensore.

Assoluzione per il padre che per sopravvivere non riesce a pagare il mantenimento ai figliVa assolto il padre che non pa...
05/11/2022

Assoluzione per il padre che per sopravvivere non riesce a pagare il mantenimento ai figli

Va assolto il padre che non paga il mantenimento ai figli se ha delle spese necessarie alla sopravvivenza, quali il vitto e l’alloggio. A sancirlo la sesta sezione penale della Cassazione con la sentenza n. 32576/2022 con la quale è stata annullata una condanna a tre mesi di carcere per il reato di cui all’articolo 570-bis del C.P., oltre al risarcimento dei danni non patrimoniali, disposta a carico di un padre colpevole di non aver versato il mantenimento ai figli minori.

Nella fattispecie, la difesa aveva rilevato l’insussistenza dell’elemento psicologico del reato una volta dimostrato di essersi incolpevolmente trovato in una situazione d'indigenza e, quindi, nell'impossibilità assoluta di adempiere agli obblighi impostigli dal giudice civile, essendo stato nelle more licenziato e avendo intrapreso senza fortuna varie attività lavorative, tanto da essersi trovato costretto a chiedere numerosi prestiti a parenti ed amici per sopravvivere.

Gli Ermellini, dunque, hanno accolto la tesi sulla mancanza del dolo, sulla scorta di un richiamato principio costantemente affermato dalla stessa Cassazione, secondo cui: «l'impossibilità di adempiere agli obblighi di mantenimento verso i familiari imposti dal giudice civile debba essere assoluta, non potendo desumersi automaticamente neppure da una condizione di disoccupazione dell'obbligato».

Indirizzo

Via Lido N. 8
Sciacca
92019

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 19:00
Mercoledì 17:00 - 19:00
Venerdì 17:00 - 19:00

Telefono

+39092525521

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