Studio Legale Avv. Anna Maria Piredda

Studio Legale Avv. Anna Maria Piredda Consulenza ed assistenza legale nelle materie del diritto civile in generale. In particolare nella materia del diritto di famiglia e dei contratti bancari

Art. 187 CdS: LA PUNIBILITÀ RICHIEDE UN’ALTERAZIONE “ATTUALE ” E NON UNA MERA POSITIVITÀ ⚖️ Con la sentenza n. 10/2026, ...
06/04/2026

Art. 187 CdS: LA PUNIBILITÀ RICHIEDE UN’ALTERAZIONE “ATTUALE ” E NON UNA MERA POSITIVITÀ
⚖️ Con la sentenza n. 10/2026, la Corte costituzionale interviene su un nodo interpretativo rilevante in materia di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
📌 Il principio di diritto
Ai fini della configurabilità del reato ex art. 187 Codice della Strada:
👉 non è sufficiente la mera positività agli esami tossicologici
👉 è necessario che l’assunzione sia attuale e concretamente idonea a incidere sulla capacità di guida
🧠 Inquadramento sistematico
La Consulta riafferma un punto centrale:
• il diritto penale sanziona condotte concretamente pericolose
• non stati soggettivi sganciati da un’effettiva incidenza sulla realtà
👉 il baricentro torna sulla offensività della condotta
⚠️ Conseguenze interpretative
La decisione esclude una lettura meramente oggettiva della fattispecie, fondata sulla sola presenza di metaboliti.
Ne deriva che:
• la prova dell’assunzione non coincide con la prova dell’alterazione
• è necessario accertare un nesso tra sostanza e capacità di guida
• assume rilievo la valutazione clinica e comportamentale del soggetto
📉 Ricadute pratiche
• ridimensionamento del valore probatorio del solo dato tossicologico
• centralità degli accertamenti medico-legali
• maggiore spazio per contestazioni difensive sulla concreta incidenza della sostanza
📢 La pronuncia impone di distinguere nettamente:
👉 tra consumo pregresso
👉 e alterazione in atto al momento della guida
Solo la seconda integra il presupposto della responsabilità penale.
⚖️ La Consulta riporta la fattispecie entro i confini costituzionali del principio di offensività:
👉 non basta dimostrare che il soggetto abbia assunto
👉 occorre dimostrare che stesse guidando in condizioni alterate
Avvocato Matteo Maio
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⚖️ ATTENZIONE ALLO “STATO” DI WHATSAPP: PUOI COMMETTERE STALKING ANCHE SENZA SCRIVERE IN PRIVATO Molti pensano che lo st...
05/04/2026

⚖️ ATTENZIONE ALLO “STATO” DI WHATSAPP: PUOI COMMETTERE STALKING ANCHE SENZA SCRIVERE IN PRIVATO
Molti pensano che lo stato di WhatsApp sia uno spazio “libero”, quasi uno sfogo personale.
❌ Non è così.
Dal punto di vista penale, pubblicare frasi intimidatorie, allusive o offensive può avere conseguenze molto serie.
💥 Il punto giuridico è chiaro:
👉 non serve per forza un messaggio privato
👉 non serve per forza un contatto diretto
Se il contenuto è rivolto in modo riconoscibile a una persona determinata
e produce ansia, paura o turbamento,
può integrare il reato di atti persecutori ex art. 612-bis c.p.
📌 Perché anche lo stato WhatsApp conta?
Perché è comunque una forma di comunicazione.
E se la vittima:
• si riconosce nel contenuto
• comprende che quel messaggio è rivolto a lei
• percepisce un intento intimidatorio o persecutorio
👉 la rilevanza penale può esserci eccome.
🧠 Errore molto comune:
“Non l’ho scritto direttamente a lei/lui”
“Era solo uno stato”
“Non ho fatto nomi”
❌ Difese spesso molto deboli.
Nel diritto penale conta la sostanza della condotta, non l’etichetta del mezzo usato.
⚠️ Quando il rischio aumenta?
Quando gli stati:
• sono ripetuti nel tempo
• contengono minacce, allusioni o offese pesanti
• si inseriscono in un contesto già conflittuale
• rendono chiaramente individuabile la vittima
👉 in questi casi il quadro può diventare molto serio.
📱 E gli screenshot?
Sì, possono diventare prova.
Gli screenshot delle comunicazioni, se correttamente acquisiti e contestualizzati, possono essere utilizzati nel procedimento penale.
📢 Lo stato WhatsApp non è una zona franca.
Non è un luogo “senza regole”.
👉 Quello che pubblichi può avere rilevanza penale
👉 e può essere usato contro di te
⚖️ Nel 2026 lo stalking non passa solo da telefonate, pedinamenti o messaggi privati...
Può passare anche da una comunicazione pubblica, indiretta, ma chiaramente persecutoria.
E sottovalutarlo è un errore.

