18/04/2023
"Storia di una famiglia tradizionale e di adozioni"
Nonna Florinda e suo marito Carlo, in seguito ad un ab**to naturale, scelsero di non avere più un figlio di sangue ma di adottare.
Nel 1980 in seguito al terremoto che devastò l'Irpinia, il Tribunale dei minori di Roma li chiamò per un bambino di 4 anni, Francesco, con un lieve ritardo mentale e cognitivo.
Florinda ha speso tutta la sua vita per questo figlio, impiegando ogni sua energia per la cura della sua formazione, del suo benessere e per tenerlo quanto più indipendente. Nello stesso tempo insegnava a scuola, si dedicava all'arte contemporanea, alla politica e alla cultura.
Tutto ciò lo viveva con un grande spirito di entusiasmo che esprimeva la passione con cui scegliere le cose a cui si dedicava. Difficile non lasciarsi coinvolgere da tanta energia.
Nonna Florinda è rimasta vedova quando Francesco aveva circa 27 anni. Proprio in quel periodo ho avuto la gioia di conoscerla poiché cercava un'associazione che si occupasse di disabili adulti.
Con Francesco è nata una forte sintonia, un legame che ricordava quello dei fratelli di sangue. Colpita dall'affetto evidente che mi legava al suo unico figlio, un giorno, inaspettatamente chiese di adottarmi.
Florinda voleva assicurare a Francesco una famiglia dopo la sua morte. Il problema del 'dopo di noi' è molto sernito per noi genitori con un figlio disabile.
Mi disse " se diventi mio figlio sarai il fratello di Francesco e la sua famiglia quando io non ci sarò piu".
Le spiegai che avevo già una famiglia molto bella e che era giusto parlarne con loro. Mia madre naturale mi disse che il bene è superiore ai vincoli istituzionali e le famiglie sono fondate dai legami sinceri.
Così rassicurato decisi di accettare.
A questa famiglia speciale si è aggiunta Alba e Florinda è diventata una nonna orgogliosa e felice. Era attenta e precisa, al limite della prepotenza, nel voler delineare le strategie educative.
Rompiscatole come ogni mamma sa di poter essere.
Poi la tragedia. Francesco ci ha lasciati a 45 anni.
Florinda, nonostante la felicità di essere impegnata con Alba, non si è mai ripresa dalla morte del figlio e, dopo esattamente anno , se n'è andata nel sonno.
Siamo stati una famiglia che ha moltiplicato i legami, le gioie, i dolori, le fatiche e i traguardi. Una famiglia che, nonostante le nostre diversità, è riuscita a non farsi vincere dai dissapori.
Una famiglia che ha 'allargato' il bene.
Possiamo solo dire grazie a nonna Florinda ed essere grati per quanto condiviso.