Studio Legale Canu

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Via Armando Diaz, 6
07100 Sassari

24/12/2025
24/12/2025

Auguri

LA COMMISSIONE EUROPEA BACCHETTA L’ITALIA PER IL RITARDO DEL RICONOSCIMENTO DEI TITOLI ABILITATIVI CONSEGUITI ALL’ESTERO...
07/03/2025

LA COMMISSIONE EUROPEA BACCHETTA L’ITALIA PER IL RITARDO DEL RICONOSCIMENTO DEI TITOLI ABILITATIVI CONSEGUITI ALL’ESTERO
La Commissione Europea in risposta all’esposto denuncia presentato dallo Studio Legale Canu di Sassari
ormai diventato punto di riferimento in campo comunitario, e registrato con numero CPLT (2023)2061
accoglie le rimostranze avanzate e bacchetta l’Italia per l’ingiustificato ritardo nel riconoscimento del titolo
abilitativo all’insegnamento, conseguito in paesi membri della Comunità Europea.
Sono circa 15.000 i docenti che hanno fatto domanda di riconoscimento del titolo abilitativo
all’insegnamento o della specializzazione per il sostegno nei paesi UE e che sono in attesa del riconoscimento
da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito da più di quattro anni.
Il comportamento dello Stato Italiano, benché le direttive della CE 36/2005 e 55/2013 siano state
regolarmente recepite rispettivamente dai Decreti Legislativi
206/2007 e 15/2016 e i titoli
professionali conseguiti nella U.E. dichiarati "titoli abilitanti all'insegnamento”, è palesemente e
gravemente omissivo poiché omette di adempiere alle direttive stesse e alle numerose sentenze di
condanna della Corte di Giustizia Europea, TAR e Consiglio di Stato, non riconoscendo, di fatto, tali
titoli professionali.
Il DL n. 44/2023 emanato il giugno 2023, omettendo e rinviando a tempo indeterminato ancora una
volta la risoluzione definitiva del problema del riconoscimento dei titoli e specializzazioni conseguite
in un paese dell’Unione Europea, ha previsto che tutti i docenti abilitati all’estero inseriti nella I
fascia delle GPS con riserva di riconoscimento del titolo ed anche nel secondo elenco aggiuntivo alle
stesse GPS.
Lo stesso successivo d. l. 31 maggio 2024, n. 71 risulta contrario alla direttiva2005/36/CE.
L'adozione di tale decreto, comunica in data odierna la Commissaria Europea Corinne Guidicelli con
comunicato indirizzato allo Studio Legale Canu “dimostra l'esistenza di un ritardo notevole nel
trattamento delle domande di riconoscimento delle qualifiche di insegnante di sostegno ottenute
in altri Stati membri. Anche il testo del decreto solleva interrogativi circa la sua conformità alle
norme della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali nei casi
in cui fosse applicabile la direttiva.
Il riconoscimento dei titoli di specializzazione sul sostegno conseguiti presso università dell’Unione
Europea rappresenta un tema di crescente rilevanza nel contesto educativo italiano, soprattutto
dopo l’emanazione della L. 106/2024, di conversione del d.l. 71/2024.
Anche con tale disposto legislativo il Ministero dell’Istruzione e del Merito non ha affrontato in modo
sistematico il problema del riconoscimento di questi titoli, pur consapevole che la loro disponibilità
era necessaria per occupare i posti vacanti e garantire il funzionamento delle scuole.
Questa situazione ha portato a una gestione emergenziale del personale docente, in cui si è preferito
fare affidamento su professionisti altamente qualificati ma non ufficialmente riconosciuti, piuttosto
che intraprendere un percorso di legalizzazione e regolarizzazione dei loro titoli.
Con il passare del tempo, questo approccio ha generato un accumulo di istanze di riconoscimento
rimaste in sospeso, senza essere analizzate e verificate.
Poiché valutato illegittimo ed illegale il comportamento dello Stato Italiano, contrario ai principi
della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, di uguaglianza, non discriminazione e
parità di trattamento tra i cittadini degli stati membri in quanto in palese violazione delle direttive
comunitarie, La Commissione Europea ha deciso, in data odierna, di fare il primo passo verso
l’apertura della procedura di infrazione di cui agli artt. 226 258 e 259 del TFUE contro lo Stato
Italiano aprendo ufficialmente l’istruttoria.

