14/05/2026
Negli ultimi mesi sempre più persone, note e non, denunciano pubblicamente lo stesso scenario: profili fake, conversazioni inventate, immagini generate con l'intelligenza artificiale, dati sanitari diffusi senza consenso, campagne d'odio organizzate.
Non è "gossip", non sono "opinioni", non è il prezzo da pagare per essere visibili. È un insieme di condotte che la legge italiana qualifica come reati.
Gli strumenti principali sono cinque, più la tutela civile.
Stalking online (art. 612-bis c.p.): pena fino a 6 anni e 6 mesi, si configura anche con condotte solo digitali quando sono reiterate e causano ansia, paura o modifica delle abitudini di vita.
Diffamazione aggravata a mezzo social (art. 595, comma 3, c.p.): internet è considerato "altro mezzo di pubblicità", la pena è più alta, la querela va presentata entro 3 mesi dalla conoscenza del fatto.
Sostituzione di persona (art. 494 c.p.): quando qualcuno si finge un altro, crea profili fake con foto o nome altrui. È procedibile d'ufficio.
Trattamento illecito di dati personali (art. 167 Codice Privacy): diffondere dati sanitari, foto private, conversazioni rubate senza consenso. La tutela è rafforzata se i dati riguardano un minore.
Illecita diffusione di deepfake (art. 612-quater c.p.): introdotto dalla Legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025. Punisce con la reclusione da 1 a 5 anni chi pubblica, cede o diffonde immagini, video o voci falsificati con sistemi di intelligenza artificiale, idonei a indurre in inganno sulla loro genuinità, cagionando un danno ingiusto alla persona. Procedibile d'ufficio se la vittima è minore, incapace o pubblica autorità. La stessa legge introduce inoltre una nuova aggravante comune (art. 61 n. 11-decies c.p.) quando l'IA è usata come mezzo insidioso in qualsiasi altro reato.
Sul piano civile: rimozione dei contenuti, inibitoria d'urgenza al giudice (art. 700 c.p.c.), risarcimento del danno non patrimoniale.
Cosa fare subito se sei vittima: salva tutto (screenshot con data, ora, URL, autore), non cancellare le prove, non rispondere pubblicamente, presenta denuncia o querela alla Polizia Postale o ai Carabinieri (anche online), segnala il contenuto alla piattaforma in parallelo, valuta una consulenza legale per richiesta di rimozione e azione civile.
Essere persone pubbliche non autorizza nessuno a oltrepassare ogni limite. Ma anche non essere persone pubbliche non significa restare senza tutela: gli strumenti sono gli stessi.
Lo Studio Legale Cerè assiste vittime di stalking, diffamazione online, sostituzione di persona, illecito trattamento dei dati e deepfake.
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Informazione divulgativa, non sostituisce una consulenza personalizzata.