28/06/2023
ANCORA DISCRIMINATI GLI INSEGNANTI CON SPECIALIZZAZIONE O TITOLO DI ABILITAZIONE ALL'INSEGNAMENTO CONSEGUITO NELL'UNIONE EUROPEA
Anche quest'anno si ripresenta puntuale, al momento della compilazione delle graduatorie provinciali di supplenza, l'annoso problema riguardante i docenti che hanno conseguito il titolo abilitante all'insegnamento in uno dei paesi dell'Unione Europea e che ancora non è stato riconosciuto dal Ministero.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), infatti, ha confermato l’Ordinanza Ministeriale sulle GPS permettendo a coloro che hanno ottenuto un titolo abilitante o una specializzazione all’estero la possibilità di stipulare contratti in attesa di ottenere il riconoscimento in Italia ma ha previsto che ‘i docenti in attesa del riconoscimento del titolo estero siano posizionati in coda alle graduatorie rispetto a chi lo ha conseguito in Italia e che a tali contratti venga apposta una clausola risolutiva espressa in caso di mancato riconoscimento del titolo (Decreto Legge 44/2023 convertito definitivamente in legge in data 21.06.2023).
La questione, tutt'altro che risolta, verrà affrontata a livello normativo poichè il Consiglio di Stato ha emanato le linee guida per riconoscere gli attestati e i titoli conseguiti all'estero:
“Spetta al ministero competente verificare se, e in quale misura, si debba ritenere che le conoscenze attestate dal diploma rilasciato da altro Stato o la qualifica attestata da questo, nonché l’esperienza ottenuta nello Stato membro in cui il candidato chiede di essere iscritto, soddisfino, anche parzialmente, le condizioni per accedere all’insegnamento in Italia, salva l’adozione di opportune e proporzionate misure compensative”.
La sentenza quindi afferma chiaramente che i docenti si possono abilitare all’estero, ed è compito del Ministero esaminare il percorso che hanno fatto e valutare se riconoscere loro gli stessi diritti di chi svolge un Tfa in Italia.
Il problema, pertanto, è il riconoscimento che, al momento, pur previsto, non viene eseguito.
Il MIM starebbe, addirittura, valutando la possibilità di affidare a un soggetto esterno la responsabilità delle procedure di comparazione per il riconoscimento della validità del titolo in Italia, con l’obiettivo di ridurre i tempi di conclusione del processo.
Il fatto è che tale procedura sia legislativa che organizzativa risulta ancora in alto mare e un gruppo di docenti si è rivolto allo Studio legale Canu, esperti in diritto comunitario, per sondare se esiste la possibilità di intervenire a livello europeo. Gli Avvocati Canu cosi hanno risposto:
Il comportamento dello Stato Italiano, benché le direttive della CE 36/2005 e 55/2013 siano state regolarmente recepite rispettivamente dai Decreti Legislativi 206/2007 e 15/2016 e i titoli professionali conseguiti nella U.E. dichiarati "titoli abilitanti all'insegnamento, allo stato, omette di adempiere nonostante le numerose sentenze di condanna della Corte di Giustizia Europea, TAR e Consiglio di Stato, di fatto non riconoscendo tali titoli professionali.
Da tale illegittimo ed illegale comportamento, contrario ai principi della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, di uguaglianza, non discriminazione e parità di trattamento tra i cittadini degli stati membri nasce una palese violazione delle direttive comunitarie passibile di procedura di infrazione.
Per questo motivo mettiamo a Vs. disposizione la nostra esperienza maturata in campo Europeo per aver lavorato per ben quattro anni, in collaborazione con i funzionari della Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Inclusione della Commissione Europea, per proporvi un ricorso collettivo contro lo Stato Italiano.
Sappiamo già cosa chiedere, come chiederlo e a chi chiederlo.
Sia ben chiaro, non si tratta di ulteriore grado di giudizio ma di un esposto denuncia per portare a conoscenza alla Commissione Europea dell’ ingiustificata quanto palese violazione delle direttive comunitarie e dei principi di uguaglianza tra cittadini europei.
Siamo sicuri che un nostro intervento Comunitario potrebbe portare alla risoluzione dei Vs. problemi poiché sia per il clamore mediatico che susciterà l’iniziativa che per il timore dell’apertura di una nuova procedura d’infrazione, porterà il Governo a rivedere i programmati e discutibili provvedimenti attuativi delle direttive CE.
La Commissione Europea è particolarmente sensibile alle violazione delle norme comunitarie che interessano un numero elevato di cittadini europei.
Per ulteriori informazioni Vi invitiamo a prendere visione del comunicato al seguente link http://www.legalecanu.it/sezione-docenti-abilitati-estero
Considerato che tutti i percorsi giudiziari interni (Tar e Consiglio di Stato), se pur vittoriosi non hanno, di fatto, risolto il problema organizzativo del MIM, non resta che affidarsi alla Commissione Europea e, se necessario, alla Corte di Giustizia Europea, le uniche Istituzioni che possono accelerare i percorsi legislativi ed organizzativi del Ministero e risolvere, una volta per tutte le problematiche incontrate dagli insegnanti con titolo abilitativo o specialistico conseguito all'estero.