Studio Legale Avvocato Anna Tatulli Matrimonialista - Diritto canonico

Studio Legale Avvocato Anna Tatulli Matrimonialista - Diritto canonico Lo Studio Legale Tatulli si occupa prevalentemente di:
- DIRITTO DI FAMIGLIA
- NULLITÀ MATRIMONIALI
- DIRITTO DEL LAVORO Prenota la tua consulenza

Avvocato civilista e titolare del proprio Studio legale dal 2011, è specializzata nel settore del Diritto Matrimoniale e della Famiglia, occupandosi, principalmente, delle problematiche inerenti alla delicata materia in Foro civile e Canonico. In Foro civile affronta le questioni relative alle separazioni, al divorzio, alle modifiche delle condizioni di separazione e divorzio, eredità e succession

i e altri aspetti inerenti alla Famiglia. Si distingue per la sua capacità di individuare i bisogni dei propri assistiti affrontandoli con professionalità, precisione e soprattutto passione. In particolare, cura ogni incombenza relativa a siffatte procedure, anche sulla base dei più recenti interventi legislativi sul c.d. "Divorzio breve" (Legge n. 55/2015), monchè delle modalità introdotte dal D.L. n. 132/2014, convertito in L. 1628/2014, la "Negoziazione assistita", aiutando i propri assistiti a comprenderne l'innovazione, per addivenire a soluzioni bonarie e consensuali ed usufruire della possibilità di non comparire più dinnanzi al Giudice. Affiancata da una solida formazione nel settore, affronta i molteplici aspetti del Diritto di Famiglia anche in Foro canonico patrocinando presso il Tribunale Ecclesiastico per le istanze di nullità matrimoniale e, laddove vi siano requisiti, procede per la delibazione delle sentenze dichiarative di nullità matrimoniale in Foro civile. Con forte attitudine all'aggiornamento continuo e con grande motivazione, dimostra di essere versatile nel problem-solving e incline al lavoro di squadra, ove richiesto, distinguendosi per le ottime doti organizzative, interpersonali e di gestione del tempo. Competente e professionale anche nella Mediazione familiare, ulteriore e valida alternativa alla tradizionale via giudiziaria, interviene nelle relazioni genitorali e familiari per la gestione dei conflitti, delle dinamiche emotivo-relazionali e della comunicazione consentendo ai coniugi, che scelgono di porre fine al proprio vincolo matrimoniale di raggiungere, in prima persona, accordi di separazione e di essere artefici della riorganizzazione familiare che andrà a regolare la vita futura loro e dei loro figli. L’Avvocato Tatulli riceve previo appuntamento in:
- Sannicandro di Bari, Via Delle Due Palme 27.

L’intervista
07/04/2026

L’intervista

Copyright © Associazione Culturale Produzione Italia ETS – Tutti i diritti riservati. Rispetto ai contenuti trasmessi e/o prodotti è vietata ogni utilizzazione funzionale all’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa. E’ altresì fatto divieto espresso di utilizzare mez...

14/03/2026

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24/01/2026

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27/08/2025

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27/08/2025

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29/06/2025

I FIGLI VEDONO LA MADRE CON L’AMANTE: LEI PERDE CASA E MANTENIMENTO (Corte d’Appello Bari sent. n. 146/2025) -------------- Irrilevanti i 30 anni di matrimonio, la dedizione alla famiglia e la mancanza di un reddito: il coniuge che viene beccato con l’amante dai figli e/o ammette con loro tale...

Nuovo appuntamento con la Rubrica“Con toga e sarcasmo”Siete pronti ⬇️😄
18/06/2025

Nuovo appuntamento con la Rubrica
“Con toga e sarcasmo”
Siete pronti ⬇️😄

Terzo appuntamento con la Rubrica
“Con toga e sarcasmo”
Siete pronti ⬇️😄

Titolo: “Il conto cointestato: ‘amore nostro’ 😆 siiii…fino al primo prelievo post-separazione”



C’era una volta una coppia felice (o almeno così pareva), che un giorno decise:
“Facciamo il conto cointestato, così è tutto trasparente.”
Trasparente come l’acqua… di un’alluvione bancaria, aggiungerei.