PARLANO DI NOI!!! Studio Legale Canu 💣 Nel "nuovo" decreto Salva Infrazioni( che evidentemente sostituisce il vecchio de...
06/09/2024

PARLANO DI NOI!!! Studio Legale Canu 💣
Nel "nuovo" decreto Salva Infrazioni( che evidentemente sostituisce il vecchio decreto salva infrazioni) lo.Stato Italiano cerca ( unilateralmente come sempre) di sviare i propri obblighi e doveri.
In verità il suo impegno ci lusinga e ci fa capire che la strada è quella giusta...lo Studio legale Canu difenderà sempre i più deboli!!
Chiediamo la in primis e, da oggi, iniziamo a lavorare per chi( oramai già sistemato) pretende un risarcimento dell'abuso perpetuato da parte dello Stato Italiano!!
Forza paris!!!!

Da 4 a 24 mensilità per l’abuso di contratti a termine. Nel dl Salva Infrazioni approvato mercoledì in consiglio dei ministri il governo ha trova una soluzione per chiudere la querelle con Bruxelles

Gli amici di Ustica parlano ✔️di noi e ✔️con noi! 🎯 Una disamina giuridica ove si evince l'assenza dello Stato nelle cos...
25/07/2024

Gli amici di Ustica parlano ✔️di noi e ✔️con noi! 🎯 Una disamina giuridica ove si evince l'assenza dello Stato nelle così dette "Terre di confine" e si sottolineano i rimedi giuridici a cui i cittadini ✅️possono e ✅️devono ricorrere. ha bisogno di e di un distaccamento sei 🚒🚒🚒🚒🚒🚒🚒
Le isole si uniscono!! Forza Paris!!

Questo blog da sempre è stato una finestra sulla vita usticese, sia contemporanea che passata. Particolarmente a cuore ha ritenuto di supportare la necessità che Ustica debba avere un distaccame

Sempre in prima fila in difesa dei diritti dei cittadini.
12/10/2023

Sempre in prima fila in difesa dei diritti dei cittadini.

Parlano di noi... La procedura per ottenere il giusto riconoscimento dei titoli e delle specializzazioni conseguite nei ...
11/10/2023

Parlano di noi...
La procedura per ottenere il giusto riconoscimento dei titoli e delle specializzazioni conseguite nei paesi UE da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito e appena iniziata.
Ringraziamo quanti ci hanno dato fiducia e proseguiamo fiduciosi nella nostra battaglia.
Forza Paris

"Lo Stato italiano, pur avendo recepito le direttive comunitarie che lo prescrivevano e pur dichiarando abilitanti all'insegnamento i titoli professionali conseguiti nell'Unione europea, non adempie a tali direttive e alle condanne pronunciate dalla Corte ... (ANSA)

ANCORA DISCRIMINATI GLI INSEGNANTI CON SPECIALIZZAZIONE O TITOLO DI ABILITAZIONE ALL'INSEGNAMENTO CONSEGUITO NELL'UNIONE...
28/06/2023

