23/03/2026
🔎 Previdenza sotto la lente – I consigli dell’Avv. Angela Mazzetti
Il ruolo dell’avvocato in materia di previdenza
In materia previdenziale e assistenziale, si tende spesso a ridurre tutto a una questione di domande e procedure amministrative.
In realtà, ogni richiesta presuppone una corretta qualificazione giuridica della posizione del soggetto.
Il riconoscimento di prestazioni come invalidità civile, assegni o pensioni non dipende infatti dalla sola condizione sanitaria, ma dalla sua valutazione secondo criteri normativi e medico-legali ben definiti.
Il ruolo dell’avvocato si colloca proprio in questo passaggio: analizzare la documentazione sanitaria e contributiva, verificare la sussistenza dei presupposti e impostare correttamente la domanda, evitando incongruenze o carenze che possano incidere sull’esito del procedimento.
Si tratta di un’attività che non si esaurisce nel contenzioso, ma che assume rilievo già nella fase preliminare, dove una corretta impostazione può fare la differenza.
Particolare importanza riveste la fase dell’accertamento tecnico preventivo ex art. 445-bis c.p.c., nell’ambito della quale viene espletata la consulenza tecnica d’ufficio (CTU) medico-legale.
In tale sede, la presenza del difensore non è meramente formale, ma costituisce parte integrante dell’attività difensiva: consente di vigilare sulla corretta acquisizione degli elementi rilevanti, di garantire coerenza tra le dichiarazioni dell’assistito e la documentazione prodotta e di prevenire criticità che potrebbero incidere sulla valutazione del consulente.
L’accompagnamento del cliente durante le operazioni peritali rappresenta quindi un momento delicato, in cui l’aspetto tecnico e quello umano si intrecciano e incidono concretamente sulla tutela del diritto.
In materia previdenziale, la differenza non risiede solo nel possesso dei requisiti, ma nella capacità di interpretarli e rappresentarli correttamente.
La tutela dei diritti passa sempre dalla corretta interpretazione.
Avv. Angela Grazia Mazzetti
Foro di Foggia