Il conto cointestato: simbolo di unione o bomba a orologeria?

All’inizio sembra tutto bellissimo.
Due firme, una password condivisa, l’app della banca sul telefono…
Poi però succede una cosa imprevedibile (per loro, non per me): la coppia scoppia.

E improvvisamente quel “nostro” diventa “mio” contro “tuo”, con la velocità di un bonifico istantaneo.
Spoiler: i soldi non hanno cuore, ma fanno un sacco di danni emotivi.



Cinque verità sul conto cointestato che nessuno ti dice (ma io sì)

1. Non è una prova d’amore.
È un contratto. Con clausole implicite, tipo: “Se mi lasci, posso svuotarlo prima che ti accorgi.”
Romanticissimo, vero?

2. In caso di separazione, la banca non fa da giudice.
Se uno dei due preleva tutto… la banca non lo ferma. Per lei, siete due legittimi titolari. Per il diritto civile, è tutto a posto. Per te, invece, è una tragedia in estratto conto.

3. “Ma erano anche i miei soldi!” — Certo!
Ora non più 🥺
Il 50% lo vedrai — forse — quando un giudice deciderà chi deve restituire cosa. E nel frattempo? Aspetti. E paghi l’avvocato (cioè me).

4. L’amore va a occhi chiusi, i conti no.
Non c’è nulla di più saggio che tenere il proprio conto personale anche quando si vive insieme.
Il conto comune va bene per le spese comuni, non per le “promesse eterne”.

5. Fidarsi è bello. Ma firmare con consapevolezza è meglio.
Se hai cointestato tutto senza pensarci, tranquillo: non sei solo. Ma adesso tocca ragionare. Perché l’amore può finire… i debiti, invece, restano.



In sintesi?

Il conto cointestato è come un letto matrimoniale: bello finché si dorme sereni, ma appena uno russa… è guerra.

Vuoi tutelarti prima di cointestare? O devi difenderti ora che il conto è stato razziato?

Allora non chiamare la banca.
Chiama me.

Sono l’avvocato che legge gli estratti conto come se fossero romanzi gialli e ti spiega le cose col tono giusto: serio quando serve, tagliente quando è necessario.
Con toga. E sarcasmo.
E, soprattutto, con la legge dalla tua parte.

Avv. Anna Tatulli

Secondo appuntamento con la rubrica “Con toga e sarcasmo”Oggi, la famosa frase “Mi prendo tutto”Eh no, non è proprio cos...
11/06/2025

Secondo appuntamento con la rubrica “Con toga e sarcasmo”
Oggi, la famosa frase “Mi prendo tutto”
Eh no, non è proprio così 😉⬇️

Nuovo appuntamento con la rubrica
“Con toga e sarcasmo”

Oggi, la famosa frase ‘Mi prendo tutto’ e altre illusioni legali (tipo l’amore eterno)”



“Mi prendo tutto!”
Gridato con tono da gladiatore, come se la separazione (o il divorzio) fosse un’arena e tu stessi per vincere auto, casa, figli, cane e pure il bonsai in salotto.

Spoiler: non funziona così 😊
La separazione NON È una vendetta legalizzata, ma una pratica legale regolata da leggi, giudici, criteri, e – soprattutto – dal fatto che non siamo in un film americano dove la moglie fugge con tutto e il marito resta solo con la fotocopia del matrimonio.



📌 Ecco cosa NON succede in un vero tribunale:
1. Il giudice NON dice “Sì, ha sofferto di più, quindi vince lei.”
Soffrire non dà diritto alla villa in Toscana. (Purtroppo. Altrimenti certe clienti mie avrebbero già comprato la Versilia.)
2. “Ho pagato tutto io, quindi è mio” → Illusione legale n.2.
Se eri sposato in comunione dei beni, indovina? È anche suo.
Sì, anche quella macchina che ami più dei parenti.
3. “I figli li porto con me e ciao” → Illusione n.3.
I figli non sono bagagli Ryanair. Hanno diritti, esigenze e un giudice che – con buona pace dei monologhi al bar – pensa prima a loro, non al tuo ego ferito.



Ma allora? Non si può ottenere giustizia?

