28/09/2024
IL LABILE CONFINE FRA BUON SENSO E DIRITTO RIGOROSO
L'Agenzia mondiale antidoping dovrebbe occuparsi di evitare l'alterazione di risultati sportivi per effetto dell'assunzione di sostanze dopanti.
Sotto questo profilo va da sé che la presenza nel corpo dell'amatissimo super campione Jannik Sinner, nel marzo scorso ad Indian Wells, USA, di una dose assolutamente infinitesimale di uno steroide anabolizzante denominato clostebol non ha minimamente influito sulle prestazioni sportive e sui conseguenti risultati.
Non è un'affermazione da tifoso, ma dato oggettivo rilevato dagli esperti.
Dunque l'uomo di buon senso è normale che dica: ma allora cosa fa la WADA, perché ha presentato appello?
Ebbene l'uomo di buon senso deve scontrarsi con i giuristi ( non perché questi ultimi non abbiano affatto buon senso, come molti ironicamente sostengono contro l'ampia categoria cui io stesso appartengo, ma perché il diritto è sempre il parametro di riferimento).
In soldoni: se una sostanza è considerata dopante si procede contro l'atleta a prescindere dall'entità presente nel corpo dell'atleta.
Giustamente. Lo sport non è il processo penale. Non vi sono esigenze deflattive volte a rendere non procedibili fattispecie di speciale tenuità.
Lo sport dovrebbe essere sempre e solo virtù.
Insomma dura lex sed lex. In generale (viviamo in stati di diritto, non in anarchia, quindi il diritto, anche quando irragionevole perché figlio di alcuni legislatori ottusi, sovrintende tutto). A maggior ragione nello sport.
Però, c'è un però.
Talvolta il diritto reintroduce dalla finestra ciò che doveva entrare dalla porta, ossia il buon senso .
Quindi demanda ai giudicanti interpretazioni discrezionali, che dovrebbero, appunto, essere sorrette dal buon senso.
Pratica non facile, però.
Ad esempio: quando una fattispecie penale è di speciale tenuità? Soggettivo, no ?
Ora in questo caso il povero Jannik Sinner (che ha subito involontariamente una contaminazione ad opera del fisioterapista- il quale per curarsi un proprio dito ferito aveva applicato una pomata contenente clostebol- che ne aveva curato i muscoli ) soggiacerà alla discrezionalità, caratterizzata da buon senso, si spera, di giudici che dovranno statuire se la sua colpa/negligenza sia stata "significativa",
Cosa vuol dire ciò? Tutto ed il contrario di tutto, purtroppo.
In un sistema già caratterizzato da responsabilità oggettiva ( l'atleta risponde non per propria condotta , ma per comportamento di un addetto del proprio team, pur essendone l'atleta del tutto inconsapevole) per qualcuno la negligenza di Sinner di non aver chiesto al fisioterapista se per curare il proprio dito ferito avesse usato farmaci rientranti nella lista nera antidoping per gli atleti ( rimanendo invece magari solo del tutto concentrato sui propri match) potrebbe essere significativa, per altri media, per altri ancora trascurabile, ed infine per altri del tutto insussistente.
Inutile dire che io (ma qui mi vesto soprattutto da tifoso) appartengo alla schiera di questi ultimissimi.
Però poi mi ricordo di essere un giurista, abbandonando il mero buon senso.
Allora: se l'atleta risponde dell'operato del proprio team, come in effetti ne risponde, vi è complessiva negligenza del team, ma lieve/trascurabile , non certo significativa.
Il fatto che la WADA abbia fatto appello però mi turba e crea preoccupazione, perché non si sa mai: anche quando si verte in spazi di discrezionalità talvolta il diritto rigoroso prevale sul buon senso giuridico-interpretativo, oltre che su quello comune.
L'agenzia mondiale antidoping: 'La constatazione di 'assenza di colpa o negligenza' non è corretta' (ANSA)