27/04/2026
Marketplace e Algoritmi: Se il tuo prodotto "sparisce", ecco come difenderti
Ti è mai successo? Il tuo prodotto è sempre stato in prima pagina su Amazon, eBay o Zalando. Poi, da un giorno all'altro, finisce nel dimenticatoio dei risultati di ricerca. Le vendite crollano e la piattaforma ti risponde con un messaggio preimpostato o, peggio, non ti risponde affatto.
Molti venditori pensano che l'algoritmo sia una divinità capricciosa contro cui non si può fare nulla. Sbagliato.
Dal 2020 esiste uno scudo legale potente ma ancora troppo poco usato: il Regolamento (UE) 2019/1150, meglio noto come Regolamento P2B (Platform-to-Business). Questa norma impone trasparenza e correttezza ai giganti del web nei confronti delle imprese.
Ecco cosa devi sapere per smettere di subire e iniziare a pretendere i tuoi diritti.
1. Il "Ranking" non è più un segreto di Stato
L’articolo 5 del Regolamento P2B parla chiaro: i marketplace devono indicare nei loro termini e condizioni i principali parametri che determinano il posizionamento dei prodotti.
Non devono rivelarti il codice sorgente (il "segreto della Coca-Cola"), ma devono spiegarti chiaramente:
perché un prodotto appare prima di un altro.
Se il fatto di pagare una commissione extra o usare la logistica della piattaforma influenza la visibilità.
Se i loro prodotti (quelli a marchio del marketplace) sono favoriti rispetto ai tuoi.
In pratica: Se la tua visibilità crolla senza che tu abbia cambiato nulla, hai il diritto di verificare se la piattaforma sta rispettando i parametri che lei stessa ha dichiarato di seguire.
2. Sospensioni e "Shadow Ban": il diritto al perché
Se il marketplace decide di limitare la visibilità del tuo prodotto o di sospendere il tuo account, non può farlo "perché sì".
Secondo l’Articolo 4, la piattaforma deve fornirti una motivazione specifica su un supporto durevole (es. email). Se decidono di chiuderti l'account, devono darti almeno 30 giorni di preavviso, permettendoti di chiarire i fatti o correggere l'errore, a meno che tu non abbia commesso violazioni gravissime e ripetute.
3. Strumenti d'azione: cosa puoi fare oggi?
Se ritieni di essere stato penalizzato ingiustamente, non limitarti ad aprire un ticket che verrà chiuso da un bot. Usa questi tre step:
Il Reclamo Interno: Le grandi piattaforme sono obbligate ad avere un sistema di gestione dei reclami gratuito e accessibile. Cita espressamente la violazione del Regolamento P2B.
La Mediazione: Se il reclamo non risolve nulla, il Regolamento impone ai marketplace di indicare nei contratti almeno due mediatori con cui tentare una risoluzione amichevole. È un passaggio veloce e molto meno costoso di una causa in tribunale.
Segnalazione all'AGCOM: In Italia, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è l’organo che vigila sull'applicazione del P2B. Una segnalazione ben fatta può far scattare sanzioni pesanti per la piattaforma.
Il consiglio di Lexpratico
L'algoritmo non è la legge; il Regolamento 2019/1150 lo è. Se gestisci un brand o segui un cliente che vende online, il primo passo è controllare i Termini e Condizioni della piattaforma. Se sono vaghi o non spiegano come funziona il ranking, la piattaforma è già "fuorilegge".
La visibilità è il tuo ossigeno commerciale: non permettere a un bug o a una scelta arbitraria di togliertelo.