ANCORA DISCRIMINATI GLI INSEGNANTI CON SPECIALIZZAZIONE O TITOLO DI ABILITAZIONE ALL'INSEGNAMENTO CONSEGUITO NELL'UNIONE EUROPEA
Anche quest'anno si ripresenta puntuale, al momento della compilazione delle graduatorie provinciali di supplenza, l'annoso problema riguardante i docenti che hanno conseguito il titolo abilitante all'insegnamento in uno dei paesi dell'Unione Europea e che ancora non è stato riconosciuto dal Ministero.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), infatti, ha confermato l’Ordinanza Ministeriale sulle GPS permettendo a coloro che hanno ottenuto un titolo abilitante o una specializzazione all’estero la possibilità di stipulare contratti in attesa di ottenere il riconoscimento in Italia ma ha previsto che ‘i docenti in attesa del riconoscimento del titolo estero siano posizionati in coda alle graduatorie rispetto a chi lo ha conseguito in Italia e che a tali contratti venga apposta una clausola risolutiva espressa in caso di mancato riconoscimento del titolo (Decreto Legge 44/2023 convertito definitivamente in legge in data 21.06.2023).
La questione, tutt'altro che risolta, verrà affrontata a livello normativo poichè il Consiglio di Stato ha emanato le linee guida per riconoscere gli attestati e i titoli conseguiti all'estero:
“Spetta al ministero competente verificare se, e in quale misura, si debba ritenere che le conoscenze attestate dal diploma rilasciato da altro Stato o la qualifica attestata da questo, nonché l’esperienza ottenuta nello Stato membro in cui il candidato chiede di essere iscritto, soddisfino, anche parzialmente, le condizioni per accedere all’insegnamento in Italia, salva l’adozione di opportune e proporzionate misure compensative”.
La sentenza quindi afferma chiaramente che i docenti si possono abilitare all’estero, ed è compito del Ministero esaminare il percorso che hanno fatto e valutare se riconoscere loro gli stessi diritti di chi svolge un Tfa in Italia.
Il problema, pertanto, è il riconoscimento che, al momento, pur previsto, non viene eseguito.
Il MIM starebbe, addirittura, valutando la possibilità di affidare a un soggetto esterno la responsabilità delle procedure di comparazione per il riconoscimento della validità del titolo in Italia, con l’obiettivo di ridurre i tempi di conclusione del processo.
Il fatto è che tale procedura sia legislativa che organizzativa risulta ancora in alto mare e un gruppo di docenti si è rivolto allo Studio legale Canu, esperti in diritto comunitario, per sondare se esiste la possibilità di intervenire a livello europeo. Gli Avvocati Canu cosi hanno risposto:
Il comportamento dello Stato Italiano, benché le direttive della CE 36/2005 e 55/2013 siano state regolarmente recepite rispettivamente dai Decreti Legislativi 206/2007 e 15/2016 e i titoli professionali conseguiti nella U.E. dichiarati "titoli abilitanti all'insegnamento, allo stato, omette di adempiere nonostante le numerose sentenze di condanna della Corte di Giustizia Europea, TAR e Consiglio di Stato, di fatto non riconoscendo tali titoli professionali.
Da tale illegittimo ed illegale comportamento, contrario ai principi della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, di uguaglianza, non discriminazione e parità di trattamento tra i cittadini degli stati membri nasce una palese violazione delle direttive comunitarie passibile di procedura di infrazione.
Per questo motivo mettiamo a Vs. disposizione la nostra esperienza maturata in campo Europeo per aver lavorato per ben quattro anni, in collaborazione con i funzionari della Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Inclusione della Commissione Europea, per proporvi un ricorso collettivo contro lo Stato Italiano.
Sappiamo già cosa chiedere, come chiederlo e a chi chiederlo.
Sia ben chiaro, non si tratta di ulteriore grado di giudizio ma di un esposto denuncia per portare a conoscenza alla Commissione Europea dell’ ingiustificata quanto palese violazione delle direttive comunitarie e dei principi di uguaglianza tra cittadini europei.
Siamo sicuri che un nostro intervento Comunitario potrebbe portare alla risoluzione dei Vs. problemi poiché sia per il clamore mediatico che susciterà l’iniziativa che per il timore dell’apertura di una nuova procedura d’infrazione, porterà il Governo a rivedere i programmati e discutibili provvedimenti attuativi delle direttive CE.
La Commissione Europea è particolarmente sensibile alle violazione delle norme comunitarie che interessano un numero elevato di cittadini europei.
Per ulteriori informazioni Vi invitiamo a prendere visione del comunicato al seguente link http://www.legalecanu.it/sezione-docenti-abilitati-estero
Considerato che tutti i percorsi giudiziari interni (Tar e Consiglio di Stato), se pur vittoriosi non hanno, di fatto, risolto il problema organizzativo del MIM, non resta che affidarsi alla Commissione Europea e, se necessario, alla Corte di Giustizia Europea, le uniche Istituzioni che possono accelerare i percorsi legislativi ed organizzativi del Ministero e risolvere, una volta per tutte le problematiche incontrate dagli insegnanti con titolo abilitativo o specialistico conseguito all'estero.

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