Avvocato Matteo Maio
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AFFIDO DEI FIGLI: BASTA AUTOMATISMI, LA CASSAZIONE CAMBIA APPROCCIO ⚖️ Con l’ordinanza n. 6078/2026, la Corte di Cassazi...
05/04/2026

AFFIDO DEI FIGLI: BASTA AUTOMATISMI, LA CASSAZIONE CAMBIA APPROCCIO
⚖️ Con l’ordinanza n. 6078/2026, la Corte di Cassazione segna un passaggio importante in materia di diritto di famiglia:
👉 non esiste più una preferenza automatica per il collocamento presso la madre
💥 Il principio è chiaro:
Le decisioni sull’affidamento non possono basarsi:
❌ sull’età del minore
❌ su schemi tradizionali
❌ su presunzioni astratte
👉 ma devono fondarsi sulla situazione concreta della famiglia
📌 Cosa cambia davvero nella pratica:
✔️ il collocamento paritario non è più un’eccezione
✔️ può diventare una soluzione ordinaria
✔️ se compatibile con l’organizzazione familiare
🧠 I criteri decisivi diventano:
• disponibilità reale del genitore
• orari di lavoro
• capacità organizzativa
• presenza di una rete familiare di supporto
👉 non il genere
👉 non il ruolo “tradizionale”
⚠️ Punto giuridico centrale:
L’interesse del minore non coincide con:
👉 la prevalenza di un genitore
👉 ma con la continuità del rapporto con entrambi
📉 Errore che si faceva spesso:
“È piccolo, quindi sta con la madre”
❌ oggi questo non basta più
📢 Il giudice deve valutare:
👉 chi può garantire concretamente
👉 una presenza equilibrata nella vita del minore
⚖️ Il diritto di famiglia si allontana dagli automatismi
e si avvicina alla realtà.
👉 Non conta chi sei
👉 conta cosa fai come genitore
💬 Secondo voi il collocamento paritario dovrebbe diventare la regola?

Avvocato Matteo Maio
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"...l’unico modo per evitare di essere sanzionati è fornire dimostrazione di aver fatto tutto il possibile per rispettar...
20/02/2026

"...l’unico modo per evitare di essere sanzionati è fornire dimostrazione di aver fatto tutto il possibile per rispettare la legge e cioè di essersi adoperati in tutti i modi possibili per pagare la tariffa"

IL FATTO CHE UN PARCOMETRO NON SIA PREDISPOSTO PER CONSENTIRE IL PAGAMENTO ELETTRONICO (BANCOMAT O CARTA DI CREDITO) DELLA TARIFFA DELLA SOSTA O NON SIA MOMENTANEAMENTE FUNZIONANTE RELATIVAMENTE A …

📌 “Quanto tempo ho per denunciare i maltrattamenti in famiglia dopo l’ultimo episodio?”"Se parliamo di maltrattamenti in...
15/12/2025

📌 “Quanto tempo ho per denunciare i maltrattamenti in famiglia dopo l’ultimo episodio?”
"Se parliamo di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.)
Qui non c’è un “conto alla rovescia” di 3 o 6 mesi, perché non serve la querela: è un reato procedibile d’ufficio. In pratica: si può presentare denuncia/querela-denuncia (segnalazione) anche oltre l’ultimo episodio, e l’Autorità deve attivarsi.
Attenzione però: non tutto è “maltrattamenti”
Molte persone chiamano “maltrattamenti” anche un episodio singolo (uno schiaffo, una minaccia, una spinta).
In quei casi, può trattarsi di reati a querela e allora vale la regola generale:
Querela entro 3 mesi da quando si ha notizia del fatto, salvo eccezioni.
Un’eccezione importante è lo stalking (atti persecutori), per cui:
Querela entro 6 mesi.
Perché non conviene aspettare (anche quando “si può”)
Nella violenza domestica il tempo gioca contro la vittima: prove che si perdono, testimoni che si allontanano, referti mancanti.
In più, il “Codice Rosso” ha previsto un canale accelerato: nei reati indicati (tra cui 572 e 612-bis) si impone una gestione urgente, con l’obiettivo di sentire rapidamente la persona offesa/denunciante (regola dei 3 giorni dall’iscrizione, con eccezioni operative).
⚠️ Se c’è pericolo attuale, non aspettare “di chiarirti le idee”: 112.
📞 Se serve supporto e orientamento: 1522 (antiviolenza e stalking).
Ogni caso va inquadrato sui fatti concreti, perché “il termine” dipende dal reato contestabile e dalle condizioni specifiche."
Avvocato Matteo Maio

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La Cassazione civile ha stabilito che l'affidamento super esclusivo di un figlio ad uno dei genitori non può essere basa...
12/12/2025

La Cassazione civile ha stabilito che l'affidamento super esclusivo di un figlio ad uno dei genitori non può essere basato esclusivamente sull'opposizione dell'altro genitore al mantenimento dei rapporti con l'ex coniuge. Nell'ordinanza n. 32058/2025, la Corte ha accolto parzialmente il ricorso di una madre contro la decisione di affidare in via super esclusiva al padre il loro figlio affetto da spettro autistico.

La decisione dei giudici di merito era stata basata sulla relazione dell'assistente sociale che definiva la madre "oppositiva" ai percorsi indicati per il figlio, ma la Cassazione ha stabilito che ciò non è sufficiente per dimostrare la nocività del comportamento della madre o l'assoluto contrasto con l'interesse del bambino.

La Corte ha sottolineato che i giudici devono fornire una motivazione dettagliata e completa per giustificare l'affidamento super esclusivo, considerando non solo il vulnus recato al minore dal genitore escluso, ma anche argomentando in positivo perché la scelta preferenziale dell'altro genitore sia coincidente con l'interesse del minore.

Inoltre, la Cassazione ha respinto il ricorso che lamentava il mancato ascolto del minore da parte del giudice, stabilendo che il minore deve essere ascoltato obbligatoriamente solo se ha compiuto i 12 anni, età a cui il legislatore riconosce la sussistenza della capacità di discernimento del minore.

Tuttavia, la Corte ha precisato che più il bambino è vicino all'età del discernimento, più il giudice deve fornire una motivazione puntuale per respingere l'istanza di audizione, fondandosi sull'inutilità della stessa o sul rischio di danno per il minore.

Indirizzo

Via Diaz 17/c
Sassari
07100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:30 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:30 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 13:00

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