Avv. Simone Angei

Avv. Simone Angei Avvocato e Studio Legale in San Gavino Monreale, via Dante n. 26

E' illegittima per sproporzione la clausola del bando di concorso che richieda la patente di guida a pena di esclusione ...
18/03/2022

E' illegittima per sproporzione la clausola del bando di concorso che richieda la patente di guida a pena di esclusione ove ciò non sia indispensabile nella specifica selezione.

Breve commento a Tar Sardegna sez. II, sentenza n. 399/2021 reg. prov. coll. del 31.05.2021

E' illegittimo per sproporzione il requisito del bando di concorso che richieda la patente di guida ove questa non sia indispensabile

27/01/2022
«La posizione di mero indagato/denunciato non può essere considerata un elemento di non ammissibilità per la partecipazi...
16/03/2021

«La posizione di mero indagato/denunciato non può essere considerata un elemento di non ammissibilità per la partecipazione ad un concorso per pubblico impiego»

Breve commento a Tar Sardegna, sez. II, ordinanza n. 694/2020 reg. prov. cau del 14.12.2020

Secondo il Tar Sardegna, la qualifica di persona sottoposta ad indagini preliminari non può costituire elemento di esclusione per la partecipazione ad un concorso per pubblico impiego. Tar Sardegna, sez.

Guida in stato di ebbrezza e casellario giudiziale: non visibile il reato estinto per esito positivo dei lavori di pubbl...
28/09/2020

Guida in stato di ebbrezza e casellario giudiziale: non visibile il reato estinto per esito positivo dei lavori di pubblica utilità.

Nel link, un mio brevissimo commento a margine della sentenza della Corte Costituzionale 24.06.2020, dep. 30.07.2020, n. 179.

Guida in stato di ebbrezza e casellario giudiziale: non visibile il reato estinto per esito positivo dei lavori di pubblica utilità. Qui, un mio brevissimo commento a margine della sentenza della Corte Costituzionale 24.06.2020, dep. 30.07.2020, n. 179: https://www.linkedin.com/pulse/1-il-problema-...

Con la recente pronuncia Cass. sez. II, 7.11.2019, dep. 10.04.2020, n. 11959 la Suprema Corte afferma che i dati informa...
01/07/2020

Con la recente pronuncia Cass. sez. II, 7.11.2019, dep. 10.04.2020, n. 11959 la Suprema Corte afferma che i dati informatici contenuti nel computer costituiscono «cosa mobile» suscettibile di integrare l’oggetto materiale del delitto di appropriazione indebita.

Secondo la recente pronuncia della Suprema Corte, Cass. sez. II, 7.11.2019, dep. 10.04.2020, n. 11959 i dati informatici contenuti nel computer costituiscono «cosa mobile» suscettibile di integrare l’oggetto materiale del delitto di appropriazione indebita. Qui, un mio brevissimo commento: https...

Per chi davvero crede che gli innocenti non finiscano in carcere nel nostro sistema giudiziario, un'utile lettura pubbli...
24/01/2020

Per chi davvero crede che gli innocenti non finiscano in carcere nel nostro sistema giudiziario, un'utile lettura pubblicata nel febbraio 2019 sul portale www.errorigiudiziari.com.

"Dal 1992 (anno da cui parte la contabilità ufficiale delle riparazioni per ingiusta detenzione presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze) al 30 settembre 2018, si sono registrati oltre 27.200 casi: in media, 1007 innocenti in custodia cautelare ogni anno"

"Quanto alle statistiche sugli errori giudiziari veri e propri, va chiarito che la contabilità degli errori giudiziari parte in Italia dal 1991 e arriva fino al 30 settembre 2018: il totale è di 144"

https://www.errorigiudiziari.com/errori-giudiziari-quanti-sono/

ABBANOA S.P.A. NON PUO' RECUPERARE  I PROPRI CREDITI MEDIANTE INGIUNZIONI DI PAGAMENTO - GIUDICE DI PACE DI ORISTANO.A s...
09/01/2020

ABBANOA S.P.A. NON PUO' RECUPERARE I PROPRI CREDITI MEDIANTE INGIUNZIONI DI PAGAMENTO - GIUDICE DI PACE DI ORISTANO.

A seguito di opposizione presentata con il patrocinio di questo Studio Legale dal destinatario di ingiunzione di pagamento, il Giudice di Pace di Oristano, con la sentenza n. 298/2019 del 20 dicembre 2019, ha riconosciuto che Abbanoa s.p.a. non può recuperare i propri crediti mediante ingiunzione di pagamento ex Regio Decreto 639/1910, la quale pertanto "non ha efficacia di titolo esecutivo e non costituisce strumento idoneo a supportare una azione esecutiva".

Abbanoa s.p.a. infatti, "non essendo una pubblica amministrazione, per poter emettere un atto di ingiunzione come quello impugnato avrebbe dovuto dotarsi di apposita autorizzazione atteso che il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 31.12.2015 prevede esclusivamente di poter eseguire la riscossione della tariffa a mezzo ruolo previa costituzione di un idoneo titolo esecutivo e, nella fattispecie, ciò non si è verificato".

Qui la sentenza:

Pubblicato il giorno 9-gen-2020Studio Legale - Avv. Simone AngeiABBANOA S.P.A. NON PUO' RECUPERARE I PROPRI CREDITI MEDIANTE INGIUNZIONI DI PAGAMENTO - GIUDICE DI PACE DI ORISTANO.A seguito di opposizione presentata con il patrocinio di questo Studio Legale dal destinatario di ingiunzione di pagamen...