Certo che sì. Ma la giustizia non è vendetta, né shopping compulsivo con il patrimonio di coppia.
È un processo fatto di buon senso, equilibrio, strategia. E no, non basta urlare “mi prendo tutto” per cambiare la legge (se così fosse, io avrei già urlato “aboliamo il lunedì” e “riprendiamoci l’IVA”).



Quindi cosa puoi fare davvero?

📍 Informarti.
📍 Farti seguire da qualcuno che ti dica la verità, anche quando non è quello che volevi sentirti dire.
📍 E no, non tuo cugino che ha fatto un esame di diritto nel ’98.



Chi? Beh, eccomi 😊

Sono l’avvocato che non ti promette tutto. Ma ti promette:
• la verità,
• una strategia chiara,
• e un po’ di ironia per sopravvivere al dramma con più lucidità e meno lividi emotivi.

Vuoi davvero prenderti tutto? O ragionare sul da farsi?
Parti con un buon avvocato (IO)
Contattami, prenota la tua consulenza.
Il resto lo sistemiamo insieme.
Con toga e sarcasmo. Sempre.

Avv. Anna Tatulli

05/06/2025

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Preparati, perché ne vedrai delle belle… e forse ti sorprenderai a ridere di cose che pensavi fossero solo pesanti!
Ti aspetto, non mancare!

Studio Legale Avv. Anna Tatulli

Studio Legale Avvocato Anna Tatulli- L’avvocato che ti dice la verità, anche quando fa male – e poi ti fa pure sorridere 😉

Con la recente sentenza (Cass. pen., sez. VI, 20 marzo 2025 - 5 maggio 2025, n. 16658, la Corte di Cassazione, torna ad ...
14/05/2025

Con la recente sentenza (Cass. pen., sez. VI, 20 marzo 2025 - 5 maggio 2025, n. 16658, la Corte di Cassazione, torna ad affrontare il tema della violazione degli obblighi di assistenza familiare previsti dall’art. 570 c.p., con particolare riferimento all’elemento soggettivo del reato e alla condizione di detenzione dell’obbligato. La pronuncia riveste particolare rilievo perché chiarisce che la mera esistenza dello stato detentivo dell’imputato non è, di per sé, sufficiente ad escludere la responsabilità penale, ma impone al giudice un accertamento rigoroso e articolato.
Secondo la Suprema Corte, per configurare la responsabilità ai sensi dell’art. 570 c.p., è necessario dimostrare la volontà dell’imputato di sottrarsi agli obblighi familiari senza giustificato motivo. In presenza di una situazione detentiva, l’analisi non può limitarsi a un riscontro formale dell’inadempimento: occorre verificare se l’imputato abbia comunque percepito redditi durante la detenzione, se abbia posto in essere condotte volte a procurarsi mezzi leciti di sostentamento o se, al contrario, vi fosse un’impossibilità oggettiva di adempiere. Il giudice non può adottare una valutazione automatica, ma è tenuto a esaminare concretamente le circostanze del caso, tenendo conto della reale capacità economica e della condotta complessiva dell’imputato.
Questa impostazione si pone in linea con un orientamento giurisprudenziale sempre più attento alla personalizzazione del giudizio penale e alla reale sussistenza del dolo, evitando applicazioni rigide e formali della norma. La sentenza assume quindi un valore importante anche in chiave difensiva: l’avvocato ha il compito di dimostrare l’insussistenza dell’elemento soggettivo del reato, provando, ad esempio, l’assenza di redditi o la presenza di ostacoli insormontabili all’adempimento, derivanti da condizioni detentive, sanitarie o personali.
In conclusione, la Cassazione con questa pronuncia ribadisce che la violazione degli obblighi familiari non può essere affermata in via automatica, ma richiede sempre una valutazione attenta della condotta concreta e delle reali possibilità di adempimento dell’obbligato. Una lettura garantista e aderente ai principi costituzionali, che contribuisce a mantenere il giusto equilibrio tra la tutela degli interessi familiari e i diritti dell’imputato.

Indirizzo

Via Delle Due Palme, 27
Sannicandro Di Bari
70028

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

+393772699487

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