06/10/2026
Quando finisce un matrimonio, spesso emerge una questione delicata: chi ha sacrificato la propria carriera per la famiglia merita un riconoscimento economico?
La Corte di Cassazione ha dato una risposta importante. Con l'ordinanza n. 24718 del 20 agosto 2026, ha stabilito che se uno dei due coniugi ha interrotto il lavoro per crescere i figli — e questa era una scelta condivisa — il giudice può considerare questo sacrificio professionale ai fini dell'assegno divorzile.
Non hai bisogno di prove esplicite scritte. Bastano i fatti: quando sono nati i figli, quando hai lasciato il lavoro, come era stata organizzata la vita famigliare. La legge riconosce che spesso si tratta di decisioni prese insieme, anche senza contratti.
Questa sentenza protegge chi ha scelto di investire nel benessere della famiglia, rinunciando alle proprie opportunità lavorative.
Vi trovate in una situazione simile? Scriveteci per capire come tutelare i vostri diritti.