ABBANOA S.P.A. NON PUO' RECUPERARE  I PROPRI CREDITI MEDIANTE INGIUNZIONI DI PAGAMENTO - GIUDICE DI PACE DI ORISTANO.A s...
07/01/2020

ABBANOA S.P.A. NON PUO' RECUPERARE I PROPRI CREDITI MEDIANTE INGIUNZIONI DI PAGAMENTO - GIUDICE DI PACE DI ORISTANO.

A seguito di opposizione presentata con il patrocinio di questo Studio Legale dal destinatario di ingiunzione di pagamento, il Giudice di Pace di Oristano, con la sentenza n. 298/2019 del 20 dicembre 2019, ha riconosciuto che Abbanoa s.p.a. non può recuperare i propri crediti mediante ingiunzione di pagamento ex Regio Decreto 639/1910, la quale pertanto "non ha efficacia di titolo esecutivo e non costituisce strumento idoneo a supportare una azione esecutiva".

Abbanoa s.p.a. infatti, "non essendo una pubblica amministrazione, per poter emettere un atto di ingiunzione come quello impugnato avrebbe dovuto dotarsi di apposita autorizzazione atteso che il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 31.12.2015 prevede esclusivamente di poter eseguire la riscossione della tariffa a mezzo ruolo previa costituzione di un idoneo titolo esecutivo e, nella fattispecie, ciò non si è verificato".

Qui la sentenza:

https://studiolegaleavvsimoneangei.business.site/posts/5401494312591876188?hl=it

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17/12/2019



Lo stop alla vuol dire ammettere il fallimento del nostro sistema giudiziario.

Dire sì allo stop alla prescrizione non significa solo violare la nostra Costituzione, che a chiare lettere prevede il diritto dei cittadini alla giusta durata del processo, ma accettare definitivamente l’incapacità dello Stato di assicurare il diritto alla giustizia.
Significa ratificare il fallimento del sistema giudiziario a scapito di tutti cittadini, nessuno escluso.
E noi giuristi questo non possiamo accettarlo.

Quando si affronta un tema così complesso non lo si può fare facendo proprio un solo punto di vista.
È riduttivo pensare infatti solo agli effetti, seppur aberranti, che il maturare della prescrizione produce quando il processo si svolge nei confronti di imputati colpevoli.

Un approccio consapevole al tema impone di porsi il problema delle conseguenze che lo stop alla prescrizione avrebbe anche su innocenti che sarebbero costretti a subire gli effetti devastanti di un giudizio destinato a non estinguersi mai.

Non solo. Il tema va affrontato senza tralasciare anche quella funzione rieducativa della pena sancita dalla nostra costituzione sulla quale si fonda il nostro sistema giudiziario.
Applicare la pena a un uomo colpevole di un reato dopo 10 anni dall’inizio del processo rischia di vanificare quella funzione rieducativa della pena prevista dal nostro ordinamento.
La pena rischia di essere applicata, infatti, a un individuo che in un arco temporale così ampio si sarà involuto o evoluto ma, di certo, non sarà uguale all’uomo per il quale la pena prevista 10 anni prima era stata considerata adeguata.

Come e come ci opponiamo, ci siamo opposti e continueremo a farlo contro questa riforma così come congegnata.
Si intervenga sulla durata dei processi senza compromettere il diritto alla giustizia. Noi staremo sempre dalla parte del diritto e dei diritti di tutti, nessuno escluso.

23/10/2019

22/10/2019 E se l'innocente fossi tu? Pubblichiamo in Comunicato dell'Osservatorio sull'errore giudiziario dell'UCPI.   E SE L'INNOCENTE FOSSI TU? Prescrizione, con la riforma meno garanzie per le vittime di errori giudiziari   Ogni anno, in Italia, circa 1000 innocenti finiscono in carcere. Ciasc...

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA  Con la sentenza n. 39725/2019, depositata in data 27.09.2019, la sezione IV della Corte di C...
01/10/2019

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

Con la sentenza n. 39725/2019, depositata in data 27.09.2019, la sezione IV della Corte di Cassazione ha ribadito il principio per cui:

"il decorso di un intervallo temporale di alcune ore tra la condotta di guida incriminata e l'esecuzione del test alcolemico rende necessario verificare, ai fini della sussunzione del fatto in una delle due ipotesi di cui all'art. 186 C.d.S., comma 2, lett. b) e c), la presenza di altri elementi indiziari"

Pertanto, ove l'accertamento alcolemico venga svolto a notevole distanza di tempo rispetto al momento della condotta di guida incriminata, è necessario che siano presenti ulteriori elementi indiziari al fine di ritenere integrata la fattispecie di reato di cui all'art. 186, comma 2, lett. b) o c).

La Corte di Cassazione, sez. V, ritorna sull'aggravante dell'esposizione a pubblica fede di cui all'art. 625, comma 1, n...
30/09/2019

La Corte di Cassazione, sez. V, ritorna sull'aggravante dell'esposizione a pubblica fede di cui all'art. 625, comma 1, n. 7 in relazione al furto di cose presenti all'interno dell'automobile.

Cass. Sez. V, ud. 14.06.2019 - dep. n. 26.09.2019, n. 38900

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