23/02/2017
LA COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO E L'USURA
La Corte di Cassazione si è pronunciata recentemente sulla verifica dell'usurarietà presunta e quindi sui costi da conteggiare per l'accertamento del superamento del tasso soglia.
Il Tasso medio accertato dalla Banca D'Italia si fonda infatti sulle istruzioni, emesse dalla stessa, circa i dati che le Banche e gli altri intermediari finanziari devono comunicare per la determinazione dei tassi medi.
La Commissione di massimo scoperto non era inclusa nelle suddette voci e quindi il tasso soglia veniva determinato senza considerare tale voce.
Ebbene, la Suprema Corte ha sancito, con un revirement rispetto al passato, che nella verifica dell'eventuale usura delle condizioni, applicate ad un correntista, non deve essere conteggiata la commissione di massimo scoperto, posto che in caso contrario si avrebbe il confronto tra due valori non omogenei.
La suddetta pronuncia, Cassazione civile n. 12965 del 22.6.2016, si pone quindi in contrasto con il precedente orientamento della Cassazione Penale, che aveva invece riconosciuto all'art. 644 cp una valenza omnicomprensiva, a prescindere dalle indicazioni della Banca D'Italia, che assumevano il carattere di sole norme secondarie, non atte a prevalere sulla legislazione primaria.
Per comprendere gli effettivi diritti dei consumatori, occorrerà quindi attendere l'orientamento della giurisprudenza di merito o eventualmente un pronunciamento delle Sezioni Unite, che possa condurre ad un superamento del contrasto interpretativo.