16/03/2026
✒️REFERENDUM COSTITUZIONALE CONFERMATIVO DEL 22 E 23 MARZO 2026
Il referendum costituzionale confermativo sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente non è una questione di appartenenza politica.
È, prima di tutto, una questione tecnica che riguarda l’assetto e il corretto funzionamento della giurisdizione.
Chi, come me, esercita quotidianamente la professione di avvocato penalista nelle aule di giustizia conosce bene quanto sia essenziale che il giudice sia effettivamente , ed rispetto alle parti del processo.
Non a caso l’art. 111 della Costituzione fonda il giusto processo proprio sul principio del giudice terzo e imparziale. Tuttavia, affinché tale principio trovi piena e coerente attuazione, è necessario che la funzione requirente (cui spetta sostenere l’accusa) e quella giudicante (cui spetta decidere) siano strutturalmente distinte anche sul piano ordinamentale.
L’attuale assetto, caratterizzato dall’appartenenza di pubblici ministeri e giudici al medesimo ordine e dalla possibilità di passaggio tra le due funzioni, mantiene infatti una significativa commistione professionale e culturale tra chi esercita l’azione penale e chi è chiamato a giudicarla.
La separazione delle carriere non rappresenta quindi una riforma “contro” i giudici, come molti sostenitori del NO affermano, ma una scelta coerente con il modello accusatorio che il nostro ordinamento ha formalmente adottato con la riforma del processo penale già del 1989.
Si tratta, in altre parole, di un importante per rafforzare le garanzie del processo e assicurare in modo più netto l’autonomia, l’imparzialità e la piena terzietà del giudicante.
Per queste ragioni voterò SÌ