27/02/2026
L’Associazione Nazionale Forense esprime profondo rammarico per la mancata approvazione, in sede di conversione del Decreto “Milleproroghe” 2026 (D.L. n. 200/2025), degli emendamenti diretti a prorogare le modalità attualmente vigenti per l’esame di abilitazione forense e la disciplina transitoria per l’accesso al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori.
La decisione assunta si pone non solo in discontinuità con i principi sostenuti dall’ANF nella propria proposta di riforma della legge professionale – improntata a stabilità, chiarezza e coerenza del percorso di accesso – ma anche rispetto all’impostazione recepita nella bozza di legge professionale presentata dal CNF, che muoveva nella direzione di confermare l’assetto consolidatosi in questi ultimi anni, fondato su una sola prova scritta, prodromica al successivo esame orale.
Oltretutto, non può non considerarsi che, con l’obbligatorietà della scuola forense, i praticanti avvocati sono già tenuti a un percorso particolarmente impegnativo e strutturato, articolato in verifiche intermedie semestrali e in una prova finale, il cui superamento costituisce condizione imprescindibile per il rilascio del certificato di compiuta pratica.
Alla luce di tale sistema, il mancato intervento normativo appare come un ingiustificato arretramento, che rischia di tradursi nell’ennesimo segnale disincentivante per l’accesso alla professione forense, in un momento in cui sarebbero invece necessarie scelte coerenti e lungimiranti a sostegno delle nuove generazioni.